Utente 190XXX
Egregi dottori ho fatto quasi 5 settimane di terapia con levofloxacina in quanto per un problema di prostatite sono risultato positivo allo stafilococco aureo. A parte la prostatite comparivano foruncoli sul viso le labbra e la nuca. Durante la terapia e per un mese circa dopo tali foruncoli erano scomparsi per poi riapparire sempre con frequenza maggiore e sempre al viso e alla nuca. Rifatto la spermiocoltura sono risultato dapprima positivo poi per eccesso di zelo nel preoccuparmi di una eventuale contaminazione nel fare il prelievo l'ho rifatta e sono risultato negativo ma quello che mi preoccupa adesso sono i foruncoli in quanto lasciano intuire che ci sta ancora un infezione. Cosa mi consigliate di fare oltre ad andare da un infettivologo? Sarebbe il caso di lasciar perdere oppure dovrei proseguire con la terapia antibiotica?

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[#1] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
se la prostatite è asintomatica e considerata la negatività dell'ultimo esame può anche non eseguire ulteriori terapie; il discorso foruncoli lo affronterei oltre che in ambito infettivologico anche in ambito dermatologico.
[#2] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
a parte problemi di nicturia mi alzo fino a tre volte la notte per fare mezzo bicchiere di urina nn avverto nessun altro sintomo, credo che cio sia dovuto a una leggera ipertrofia prostatica
[#3] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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se non associato a bruciore minzionale è un'ipotesi plausibile.
[#4] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,
un uomo di 50 anni non dovrebbe svegliarsi la notte per urinare. Spesso la causa dei risvegli notturni è un aumento di volume della prostata ( che è normale dopo i 40 anni) che modifica,comprime le vie urinarie.
La concomitante presenza di una infezione, renderebbe, a mio parere, opportuno un parere urologico da parte di uno specialista che possa valutare i suoi problemi nell'insieme e consigliarle accertamenti e terapie specifiche.
Non vedo alcun nesso tra foruncolosi e disturbi prostatici
cari saluti
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

oltre alle corrette indicazioni ricevute dai colleghi che mi hanno preceduto, se poi desidera avere altre notizie più dettagliate su eventuali problematiche urologiche ed andrologiche a livello della ghiandola prostatica, le consiglio di consultare, se non ancora fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/200-malattie-prostata-stili-vita-prevenzione-nuove-indagini.html .

