Utente 478XXX
Sono un uomo di 58 anni. Nel novembre 2005 dal mio medico di famiglia mi sono sottoposto, come da diversi anni, a vaccinazione antinfluenzale poichè nel 2001 ho subito un intervento di triplice by-pass coronarico, da qualche anno sono diabetico e vasculopatico (diversi interventi). Nonostante le mie patologie, fino a due anni fa le mie condizioni di salute erano soddisfacenti e pure la mia vita sessuale (sposato da 36 anni, tre figli). Subito dopo la vaccinazione ho accusato febbre e leggera parestesia, sfociati in meno di tre settimane in una gravissima sindrome di Guillain - Barrè, che mi ha paralizzato completamente e costretto intubato in rianimazione per tre mesi consecutivi, poi altri tre mesi in una struttura di riabilitazione dove, lentamente, ho riacquistato parzialmente una certa motilità. Proseguo tuttora in day hospital la fisioterapia riabilitativa, che sembra dare confortanti risultati. Dopo essere stato dimesso dall'ospedale ho tentato senza successo di riprendere la mia vita intima, ovviamente interrotta per tantissimi mesi a causa della malattia. A nulla sono valse le visite urologiche, andrologiche, le terapie con Levitra e nemmeno le iniezioni intracavernose con Caverject 20 prescritte dai diversi specialisti. Le indagini ormonali sono sempre risultate normali, come pure l'ecodoppler penieno, renale, prostatico e testicolare. Il 5 marzo scorso sono stato sottoposto ad intervento di protesi peniena tricomponente, con la quale pensavo di aver risolto definitivamente il mio problema, ma purtroppo sono stato colpito da infezione che, dopo mesi di cure anche dolorose, a fine luglio ne ha imposto la rimozione urgente.
Ad un mese da quest’ultimo intervento, su indicazione dell’urologo – andrologo, ho iniziato e proseguo una terapia con due compresse settimanali di Viagra 100 che non producono alcun effetto se non un calore e un rossore diffuso al volto. Scrivo per sentire un suo parere, magari anche quello del neurolo, poichè sono in una situazione ormai drammatica, da cui non so come uscire e nemmeno se esiste la possibilità di farlo, magari in un prossimo futuro con una protesi semirigida. Io e mia moglie non ci sentiamo ancora così vecchi per rinunciare ad amarci in maniera completa, i nostri sentimenti sono profondi e forse per questo soffriamo così tanto. O dobbiamo davvero 'rassegnarci' come ci è stato suggerito dal nostro medico di famiglia? Lei ci può aiutare dandoci qualche utile indicazione? Lo speriamo vivamente. Ringrazio vivamente e porgo cordiali saluti. Fabrizio

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Gentile sig. Fabrizio,
certo la sua storia clinica così drammatica e complessa non può essere valutata e compresa a pieno solo attraverso una semplice e-mail. Detto questo, le sue considerazioni finali sul possibile e successivo tentativo di mettere un dispositivo protesico "più semplice" mi trovano sostanzialmente d'accordo. Nel frattempo comunque segua le indicazioni del suo urologo utili a mantenere il più possibile un buon "trofismo" a livello dei corpi cavernosi, già "maltrattati" chirurgicamente, attraverso l'utilizzo di prodotti specifici vasoattivi come quelli da lei accennati.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
[#2] dopo  
Dr. Daniele Masala
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POZZUOLI (NA)
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caro signore la sua è una storia clinica assolutamente impegnativa nella quale trovo per la verità e senza voler suscitare alcun suo rincrescimento, l'aspetto sessuale assolutamente secondario, soprattutto in seguito al fallimento dell'innesto di protesi tricomponente per infezione.
Cordiali saluti,
dott Daniele Masala.
[#3] dopo  
Utente 478XXX

