Utente 319XXX
Gentili dottori, sono una ragazza di 31 anni e da un paio di anni soffro di geloni alle mani. Proprio in questi giorni stanno ricomparendo. Si presentano circa 4 volte nel corso dell'inverno e sono molto fastidiosi, prudono e fanno male per molti giorni (anche 2 settimane), considerando poi che lavoro al computer. Le dita della mia mano destra risultano comunque sempre più doloranti, arrossate e gonfie rispetto a quelle della mano sinistra, forse è normale non essendo mancina. Le creme specifiche al cortisone non hanno risultati, la mia dottoressa mi ha prescritto una cura di ferro nonostante le mie analisi del sangue non evidenziassero valori strani ma la cura è stata inutile. Ho trovato lieve giovamento praticando il seguente procedimento prescrittomi da un medico dell'Ospedale Rizzoli di Bologna: immergere 40 secondi le mani in acqua bollente e sale, immergere 40 secondi le mani in acqua gelida e continuare così per circa mezz'ora ogni giorno. Ho poi notato che il fattore umidità influisce molto, vivo in una località di mare e solo nelle 2 settimane invernali trascorse in montagna non ho problemi di questo tipo né gonfiore alle mani.
Ringrazio per eventuali consigli che vorrete darmi.
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Gentile utente,

i Geloni o perniomi, sono a mio avviso una sintomatologia da affrontare sempre con molta attenzione:

essi non vengono a caso, ma sono la spia cutanea di un difetto del microcircolo vascolare (sia intrinseco che indotto da agenti fisici come la termoinstabilità caldo-freddo) che deve essere sempre approcciato in modo specialistico.

tale fenomeno, è causato dall'abnorme vasodilatazione del microcircolo superficiale cutaneo, che segue una abnorme vasocostrizione è potenzialmente un fenomeno che può rispecchiare una altreazione di tipo vasculitico a colte anche immunologico (il noto fenomeno di Raynoud è un processo molto simile a questo).

tutto questo non certo per indurre ansie immotivate nel nostro paziente, ma per far comprendere che quello che un tempo era noto come una semplice alterazione temporanea (e fortunatamente è così nella maggior parte dei casi) oggi può essere meglio indagato e prevenuto.

Le migliori metodiche per stabilire eventuali associazioni sono oltre alla visita dermatologica, le analisi specifiche ed eventuali metodiche non invasive come la Termografia cutanea.

Carissimi saluti.
Dott. Luigi LAINO
Ricercatore Dermatologo e Venereologo, ROMA
[#2] dopo  
Prof. Matteo Basso
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Gentile utente,
alcune mie pazienti hannotrovato giovamento assumendo dei vasoprotettori per il microcircolo: un prodotto che mi sento di consiglierle(non è un farmaco) è l'eudren. Ne prenda uno dopo colazione e ci faccia sapere. Nel contempo si organizzi per eseguire una capillarografia per studiare il quadro. Il suo medico di famiglia la saprà guidare e consigliare.
Saluti