Utente 198XXX
Buongiorno,
mia mamma 59 anni è stata operata la prima volta nel 2005 di adenocarcinoma al sigma con stadiazione T3N1M0G2.Negli anni 2007 e 2008 è stata operata al fegato in quanto le metastasi rilasciate dall'adenocarcinoma intestinale avevano colonizzato il fegato.
Nel mese di febbraio 2011 a seguito dei controlli di routine tramite PET è stata operata in toracoscopia e ha subito l'asportazione di 3 linfonodi malati e compatibili con il tumore primitivo segnalata poi come situazione atipica data la loro posizione :il foglio di dimissione citava " Linfoadenopatie paraortiche sovradiaframmatiche sinistre" e " Matastasi linfonodali di adenocarcinoma compatibile con primitività colica".Durante l'operazione di asportazione dei linfonodi sono stati richiusi con le clips i dotti toracici tranciati , tranne uno che purtroppo date le dimensioni millimetriche è sfuggito e ha causato quanto segue:
Dopo pochi giorni dalla dimissione sono iniziati i problemi : oltre alla dieta alipidica a cui si sarebbe dovuta attenere per almeno 30 giorni,
dalla ferita della toracoscopia ha iniziato a fuori uscire un liquido poi identificato come chilo , una volta tolti i punti di sutura.
Purtroppo lo stesso liquido aveva per metà invaso il polmone sinistro e a seguito di questo mia mamma è stata per 19 giorni a digiuno e nutrita solo per via parentelare e con il catetere del drenaggio reinnestato per permettere al chilo di fuoriuscire dal corpo.
Purtroppo la terapia di digiuno che avrebbe dovuto far cicatrizzare il dotto non ha funzionato e domani sarà sottoposta ad una nuova operazione che prevede la chiusura con clips del dotto e anche la procedura di talcaggio o di scollamento di una parte della pleura.
La domanda è ...cosa devo aspettarmi? avrà problemi di insufficienza respiratoria? Può non funzionare anche questo tipo di intervento? e se non funziona come si procede? le attaccheranno una sorta di catetere da svuotare manualmente e per cui verrà istruita?
Vorrei anche porre la seguente domanda:
Una volta che il tumore ha invaso il sistema linfatico con una stadiazione e in una posizione come quella riscontrata per mia mamma, dovrò aspettarmi una accellerata nella progressione della malattia?
Ringrazio per l'attenzione e confido in una vostra cortese risposta.
grazie
[#1] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo
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Gentile utente
Quando si riesce, la cosa migliore è trovare il vaso linfatico responsabile e chiuderlo con clip o suture.
Purtroppo si tratta di vasi molto piccoli e non sempre facilmente riconoscibili.
Per ciò che riguarda la malattia, dalle sue descrizioni mi sambra proprio che si tratti di una fase avanzata.
E' sempre difficile esprimersi sul ciò che potrà accadere nel futuro prossimo
[#2] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Grazie Dottore per la sua risposta.
vorrei approfittare un'attimo in più della sua cortesia:
chiedendole con il talcaggio quali effetti collaterali potranno verificarsi, e se effettivamente potrà essere ridotta la capacità respiratoria , e dovrà ricorrere all'uso dell'ossigeno.

grazie ancora
saluti
[#3] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo
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In casi particolari il talcaggio viene utilizzato per far aderire il polmone alla superificie interna della parete toracica. In questo modo si oblitera lo spazio virtuale dove si raccoglie il liquido.
Non si verificano in genere perdite significative di funzione respiratoria
[#4] dopo  
Utente 198XXX

Iscritto dal 2011
Buongiorno,
ho aggiornamenti in merito alla situazione di mia mamma.
Dopo l'operazione che ho citato nella mia mail del marzo 2011 mia mamma ha subito in febbraio di quest'anno un'ulteriore operazione per la rimozione di due linfonodi malati sempre compatibili con le metastasti del tumore primitivo.
Dopo tale operazione non si è sottoposta ad alcun trattamento coaudivante chemioterapico o radioterapico.
Purtroppo venerdi scorso ha avuto i risultati della TAC con contrasto.Sono purtroppo apparsi altri linfonodi intaccati e in 3/4 posti diversi nel torace quali ilo del polmone destro, sterno, regione paraortica e regione crurale,per cui non è più possibile perseguire la via chirurgica.
Secondo l'opinione dell'oncologa presso cui è seguita dovrebbe sottoporsi a chemioterapia a vita. non conosco i nomi dei prodotti interessati ma la procedura come descritta prevede : 1 chemioterapia settimanale in abbinamento a 1 chemioterapia quindicinale che avverrebbe in regime di day hospital.
Il dubbio che mi attanaglia è questo : ne vale la pena? non si rischia di compromettere il sistema immunitario, la qualità di vita e comunque non bloccare il progredire della malattia?
Alla domanda " speranza di vita" la dottoressa ha risposto di non preoccuparsi di questo (!!!) . Dato che mia mamma sta valutando anche l'ipotesi di non sottoporsi ad alcun tipo di trattamento sarebbe utile avere un'idea della speranza di vita. A prescindere che ogni caso è a se e non esiste una risposta certa e univoca per tutti i malati, esiste uno studio, una casistica ch possa aiutarci ad avere un'idea di quanto una persona nelle condizioni di mia mamma possa sopravvivere sottoponendosi ai trattamenti chemioterapici o senza sottoporsi ad alcun trattamento? grazie Cordiali Saluti