Utente 201XXX
Salve,
mia figlia il giorno dopo la nascita ha manifestato degli episodi di bradicardia.
A seguito di tali episodi è stato eseguito un ECG.
Purtroppo il referto, scritto a mano, non mi è facilmente leggibile, provo a riportarlo per quanto possibile:
"150 bpm. Asse elettrico deviato a dx. ??? e PR compatibile con l'età.
Disturbo di conduzione IV dx con dominanza della se??? destra.
Non anomalie p???? ???.
QTc ai limiti superiori 0,44s"

Al momento della dimissione ci hanno detto che in un neonato alcuni parametri possono essere un po' alterati, quindi ci hanno rassicurato e programmato un controllo dopo due mesi.

Ieri abbiamo fatto il controllo a due mesi di età, riporto il nuovo referto:
"Attività cardiovascolare nei limiti della norma.
Tracciato nei limiti della norma per l'età.
QTc ~ 0.41/0.42"

Ci hanno detto che va abbastanza bene, ma preferiscono fare un nuovo controllo tra altri due mesi.

Cercando qualche documentazione su internet, c'è venuto il dubbio che possa trattarsi di una forma della sindrome del "Qt lungo", che ne pensate?

In famiglia non ci risultano problemi cardiologici di rilievo (il più rilevante dovrebbe essere un piccolo prolasso della mitrale).

Suggerite qualche altro tipo di controllo oltre all'ECG o della prevenzione specifica, soprattutto perchè abbiamo letto che ci sarebbe una possibile correlazione tra la sindrome del Qt lungo e la SIDS.

Infine possono esserci degli esami genetici che possiamo fare io e mia moglie per sapere se siamo portatori di geni legati alla sindrome del Qt lungo?

Grazie.
Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
la sindrome del qt lungo, si manifesta solitamente in famiglie con storia di cardiopatie fatali e non può esser certo una semplice bradicardia ad indicare tale patologia. Utile il controllo a distanza della piccola, ma per il momento sono davvero pochi gli elementi per porre una diagnosi della sindrome suindicata.
Saluti
[#2] dopo  
Utente 201XXX

Iscritto dal 2011
Grazie per la risposta.
Cordiali saluti