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Nel ringraziare il dott.Beretta e il dottor.Masala per le loro considerazioni, vorrei precisare al dottor.Masala che, pur comprendendo il suo punto di vista (che pure mi aspettavo data la serietà delle patologie da cui sono stato afflitto), avendole parzialmente superate e non essendo ancora in età avanzata, ho ancora stimoli e desideri che non posso soddisfare; ciò mi comporta uno stato di stress emotivo e psicologico insopportabili. E' per questo che sono ricorso, ahimè senza successo, alla protesi. Non cerco consolazioni, ma utili consigli e possibili soluzioni. Se possibile, in ordine alle problematiche descritte, vorrei avere anche il parere di un neurologo. Grazie per la pazienza, la cortesia e l'attenzione. Fabrizio
[#4] dopo  
Dr. Stefano Garbolino
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TORINO (TO)
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Gentile utente,
sono consapevole ed in totale accordo con lei che la sessualità non è un lusso a cui poter abdicare in modo totalmente decontestualizzato. Pertanto la invito ad approfondire da un punto di vista psicosessuologico sia le problematiche inerenti l'eventualità di un nuovo impianto protesico ma anche (e non di meno) il ruolo che per lei e sua moglie assume la sessualità, conscio del fatto che non è di per sè stabilito un criterio oggettivo ed oggettivabile con cui "vivere" la propria sessualità.
Si rivolga ad un Medico esperto in materia che collabori però in modo complementare con l'urologo che si occuperà dell'aspetto chirurgico eventuale.
Cordialmente
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile sig Fabrizio,
condivido il suo atteggiamento esistenziale e le considerazioni fatte dal collega Garbolino. La soluzione chirurgica è un aspetto del suo complesso problema anche se, per l'andrologo, è il più importante .
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#6] dopo  
Dr. Edoardo Pescatori
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REGGIO EMILIA (RE)
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Gentile Sig. Fabrizio,

concordo con lei sul fatto di non dover rinunciare alla sessualità se il desiderio c'è. Anche se la sua situazione non è tra le più facili, c'è qualcosa da fare:
1. la cosa più semplice e meno invasiva è utilizzare un "dispositivo a vuoto per l'erezione", o "vacuum erection device". Funziona anche dopo espianto di protesi idraulica, ma richiede un pò di pazienza per imparare al meglio la metodica; è utile che sia uno specialista ad insegnarle la tecnica. Ma da subito le può permettere la ripresa della vita sessuale.
2. In un secondo tempo (non meno di tre mesi dall'espianto) si può riconsiderare un nuovo impianto protesico, TEORICAMENTE anche idraulico tricomponente. Naturalmente la decisione va presa alla luce della specifica situazione clinica.
Da ultimo, non ritengo vi sia un ruolo robusto per una terapia farmacologica "riabilitativa" o "curativa", in un caso di espianto di protesi.

Cordialmente,

Edoardo Pescatori
[#7] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

concordo con quanto le ha detto il dottor Pescatori.
Non vedo alcuna utilità nell'uso di farmaci ( Viagra, Cialis, Levitra) dopo aver dovuto espiantare una protesi.
L'uso del sistema Vcuum può essere ritenuto possibile. Va "digerito" bene dall'interessato e dalla coppia magari con l'aiuto di un sessuologo.
L'ipotesi di un reintervento protesico non dovrebbe essere assolutamente da escludere ma solo da rivalutare con serenità e convinzione. A mio modesto parere non vedrei altre soluzioni.
cari saluti
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
vista la sua storia clinica particolare e complessa: la cardiopatia, la presenza di un diabete , la gravissima sindrome neurologica che l'ha interessato ed infine l'espianto della protesi tricomponente per un problema infettivo mi sembra "molto teorica" la possibilità di ritentare, nel suo caso, con una tricomponente. Per quanto riguarda infine l'uso del vacuum device molto dipende anche dalla sua "autonomia" residua , legata alla pregressa grave sindrome neurologica. Riconsulti comunque , a questo proposito, l'urologo che la sta seguendo.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#9] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile Utente,
appena il caso di sottolineare la Sua comprensibile, giustificata ed auspicabile ambizione ad una vita sessuale gratificante. Il Collega GARBOLINO, in questo senso, ha centrato il nocciolo di questo specifico aspetto del Suo serio problema. Per il resto credo di condividere quanto sostenuto dai Colleghi PESCATORI e BERETTA.
Davvero tanti affettuosi auguri per tutto ed un cordialissimo saluto
Prof. Giovanni MARTINO
[#10] dopo  
Utente 478XXX

