Utente 440XXX
Salve, mia madre è stata operata circa 15 anni fa 2 volte per un tumore al cervello, ganglioglioma con componente di oligodendroglioma, e a seguito del secondo intervento ha fatto anche dei cicli di radioterapia.
Ora, a distanza appunto di 15 anni, i controlli periodici hanno evidenziato una nuova formazione, sempre in testa ma non nella esatta sede del primo intervento.
Il radiologo che ha scritto il referto della RMN ha parlato di possibile meningioma anche se il nodulo è ancora piccolo ed è difficile da valutare. Informandomi in rete ho letto però che l'insorgenza di tumori secondari a distanza di 10 o 20 anni da un trattamento di radioterapia può essere causato proprio da essa.
A questa esplicita domanda, l'oncologa che segue mia madre ha infatti risposto che è possibile che la causa sia proprio la radioterapia e che potrebbe trattarsi di un sarcoma, ma resta difficile valutarlo visto che le dimensioni sono ancora piccole, 7 x 12 mm.
Ciò che mi spaventa è che mentre il meniongioma è abbastanza benigno, un sarcoma mi sembra decisamente più preoccupante, per cui vorrei sapere se secondo voi c'è la possibilità che si tratti di un tumore benigno o se in generale i tumori causati da radioterapia sono sempre maligni e difficili da curare. Oltretutto, si tratta prevalentemente (o esclusivamente) di sarcomi?
Grazie
[#1] dopo  
Prof. Filippo Alongi
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Gentile utente,
per parlare di tumore radioindotto ci devono essere alcune condizioni:
1)tempo intercorso dalla pregressea RT superiore a 10 anni.
2)istologico diverso dal primo ma di tipo solitamente compatibile con i tumori radioindotti( frequentmente di tipo sarcomatoso o carcinomatoso).
3) il nuovo tumore deve essere esattamente nel campo di trattamento del pregresso trattamento RT.

Il meningioma, se fosse confermato come tale, difficilmente è da correlare alla radioterapia, poichè si tratta di un tumore dalle caratteristiche di non malignità(cresce solo localmente con scarso potere infiltrativo e assenza di metastasi a distanza), sebbbene possa dare problemi compressivi ai tessuti vicini, se si tratta di strutture critiche come le vie ottiche, per esempio.
[#2] dopo  
Utente 440XXX

Iscritto dal 2007
Salve, la ringrazio per la risposta.

1) il tempo intercorso è di 15 anni perchè la radioterapia fu fatta immediatamente dopo l'intervento
2) l'istologico non è ancora stato fatto in questo caso, l'oncologa ha parlato di un tumore sicuramente totalmente diverso dal primo ma questo solo sulla base della RMN. Il problema è proprio che trattandosi del cervello, anche l'esecuzione di una biopsia ha ovvie complicazioni, non credo che verrà fatta fino a che il tumore crescendo non sarà da operare
3) cosa intende per campo di trattamento? è solo la zona di destinazione del "raggio" (scusi l'ignoranza, non so se raggio sia il termine esatto) oppure può anche essere la zona attraversata dal raggio nel suo percorso verso le cellule da distruggere? da quello che abbiamo capito, si rientra in questo secondo caso perchè il tumore è posizionato in un'altra zona rispetto al primo tumore ma in linea tra il vecchio tumore e la tempia destra, da cui fu eseguito l'irradiamento

Ovviamente, noi speriamo che si tratti di un meningioma, d'altro canto probabilmente non potremo saperlo fino all'intervento ed al conseguente esame istologico.
In sintesi ora ci è stato detto di aspettare e vedere la crescita tra qualche mese, ma è proprio quest'attesa che ci mette un pò di dubbi:
se è un meningioma, nessun problema particolare ad aspettare la crescita, ma se si trattasse di un più pericoloso sarcoma, che potrebbe generare metastasi o attaccare linfonodi e per il quale la tempestività è più importante, non è pericoloso e sbagliato lasciarlo crescere? non si rischia di perdere tempo prezioso?
Grazie ancora, saluti