Utente 199XXX
Gentili dottori,
ho 48 anni, mio marito 58 e stiamo insieme da 22. Da alcuni anni mio marito ha iniziato ad accusare un calo del desiderio che con il passare del tempo è sempre più frequente. Essendo questo problema sorto in coincidenza con un suo stato debilitativo causato da una displasia delle anche, lui ha attribuito la causa al suo stato di salute. Dopo i due interventi di protesi ad entrambe le anche, brillantemente superati tra il 2005 e il 2007, il problema sembrava risolto. Ma dopo pochi mesi si è ripresentato. Da circa due anni i nostri rapporti sono sempre più rari. Premetto che non viviamo una vita molto serena per problemi di lavoro ed economici e questo è causa di forte stress per entrambi, tanto che a volte capita anche a me un calo del desiderio, che però è temporale, per questo non riesco a capire il suo comportamento. Lui è sempre affettuoso con me ma il più delle volte sono io a "cercarlo" e questo (il non essere desiderata), mi crea uno stato di frustrazione. Non abbiamo molte occasioni perché lui al mattino si alza presto, durante il giorno è preso da mille problemi e responsabilità (abbiamo un'attività in proprio), quindi alle cinque/sei di sera è "fuso"; subito dopo cena si addormenta sul divano e quando si sveglia, con un baco mi da la buonanotte e va a letto. Naturalmente non posso svegliarlo nel mezzo della notte, così finisce la settimana lavorativa. Il sabato e la domenica, potremmo essere un po' più rilassati, allora penso che magari è la giornata giusta, invece lui dopo pranzo si fa la sua bella pennichella (accanto a me) se non ha impegni pomeridiani anche di due ore e quando si sveglia o va in ufficio (sotto casa)o prende qualche appuntamento che non ha potuto durante la settimana. Insomma ho l'impressione che cerchi sempre qualcosa da fare per sfuggire. Anche quando riusciamo a prenderci qualche giorno di vacanza per rilassarci le cose non sembrano andare molto meglio, in sette/dieci giorni può succedere un paio di volte al massimo che è lui a prendere l'iniziativa. Inoltre ho notato che spesso ha anche una scarsa erezione e all'ultimo rapporto, due mesi fa, non ha avuto l'orgasmo. Preciso che non ho il minimo dubbio che mi tradisca, anche perché stiamo insieme pressoché 24 ore su 24. Quindi, escluso il tradimento, non riesco a capire quale sia la causa. Ho provato a parlarne più volte, lui mi giura che non dipende da me, che vorrebbe avere rapporti ma i problemi economici lo bloccano, dice di sentirsi "strano" e vorrebbe tornare come prima. Ad una mia domanda diretta, se praticasse la masturbazione, mi ha confidato che se guarda delle scene erotiche ha l'erezione e si masturba. Questo mi fa stare ancora più male perché penso che quindi dipende da me, voglio dire perché gli basta vedere una scena erotica per avere un'erezione e masturbarsi e non desidera fare sesso con me? Mi ha proposto, per stimolarlo, di vedere insieme un film pornografico. Ma io non credo che sia una soluzione. Qual è il vostro parere?

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[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentiloe utente,
è un quadro classico di calo del desiderio sessuale con ripercussioni sul fragile meccanismo dell'erezione causati anche dalla situazione di stress lavorativo che crea stati di ansia nella coppia che non si riescono a superare, perciò in questa fase è necessario l'ausilio di un andrologo;
se posso permettermi di darvi un consiglio il 26 e 27 marzo è aperta la campagna di prevenzione andrologica intitolata "Basta Scuse" in cui si può prenotare una visita andrologica gratuita nel centro più vicino che aderisce all'iniziativa. Per maggiori informazioni consulti il sito www.bastascuse.it
[#2] dopo  
Utente 199XXX

Iscritto dal 2011
Gentile dott. Scalese, la ringrazio per la disponibilità e la celerità nel rispondermi. In effetti avevamo pensato di rivolgerci ad un medico, ma non sapevavo se fosse stato sufficiente un semplice consulto dal medico di base (che peraltro è una donna e ci crea, anche se è errato, un po' di imbarazzo nel parlarne)o ad uno specialista. Haimè, il 27 è oggi e non siamo in Italia. Comunque seguiremo certamente il suo consiglio.Vorrei approfittare della sua disponibilità per una domanda: non so se tutti gli andrologi sono specializzati in sessuologia. A chi in particolare dobbiamo rivolgerci?
[#3] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
in genere l'andrologo ed il psicosessuologo agiscono in sinergia, ma dal mio punto di vista è necessario una iniziale valutazione andrologica per escludere la presenza di cause prevalentemetne "organiche".
[#4] dopo  
Utente 199XXX

