Utente 197XXX
salve dottore vorrei esporli il mio problema in maniera sintetica :
ho avuto diversi episodi di calcolosi renale lato sx il piu’ recente la settimana scorsa, ricorrrenti cistititi recidivanti sempre trattate con terapie antibiotiche ma senza nessun risultato da sottopormi a urografia e cistoscopia dove mi e’ stata riscontrata una importante infiammazione al trigono . considerando che nell’ambiente lavortivo spesso ho dovuto “trattenermi” e' cosa assolutamente sconsigliata dall’urologo ho portato a conoscenza il problema al medico competenete aziendale il quale dando poca importanza al problema mi ha dato una “limitazione con esclusioni da mansioni che comportino stazionamento prolungato (non piu’ di tre ore) in posti non dotati di servizi igienici. a tale giudizio io ho subito manifestato il mio dissenso richiedendo un ricorso nel 2009 ma sensza nessun risconto. a seguito dell’ultima colica come dicevo la settimana scorsa, mi sono rivolta di nuovo alla struttura sanitaria riconfemandomi la stesso giudizio anche perche’ il problema e’ risolvibile con le tre ore di autonomia e andando poi a cercarmi un bar per fare i bisogni . e se ho necessita prima di urinare?.
adesso dottore chiedo a lei, rivolgendo a un legale riusciro’ a far valere i miei diritti e la mia dignita’ di lavoratrice in quanto nessun puo’ decidere quanto e dove andare a fare i miei bisogni ? sentitamente la ringrazio.
lavoratrice disperata.
[#1] dopo  
169091

Cancellato nel 2013
Gentile utente,
avverso i giudizi del Medico Competente esiste la possibilità di presentare ricorso, entro 30 giorni dalla formulazione, presso l'organo di vigilanza che è istituito presso l'ASL competente per territorio. Unitamente al ricorso può, se intende rafforzare le sue tesi, inoltrare un parere scritto da parte di uno specialista in Urologia e di uno specialista in Medicina del Lavoro di sua fiducia.