Utente 121XXX
Gentili dottori,
ho 28 anni e vi scrivo per un grave problema di insonnia (non a caso vi sto scrivendo alle 5 del mattino). Solitamente sono sempre stato un gran dormiglione, capace da ragazzo di addormentarmi praticamente ovunque e a qualsiasi ora del giorno. Da qualche tempo, con l'affacciarsi di "magagne" verso le quali sto ancora intefacciandomi ed approfondendo con esami specifici, ho perso questa capacità. Nello specifico per addormentarmi, specie se stanco, non ho problemi particolari, ma è sulla durata del sonno che purtroppo ho un calo. Indipendentemente dall'ora in cui mi corico, stanco o non meno, puntualmente verso le 3-4 aprò gli occhi e non sono più capace di dormire. E'altresì vero che faccio un lavoro su turni sregolati e che alterno alzate alle 4.00 con alzate alle 8-9.00, ma sino ad oggi non mi avevano c reato problemi in tal senso. Il paradosso è che anche se sono sveglio così presto, non mi sento "assonnato" o "stordito", ma perfettamente lucido (il che non è normale alle 3 e mezza del mattino). Per quanto riguarda le "magagnw" di cui citavo sopra, si riferiscono a problemi di natura ancora sconosciuta, con un calo di vitamina D3 (a tutt'oggi inspiegabile e che ha richiesto numerosi cicli di iniezioni intramuscolo di DiBase 300.000) che mi ha procurato disfunzioni intestinali importanti (diarrea e feci molle) e di tipo neurologico e muscolare (forte iper riflessia e iper sensibilità) riscontrata anche in una recente Elettromiografia che ha però escluso pataologie importanti (SLA). Francamente ho provato di tutto, dall'imbottirmi di farmaci al fare più movimento fisico, ma con risultati alquanto deludenti. Non esistono in commercio sonniferi veri e propri che non abbiano le famose benzodiapezine? Alzarmi così presto e non riuscire a fare altro mi sta creando anche problemi di tipo sociale e lavorativo.
Mi affido a voi per un consulto o suggerimento

Distinti Saluti.
[#1] dopo  
172248

Cancellato nel 2011
Gent.mo Utente,

Le benzodiazepine, quando funzionano, sono solo una soluzione a breve termine, sporadica e che, alla lunga, creano problemi di dipendenza.

Il pattern di sonno da Lei descritto, molto spesso, denota uno stato depressivo più o meno nascosto: gli "Early awakenings" sono una specie di marchio di fabbrica. Questo può tranquillamente essere scatenato da stress fisici o psicologici. Se questo è il caso e dura più di tre mesi, è indicata una terapia con farmaci antidepressivi e, forse, una psicoterapia. La stessa "vita sregolata" che Lei descrive potrebbe causare il tutto. Senza una regolarità negli orari non è possibile supplire: non si può dare 100 testate contro il muro, prendere 100 Aspirine e credere che le cose siano, nel complesso, normali.

Secondo le mie abitudini, il Medico di Medicina Generale dovrebbe essere attrezzato per diagnosticare e gestire questi casi ma, purtroppo, in Italia non capita sempre così. Suggerirei di discuterne con il Collega MMG
[#2] dopo  
Utente 121XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dottor Benci,
innanzitutto La ringrazio per la risposta veloce e, a mio dire, molto completa e facilmente assimilabile anche per un ignorante in medicina come il sottoscritto. Lei ha fatto centro al primo tiro dottore. Ho omesso di parlare della mia condizione psicologica proprio nel tentativo di vedere se chi mi avrebbe risposto l'avrebbe tenuto in considerazione o meno. Sì, dentro di me credo che, psicologicamente parlando, qualcosa si sia rotto. Non saprei dire cosa, ma da tempo (prima che iniziasse questa insonnia). Il giorno e la notte sono uguali, la luce del giorno e del pomeriggio sono identiche, non ho percezione praticamente di nulla e, se ce l'ho, spesso si rivela sbagliata. Idem per le esigenze fisiologiche. Inappetenza per giorni o fame improvvisa e verace, intestino un pò "intrattabile", cose di questo tipo. Da un punto di vista sociologico tutto mi annoia e non ho stimoli da nulla, nemmeno dai miei passatempi preferiti.
Sfortunatamente Dottore non posso permettermi una terapia da antidepressivi per via del mio lavoro di autista e delle innumerevoli visite che fanno a sorpresa (urine e sangue alla ricerca di alccol e sostanze dopanti come previsto, giustamente, dalle attuali normative). Se assumessi tali sostanze, anche per un fatto morale, dovrei in pratica licenziarmi e di aria non si può certo vivere. Se vi sono quindi alternative a tali farmaci le accolgo volentieri.
Complimenti Dottore, glielo dico con la massima stima, ha capito tutto in poche righe. Le faccio anche i complimenti per non aver usato un tono polemico o "superiore", cosa alquanto rara nei camici bianchi.

Distinti Saluti.
[#3] dopo  
172248

Cancellato nel 2011
Mi giunge stupefacente che una terapia antidepressiva possa essere considerata pericolosa. Più probabilmente è la parola "depressione" che fa paura, come succede spesso in Italia (e a torto). Vorrei sottolineare che la colpevolizzazione del Paziente che soffre di disturbi dell'umore è una delle cause principali della mancata diagnosi e del mancato trattamento e NON E' GIUSTO.

La Psicoterapia non è "alternativa" ai farmaci ma è l'altra parte del trattamento. A volte, quando ci sono dei quadri resistenti, difficili o recidivanti, si usano i farmaci per "ripulire" l'ideazione in modo da poter fare il lavoro psicoterapeutico con maggior efficienza, come asciugare il sangue da una ferita prima di ricucirla. Immagino che la Psicoterapia non lasci tracce nelle urine (ma ne lascia nella qualità di vita!) :)

Tantissimi auguri.