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La ringrazio dottore
Cordialità
[#5] dopo  
Dr. Andrea Biserni
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Gentile Lettrice,
concordo con il Dott. Scalese sull'utilità di una visita andrologica per escludere cause organiche. Il quadro che lei descrive fa comunque quantomeno sospettare anche sottostanti fattori psicologici (ad esempio lo stress lavorativo o problemi relazionali di coppia) tra le cause del problema, che potrebbero dunque aggravare il problema oppure esserne le cause prevalenti. Ma appunto solo attraverso visite specialistiche potrete averne un'idea più precisa. Una volta che avrà effettuato la visita andrologica se non si dovesse evidenziare una prevalenza di cause organiche consiglierei una visita presso uno psicologo sessuologo.
Le faccio i miei migliori auguri.
[#6] dopo  
Utente 199XXX

Iscritto dal 2011
Grazie anche a lei dott. Biserni per il suo autorevole parere. Abbiamo già prenotato una visita da un andrologo-sessuologo, tra circa un mese (perdonate l'ignoranza, c'è differenza tra il sessuologo e lo psicosessuologo?).
Ieri mio marito mi ha ricordato che molti anni fa ha avuto una forte epidimite al testicolo sx, e a tutt'oggi a volte le da fastidio. Ci chiediamo se potrebbe esserci una correlazione
[#7] dopo  
Dr. Andrea Biserni
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PIEVE SANTO STEFANO (AR)
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Gentile lettrice,
ha perfettamente ragione, in effetti il termine sessuologo non ha un unico significato ed è quindi perfettamente comprensibile che si faccia confusione, .... semplificando, generalmente con il termine sessuologo si comprendono due diverse figure: 1) il medico che ha compiuto una successiva formazione in sessuologia e cura di solito soprattutto con gli strumenti della medicina (questo è il medico sessuologo) e, sempre semplificando, per quanto riguarda i problemi della sessualità maschile la figura del medico sessuologo è in buona parte sovrapponibile a quella del medico specializzato in andrologia; 2) lo psicologo che ha compiuto una successiva formazione in sessuologia (è questo lo Psicologo Sessuologo) e cura con metodi psicologici (e tanto meglio quindi se in più ha anche una specializzazione in psicoterapia).
Sempre semplificando, il primo si occupa più specificamente di problemi sessuologici con cause prevalentemente organiche, il secondo di problemi sessuologici con cause prevalentemente psicologiche e/o relazionali.
Spero di esserle stato utile.
La saluto cordialmente.
[#8] dopo  
Utente 199XXX

Iscritto dal 2011
Utile e chiaro. Grazie ancora
[#9] dopo  
Utente 199XXX

Iscritto dal 2011
Gentili dottori,
sono il marito dell'utente iscritta. Ieri sono andato dall'andrologo, al quale ho manifestato i miei sintomi che riassumo:
calo del desiderio, talvolta difficoltà a mantenere l'erezione durante il rapporto, con conseguente mancanza di eiaculazione e ultimamente getto debole con scarsa fuoriuscita di sperma. L'ho anche informato sul fatto che molti anni fa ho avuto una epididimite al testicolo sx e che ancora oggi mi da fastidio, anche durante il rapporto sessuale.
Quindi, dopo aver visionato l'esame completo del sangue e delle urine che ho eseguito di recente, controllato la pressione sanguigna (nella norma) e visitato il testicolo mi ha prescritto le seguenti analisi:
THS, FSH LH, TESTOSTERONE TOTALE E LIBERO, ANDROSTENEDIONE, PRL
mi ha detto che, per quanto riguarda il testicolo, esso è ormai atrofizzato e non produce più spermatozoi e (soffermandosi sul calo del desiderio) valori bassi del testosterone e alti della prolattina possono indicarne la causa, che può essere risolta con dei farmaci, ma se essi sono nella norma, questo è dovuto al decorso dell'età, che in alcuni uomini può manifestarsi anche a 40 anni. Mi ha anche accennato a un'eventuale assunzione di Cialis, non so in quali dosi, ma non giornaliere, perchè di norma viene somministrato solo a soggetti più giovani con problemi psichici, che però non è un afrodisiaco e agisce solo sulla d.e. In attesa dell'esito delle analisi, vorrei, se possibile, da voi un parere:
1. sono sufficienti gli esami da lui prescritti?
2. è vero che il calo del desiderio può manifestarsi anche in assenza di cause organiche o può essere dovuto all'età? (in questo caso dovrei rassegnarmi?)
3. Il testicolo atrofizzato può essere la causa della riduzione dello sperma nella fase dell'eiaculazione?
4. è vero che il Cialis a basso dosaggio viene somministrato solo ai soggetti con problemi psichici? Da una ricerca su internet ho appreso informazioni diverse, che al contrario è utile soprattutto ai soggetti che hanno una attività sessuale costante e non devono programmare quando farlo (Io e mia moglie, prima del manifestarsi del problema, avevamo rapporti ogni due/tre giorni).
[#10] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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1) Sono sufficienti
2)Vero, ma se così fosse non bisogna rassegnarsi e cercare il modo per poterlo riaccendere.
3)Può concorrere ma può non essere la singola causa
4)Non molto d'accordo.
[#11] dopo  
Dr. Andrea Biserni
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PIEVE SANTO STEFANO (AR)
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Gentile Signore,
mi associo, limitatamente a ciò che è di competenza psicologica, al parere del Dr. Scalese,