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Chiarissimi Prof.Martino e Dott.Beretta, Masala, Garbolino, Pescatori, Pozza, vi ringrazio sentitamente e di cuore per aver risposto alla mia richiesta di poter avere suggerimenti e indicazioni per cercare di risolvere anche parzialmente il mio problema sebbene, ne sono pienamente consapevole, di difficile soluzione. Mi conforta constatare che, fortunatamente, diversi specialisti hanno tenuto in considerazione anche il lato psicologico del problema, non esclusivamente quello ‘fisico’, comprendendo quanto può deprimere e distruggere una tale situazione: l’intravedere qualche spiraglio di luce, nelle vostre risposte, mi dà un pò di coraggio e speranza. Sento di dover specificare che, pur soffrendo da anni di diverse patologie, non mi sento affatto un rottame. E’ vero, sono diabetico da qualche anno, ho problemi di dislipidemia, ho avuto un infarto anni fa, probabilmente sotto intervento, ma mia madre ha 80 anni ed è diabetica, mio padre di 87 ha avuto anch’egli un infarto ben 40 anni fa, ed ambedue sono tuttora vivi ed autosufficienti. Era molto probabile, perciò, che anch’io nella mia vita soffrissi di certe malattie, che comunque non mi hanno impedito di vivere normalmente. Anzi, sia il chirurgo vascolare che il cardiologo che mi seguono, mi hanno sempre invitato a vivere normalmente senza eccessi, anche da punto di vista sessuale. Ora due anni fa, a 56 anni, una semplice vaccinazione antinfluenzale mi ha sconvolto la vita, provocandomi la Guillain – Barrè, con gli esiti che vi ho specificato nella mia prima e-mail. Sarà anche la disperazione, ma non posso e non voglio vivere il rapporto d’amore con mia moglie ‘fraternamente’, credo che impazzirei se davvero fosse così per sempre. Ad una coppia che si è amata con amore e passione per tanti anni, non possono bastare un grande affetto e una castità forzata. E, mi scusi dottor Masala, nemmeno pensare solo alla ‘rottamazione’, considerando che con tutti i problemi di salute di cui soffro, l’impotenza, regalo della Guillain – Barrè, sia davvero l’ultimo dei miei problemi, perchè non è così, mi creda! Ringrazio voi tutti indistintamente per l’attenzione e la gentilezza che mi avete riservato, oltre che per la grande pazienza. Se qualcuno di voi potesse gentilmente inviarmi ulteriori notizie sull’uso del vacuum erection device, eventuali effetti collaterali, controindicazioni, o altre indicazioni utili, ve ne sarei profondamente grato. Ringrazio anticipatamente. Fabrizio
[#11] dopo  
Dr. Sergio Longhi
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Tenga presente che nel suo caso il vacuum device è un tentativo con possibilità (non sicurezza) di riposta positiva. Controndicazioni nessuna, complicazioni solo in caso di ischemie causate da un eccessivo tempo di compressione dell'anello elastico che si posiziona alla base del pene. I modelli sono vari, manuali,elettrici etc e prodotti da diverse ditte di cui alcune lo forniscono anche in una sorta di prova, non gratuita, per 1 mese. Il collega che la cura potrà indicarle i fornitori locali. Condivido le perplessità di un reipianto di protesi tricomponente. Cordiali saluti ed auguri.
[#12] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
comunque l'acquisto di un vacuum device prevede sempre una attenta e continua monitorizzazione della sua situazione clinica da parte di un esperto urologo. Ad esempio, nel suo caso non è consigliato usare la compressione alla base del pene per mantenere l'erezione. Il dispositivo dovrebbe essere usato solo per mantenere o "recuperare" un buon "trofismo" a livello del tessuto dei corpi cavernosi che hanno già subito un intervento chirurgico.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#13] dopo  
Utente 478XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio molto sia il dott.Longhi che il dott.Beretta per le utili risposte e le indicazioni che mi sono state fornite, oltre che ovviamente affidarmi all'ugologo per l'eventuale uso del vacuum. Cordiali saluti. Fabrizio
[#14] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Se lo desidera comunque ci tenga aggiornati sulla sua situazione clinica.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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