Utente 188XXX
Gentili dottori,

4 settimane fa ho subito un intervento di laparoscopia diagnostica a fini ginecologici.
Un’ora o due dopo l’intervento, il chirurgo stesso rilevava un piccolo ematoma violaceo vicino l’ombelico e mi rassicurava al riguardo.
Poco dopo fuorisciva del sangue dall’ombelico e l’infermiera mi applicava una garza cerottata.
Due giorni dopo, prima delle dimissioni, il chirurgo mi visita di nuovo. Leva il cerotto indicando che non dovevo apporne di nuovi. M’informa che avrebbero potuto verificarsi nuovi ematomi ed, in seguito, avrebbe potuto verificarsi la fuoriuscita di sangue nero, ma che non avrei dovuto preoccuparmi per entrambe le situazioni.
Il controllo di lì ad un mese.

Ho perdite di sangue non lievi dalla vagina fino a 5 giorni dopo l’intervento (l’ultima perdita abbondante nel momento in cui mi alzo dal letto troppo bruscamente).
Il medico curante rileva dolenzia all’altezza della vescica. In effetti nei giorni successivi noto urine torbide, eccessiva frequenza nell’urinare ed a volte bruciore. In seguito ho anche difficoltà a trattenere l’urina.
Premetto che mom mi è stato sottoposto alcun catetere.

Sto a casa un’altra settimana. Rilevo che intorno all’ombelico si è formata una “sacca” che cambia posizione a seconda se io sia in piedi o coricata. Il mio medico curante parla di ‘edema’ sottocutaneo che deve riassorbirsi.

Il giorno dopo, dopo la doccia, rilevo perdite di sangue dall’ombelico.
Per esigenze pratiche, pongo una garza cerottata a protezione. Disobbedendo agli ordini.

Quando levo il cerotto, noto che il “sacchettino” sottocutaneo sembra essersi ridotto.
Dopo qualche giorno noto che l’addome sotto l’ombelico è gonfio e teso quando sono in piedi.
Stando supina o coricata su un fianco, noto in effetti che segue la forza di gravità.

Mi sottopongo ad esame delle urine ed urinocoltura con esito negativo.

Sin dall’intervento non posso fare sforzi a pena dell’acuirsi di un dolore al lato destro e devo camminare lentamente per lo stesso motivo. Anzi negli ultimi dieci giorni la situazione sembra peggiorata.

A volte appare una febbricola (37) che scende in condizioni di riposo.

In pratica non ho potuto riprendere a pieno la mia vita.
La mattina mi trascino in ufficio e rientro la sera.

Chiedo consiglio. Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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I sintomi che riferisce non sembrerebbero orientare verso problemi maggiori, tuttavia una visita chirurgica è sicuramente indicata per fare il punto della situazione. Auguri!
[#2] dopo  
Utente 188XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per avermi rassicurata.
Cercherò di provvedere alla visita chirurgica al più presto.
Cordiali Saluti
[#3] dopo  
Utente 188XXX

Iscritto dal 2011
Gentile dottore,

ho effettuato la visita dal chirurgo ha rilevato:

"Ferite in ordine. No ernie".

Per la febbricola ha suggerito la possibilità di ricovero nel reparto di medicina della loro struttura per sottopormi a delle analisi nel tentativo di individuarne la causa.

Continuo ad avere la febbricola che si manifesta "sotto sforzo". Questo sforzo può essere anche solo alzarsi dal letto, stare in piedi, guidare, sollevare o portare pesi non eccessivi.

La mia temperatura di base è ora 36,7 per diventare facilmente 37, con picchi finora nel pomeriggio a 37,4 (almeno per i valori misurati).
Sento la gola riscaldata e mi sento stordita.

Ho effettuato emocromo e VES. Valori nella norma.
Ferritina in diminuizione. 4 settimane fa era al limite minimo. Ora è al di sotto.
Preciso che ero dimagrita prima dell'intervento. Ora tento di recuperare peso senza successo.

Ecoaddome: niente di rilevabile.

L’addome anche se trattabile, come precisato dai medici, è gonfio e teso, particolarmente quando sono in piedi.
Ancora mi capita di avere urgenza urinaria anche se spesso la vescica non è particolarmente piena.
Un mese dopo l’intervento ho avuto le mestruazioni, che sono state difficoltose. Il flusso non era regolare, ma defluiva solo esercitando uno sforzo.
Anche l’intestino non si comporta del tutto regolarmente.

Posso tranquillizzarmi ed escludere la possibilità di un'infezione a seguito dell'intervento?
Questa credo non risulterebbe dalle analisi eseguite in un reparto di medicina.

Grazie per la comprensione e disponibilità.
Cordiali Saluti