in particolare, per quanto riguarda il punto 2), se gli esami facessero propendere per un calo del desiderio senza (o insufficienti) cause organiche,
si tratterebbe allora di un calo del desiderio dovuto a fattori prevalentemente psicologici e/o relazionali, e in tal caso
esiste sempre la possibilità di un intervento psicoterapeutico e psicosessuologico:
come dice il Dr. Scalese, non bisogna rassegnarsi.

Le faccio i migliori auguri e la saluto con cordialità.
[#12] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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[#13] dopo  
Utente 199XXX

Iscritto dal 2011
grazie a tutti per i consulti e il tempo dedicatomi
[#14] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Prego anche a nome dei colleghi!
[#15] dopo  
Utente 199XXX

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Gentili dottori,
vi cito gli esiti dell'esame di mio marito:

S-TSH 1,260 uU/mL (0.200 - 3.000)
S-Prolattina 120 uU/mL (60 -300)
S-FSH 6,0 uU/mL (1,5 - 20,0)
S-LH 2,6 uU/mL ( 1,0 - 10,0)
S-Testosterone 277 ng/dL (210 - 800)
S-Testosterone libero 8,0 pg/mL (9.00 - 47.00)
S-Delta 4 androstenedione 1,6 ng/mL (0.3 - 2.6)
S-DHEA-S 1600 ug/L (600 - 4100)

cosa ne pensate?
[#16] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
esiste un lieve calo del testosterone libero, ma probabilmente non è la sola causa.
[#17] dopo  
Utente 199XXX

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Gentile dott. Scalese,
il livello del testosterone libero necessita di un aiuto farmacologico per portarlo ai valori normali?
quali potrebbero essere altre cause da valutare?
è necessario effettuare altri esami?
[#18] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,

potrebbe essere necessario, ma lo deve stabilire il suo urologo-andrologo che dopo attento colloquio e valutazione della situazione prostatica di suo marito potrà stabilire se passare alla terapia o richiedere altri esami.
[#19] dopo  
Utente 199XXX

Iscritto dal 2011
Ho capito. Tra i vari controlli effettuati recentemente(di cui accennavo in un precedente messaggio) e visionati dall'andrologo-sessuologo (non è specializzato in urologia) è stato eseguito anche quello del PSA, risultato nella norma, ma non lo ha visitato e devo dire che un po' ci ha stupiti; forse perchè era sufficiente l'esame? Scusi se approfitto del suo tempo, ma in tutta sincerità, a me e mio marito ha dato l'impressione di una visita piuttosto sommaria: ascolto dei disturbi, controllo esami, visita al testicolo dolente, prescrizione degli esami di cui sopra. Con questo non voglio dire che il suo collega sia inesperto o poco professionale, solo ci aspettavamo una visita più accurata (p.e. il controllo della prostata); inoltre abbiamo notato che non ha compilato una scheda paziente, come fa a ricordarsi da una visita ad un'altra?
Tengo a puntualizzare che, considerati i tempi di attesa in una struttura pubblica (due mesi) e i problemi di organizzazione dovuti alla distanza, ci siamo rivolti ad un privato.
[#20] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
ognuno ha dei parametri di valutazione che possono variare da medico a medico: certo più approfondita è la visita maggiori sono gli elementi di inquadramento del paziente.