Utente 203XXX
LUCA 35 ANNI, VIVE LA DIPENDENZA DA 16, ERO IN VENA POI SMETTE METADONE O ALCOL,POI RICOMINCIA IN 15 ANNI E RICADUTO NELL'ERO,4 VOLTE, CON ME HA VISUTTO 4 ANNI,E IO LO AMATO TANTO, MA.....
CON ME HA FATTO UN 1 E MAZZO DI SERT MA NIENTE PSCOLIGA, L'AVEVA GIA FATTO IN PRECEDENZA MA POI RICADUTA,E MOLLA.......
LA DOTT.DEL SERT CHE LO CONOSCE DA SEMPRE MI HA DETTO CHE E REGIDIVO....
COMUNQUE 4 ANNI PESANTI MA ANCHE DI RIAVICINAMENTO FAMIGLIARE PER LUI, CON LA SUA FAMIGLIA, VITA SOCIALE, SERENITA....MA LUI NON E SERENO PERCIO POSSO DIRE ORA DI AVERLO SOLO CONTENUTO.....MA SI ERA IMPEGNATO..A APERTO LA DITTA DA FABBRO E FATTO IL FOGLIO ROSA, DOPO 8 ANNI SENZA PATENTE....LUI E QUELLO CHE NON CREDE HAI DOTTORI....IO HO UN FIGLIO E DOPO 6 MESI CHE LUI LA FUMAVA E DICEVA SMETTO DA SOLO, HO CAPITO CHE AVEVAMO BISOGNO DI UNA MANO....ALLORA HO ANDAVA O USCIVA DI CASA.....VA BE.....
POI CROLLA , CROLLA LA DITTA , NON VA AVANTI CON LA PATENTE....RICADUTA....OK DICO IO ERA UN MOMENTO DIFFICILE MA NON SI E TIRATO SU....QUANDO E RIMASTO SENZA LAVORO E SI FUMAVA DI BRUTTO E SPARIVANO LE COSE E I SOLDI GLI HO DATO 3 MESI PER TROVARE UN POSTO, IO CI SAREI STATA MA LUI DOVEVA RICOMINCIARE LA CURA....NIENTE, COMINCIA A RUBARE ANCHE FUORI...INSOMMA UN DELIRIO....
ESCE, MA MI HA MENTITO A DETTO CHE AVEVA UNA CASA, POI HO SCOPERTO CHE DORMIVA SUL FURGONE, MA NON POTEVO TORNARE INDIETRO....
ANCHE PER ME E MIO FIGLIO.....IO C'ERO MA SI DOVEVA CURARE....
LUCA NON HA MAI AVUTO UNA STORIA LUNGA, MASSIMO 6 MESI....CREDO UN POCO DI ESSERE STATA IMPORTANTE....MA.....
DA LI IL dELIRIO RICOMINCIA A BUGARSI E PRESO DALLA SOPRAVIVVENZA, RINCONTATTA UNA SUA ES. ANORESSICA E INFERMIERA.L'ISOLA CHE NON CE.
SEMPRE BUGIE CON ME....OVVIAMENTE...SI DISINTOSSICA E COMINCIA A BERE, MA CONTINUA A CONTATTARMI DICENDOMI CHE ERA INNAMORATO...ECC....BE NON TI DICO CHE MALE.
VIENE ANCHE CON LEI DOVE ERO AL MARE IO CON MIO FIGLIO.....E UN CASINISTA, EGOISTA,INSENSIBILE.
VOLEVA L'AMICIZIA, MA PER ME NO, PERCHE AVEVA MOLLATO TUTTO E BEVEVA COME UNA SPUGNA.
DOPO 3 SETT,SI LASCIANO MI CERCA...IO RIMANCO SULLA MIA POSIZIONE, POI LA CO-DIPENDENZA MI FACEVA SCIVOLARE UN PO, MA NON E MAI PIU RIENTRATO A CASA.
RIMANE SENZA LAVORO E CASA.....
IO GLI TROVO UN POSTO DA UN MIO AMICO IN LIGURIA.
LUI CHE MI DICE CHE A ME CI TIENE, MA NON LO SA....SIAMO LONTANI,LUI NON CE LA FA..certo a gennaio trova ospitalita in casa di una 47 enne che lo aiutera,ma intanto mi telefona e vivo la sua ambivalenza a mille, insomma un po non sta bene, una settimana dopo sta da dio. o deciso di chiudere anche il solo sentirlo perche sono innamorata ma anche da amica non mi fido piu.
la domanda e.....se uno che ha il suo passato smette da solo, ma continua a usare alcol, si puo dire che ha smesso....lui quando mi ha chiamata l'ultima volta mi ha detto che non stava cosi bene da una vita, e possibile ?
e a rischio ricaduta? io come posso aiutarlo? la donna con qui sta insieme non si rende conto del problema e lui puo bere. grazie.....
[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Una diagnosi di tossicodipendenza da eroina significa che ci saranno ricadute. Quindi le ricadute non sono ogni volta un episodio nuovo, sono sempre la stessa malattia che si esprime in maniera intermittente, così come nella natura della malattia stessa. Il fatto che dopo aver sospeso l'uso si stia bene non significa niente. Il fatto che si sia riusciti da soli a smettere non significa niente. Il fatto che ci sia una situazione esterna favorevole non significa niente.
Tutto questo non condiziona il rischio di ricaduta, semplicemente può aumentare il tempo prima che questo accada, ma purtroppo anche convincere la persona a sospendere cure, a farcela "da solo" e così via.

