Utente 109XXX
Buongiorno, ho scritto su questo sito diverse volte per raccontare i problemi che riguardano la sfera urogenitale e che mi assillano da anni. Problemi di fertilità, eiaculazione anestetica, testosterone sempre basso, astenia dopo eiaculazione (che è sempre poco abbondante e trasparente), lunghi periodi di astinenza sessuale senza sentire bisogno di avere rapporti, senso di peso pelvico, difficoltà a iniziare la minzione con getto debole e intermittente, residuo post-minzionale (sgocciolamento successivo alla pipì), bruciore uretrale, infezioni ricorrenti. Tutto questo per dire che negli anni, con le numerose visite ed esami, non sono venuto a capo di nulla, salvo riscontrare un leggero miglioramento della quantità di sperma eiaculato con l'ultima cura, a base di Permixon (serenoa repens), Moxifloxacina (infezione stafilococco SPP). Sono andato in centri anche rinomati, ma non è stata mai fatta una vera diagnosi, si sospetta una prostatite cronica, con Microcalcificazioni nella porzione centrale della ghiandola prostatica. Tale riscontro pero' è stato minimizzato in quanto mi si dice che "queste cose succedono a chi fa regolarmente attività sessuale e non è piu' molto giovane"; altre volte la causa di codeste calcificazioni viene addossata ad una risposta della ghiandola a qualche infezione, per cui circoscrive i batteri dentro questo fortino di calcio, oppure, tali calcificazioni sono una risposta di una urina che ristagna. Questa formazione però, mi dicono, a prescindere dalla causa, potrebbe spiegare la mancanza di orgasmo al momento dell'eiaculazione, per una sorta di compressione dell'uretra. Mi sono sempre affidato con fiducia alle varie cure proposte, senza risultati confortanti. Ora seguo l'ennesima, ma sono anche molto disorientato avendo ricevuto numerosi pareri anche contrastanti dai medici. Non so se è indicato l'urologo, l'andrologo o l'endocrinologo, se sono stati fatti tutti gli esami possibili (uno che manca per esempio è il test di Meares Stamey) e se c'è possibilità di guarigione da quella che è una situazione certo complessa, ma che non è ancora ben definita. Chiedo un consiglio, un percorso che possa intraprendere senza incappare nella consueta frase finale: purtroppo più di questo non possiamo fare. Saluti

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Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
chiedere sempre la diagnosi di natura del prioprio problema: ormonale, opsicogena,ecc. Che di qua diagnosi non ne possimao fare. Pertanbto senta dal collega qual' è l' origine dei suoi guai e di qua la aiutima. Quanto alle microcalficazioni se ne fregjhi, ce le hanno tutti.