La dipendenza da eroina è una malattia di per sé cronica, ma curabile. Le cure sono semplici, sono a lungo termine, si basano sulla corretta diagnosi che deve tener conto sia della dipendenza che di altre condizioni, ad esempio psichiatriche, che possono essere concomitanti.
Esistono precisi standard di riferimento.

Non so quali informazioni siano state fornite. Ad esempio un tossicodipendente non è "recidivo", questo è implicito nella diagnosi, se la malattia non è curata.
Un rischio secondario è lo spostamento dell'abuso su altre sostanze, tra cui l'alcol ad esempio.
Aver eseguito cure con farmaci oppiacei, se fatte per poco e a dosi basse, non garantisce risultati efficaci e comunque non il loro mantenimento nel tempo. Pertanto, le cure che funzionano durano ma consentono abbastanza rapidamente di ottenere un equilibrio e di riabilitarsi. Questo vale specialmente in chi è all'inizio della sua storia di dipendenza.


[#2] dopo  
Utente 203XXX

Iscritto dal 2011
grazie per la risposta.....
ma allora e questione di tempo, apparte un miracolo.
purtroppo lui non mi ascolta e anzi mi sta allontando.
piu che digli le cose come stanno non so cosa fare,voi dite che se percaso diventera consapevole del problema chiedera l'aiuto a me?
ho provato anche a far capire alla madre di non aiutarlo piu, ma lei si non lo vuole in casa ma poi gli da soldi e dice ok se stai bene ok,sembra che ha lei vada bene che stia lontano e basta, la capisco ma cosi non lo aiuta in realta. oppure viene su a trovarla due giorni e lei ci casca che lo vede bene e mi risponde be lui va periodi....insomma secondo voi devo insistere o lasciarlo alla sua scelta?
io sto curando la mia co-dipendenza che mi ha portato ansia e attacchi di panico, ora con la terapista lavoro bene e mi sento meglio ma tutti mi consigliano di non sentirlo piu....
grazie....
[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Purtroppo tutti enfatizzano il fatto che la tossicodipenednza è un dramma, uccide, rovina le vite ma poi all'atto pratico basta che una persona si disintossichi e stia bene perché tutti smettano di preoccuparsi, come se fosse una malattia che guarisce da sola, o che le persone decidono di far guarire con qualche risorsa nascosta che ad un certo punto salta fuori.

Il peccato vero è che le cure fanno una differenza enorme, permettono di vivere le vite fuori dalle recidive e dipendenti solo dalla terapia che prosegue.

La persona deve essere informata e guidata, naturalmente come in ogni disturbo di tipo psichiatrico è possibile che lo stato mentale non sia affatto funzionale alla cura, ma invece favorisca il ritardo delle cure e dia spazio libero alla malattia di fare il suo corso, non benigno.
[#4] dopo  
Utente 203XXX

Iscritto dal 2011
percio cosa mi consiglia?
[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

non saprei perché stiamo parlando di una terza persona. In generale che la persona, se ha una dipendenza non curata, si rivolga ad uno specialista e si faccia spiegare qual'è il problema e quali le cure disponibili.
[#6] dopo  
Utente 203XXX

Iscritto dal 2011
salve dott, mi scusi se insisto, il problema che ora lui mi allontana, e io non so se insistere o lasciare perdere.
lui dice che sta da dio anche se beve ed e impossibile ragionarci. per ora o chiuso i contatti ma gli mando su faceboock informazioni su la dipendenza, per stimolarlo a ragionare.
ogni tanto mi chiama e non so se devo chiudere o tenere un minimo di contatto in caso in qui decida di farsi aiutare....se uno non vuole ascoltare e meglio sparire ?
questa e la domanda .
nel momento in cui lui chiedesse aiuto io ho gia mille contatti, ma qui il problema e ti fagli capire che da solo non ce la puo fare.....
scusi se insisto ma lei magari sa qual'e il modo migliore....per approciarlo.
grazie ancora e mi scusi .......
[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Qui non ha senso far commenti sulla relazione tra due persone, e neanche su una persona specifica, semplicemente sul tipo di problema e sul percorso medico fatto.

[#8] dopo  
Dr.ssa Chiara Castelli
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Gentile utente,
concordo pienamente con quanto già detto dal collega. Vorrei soltanto aggiungere che non esiste una "ricetta" su come è meglio comportarsi con una persona dipendente, e allungare la lista dei suggerimenti ricevuti non le servirà a prendere una decisione su cosa fare.
Forse le risposte alle sue domande possono essere ricercate all'interno del percorso terapeutico che sta già facendo, nel quale potrebbero essere affrontati anche gli aspetti emotivi e psicologici più profondi di questo legame; ciò che occorre non è tanto un consiglio, ma la comprensione dei meccanismi che la tengono vicina e quelli che l'allontanano da questa persona.