Un cordiale saluto.
[#6] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
è possibile cercare nel sangue la clamydia senza entrare nello specifico ovvero senza distinguere a quale specie appartiene? oppure bisogna sempre cercare la specificità?o questa può essere fatta successivamentew?
[#7] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Si possono anche usare tecniche di amplificazione degli acidi nucleici (RNA)del batterio oppure tecniche di fluorescenza determinata dalla reazione antigene-anticorpo (ELISA),eseguibile solo in laboratori attrezzati per questo tipo di analisi ed in genere sono di ausilio agli esami colturali.
[#8] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
forse nn mi sono spiegato bene e chiedo scusa cercando di farmi capire. con la mia domanda volevo capire se nel sangue si possono cercare gli anticorpi delle clamidie senza per questo sapere da quale tipo di clamidia si è contagiati. visto che le clamidie sono diverse volevo sapere se gli anticorpi che si sviluppano nel sangue possano mettere in evidenza che ci sta un infezione da clamidia indipendente dal fatto se sia tracomatis o pneum. e cosi via. in pratica ho fatto la ricerca degli anticorpi per sapere con certezza se fossi stato contagiato in passato oppure no il risultato è stato che gli anticorpi sono assenti ma sul referto nn è stato specificato a quale tipo di clamidia si riferiva ma solo ricerca degli anticorpi delle clamidie allora avendo dei dubbi se avessero cercata la tracomatis oppure no ho pensato che forse hanno cercato la clamidia in modo generico senza entrare nello specifico. volevo sapere se questo è possibile grazie
[#9] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
in effetti forse ho usato termini troppo tecnici.
La risposta è simile alla precedente cioè la ricerca degli anticorpi anti-chlamydia è gruppo specifica e non specie specifica come lei ha giustamente pensato e si esegue con il test di immunofluorescenza ELISA come sopra esposto. Comunque indipendentemente dalla specie in caso di positività la terapia non cambia.
[#10] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
quindi dottore avendo trovato anticorpi igg e igm assenti significherebbe che io nn avrei dovuto avere nessun contatto o contagio con la clamidia di nessun genere?
mi scusi se insisto ma per me è molto importante capirre questa cosa
[#11] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Anche se la metodica ha avuto esito negativo comunque non si può escludere a priori una pregressa infezione di tale tipo specie se si ha una precedente positività colturale.
[#12] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
mi avevano detto che gli anticorpi delle clamidie permangono anche per anni nell'organismo. a me sono passati solo tre mesi da quando mi è stata diagnosticata ma nn ci ho mai creduto anche se ho fatto una terapia lunga di 32 giorni. la donna che avrebbe dovuto trasmettermela è risultata sempre negativa agli esami
[#13] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
non ha specificato come le è stata fatta diagnosi di infezione da chlamydia (colturale altro?)
[#14] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Comunque esiste anche la possibilità oltre a quella da lei supposta che la sensibilità del test per la determinazione degli anticorpi non sia stata sufficiente a determinare la presenza di anticorpi anti-Chlamydia (falso negativo), oppure la infezione batterica può non aver lasciato una "memoria immunologica" rilevabile con tale test.
[#15] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
la ricerca della clamydia è stata effettuata su tampone uretrale con metodica elfa automatizzata su sistema vidas, faccio notare che ho fatto anche la spermiocoltura dove sono risultato positivo allo stafilococco aureo e questo lo stesso giorno. dopo terapia di 32 giorni e dopo una pausa di circa un mese ho rifatto la spermiocoltura piu la ricerca di clamidia con metodo pcr sul campione spermaticodove sono risultato negativo alla clamydia ma positivo allo stafilococco. avevo letto che in caso di duplice infezione vi era la possibilità di incappare in falsi positivi ma nn so fino a che punto sia vero grazie per i chiarimenti da lei dati e buon lavoro
[#16] dopo  
Utente 190XXX

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volevo ringraziarvi per le vostre risposrte e volevo risolvere un altro dubbio che mi perseguita. volevo sapere se la ricerca di clamidia con metodo pcr nel liquido seminale sia affidabile oppure può dare dei falsi negativi grazie
[#17] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
come tutti gli esami c'è un margine di errore diagnostico.

P.S.: Mi permetta una considerazione personale: non riesco a capire perchè vuole ricercare a tutti i costi la Chlamydia e non si concentra, come sarebbe lecito fare ad eradicare l'infezione da stafilococco, che sicuramente è molto più resistente rispetto al precedente.
[#18] dopo  
Utente 190XXX

Iscritto dal 2011
uno perchè ho bisogno di sapere con certezza di averl sconfitto la clamidia in quanto ho avuto problemi di erezione che adesso sembra che si siano risolti e anche perchè voglio essere certo che la persona che pensavo me l'avesse trasmessa ha in qualche modo avuto sempre ragione a dire che lei nn l'avesse mai avuta. riguardo lo stafilococco aureo dopo aver preso antibiotici a caso per 13 giorni e successivamente a seguito di esami con antigiogramma ancora 32 giorni mi sono convinto che continuando con terapie antibiotiche rischio di peggiorare la situazione indebolendo la flora intestinale per cui faccio molta attenzione a tenere il viso e le mani pulite mangio molte verdure ho eliminato fritti e alcool
il fumo lo avevo gia bandito in precedenza e aspetto i risultati, per il momento sembra che la cosa a parte qualche brufolo sporadico sul viso ogni tanto sia sotto controllo. l'ultima spermiocultura è risultata negativa per cui presumo che dovrei averlo eradicato dalla prostata anche se credo che qualche problemino di didesa immunitaria devo averlo visto che ogni tanto compare qualche brufolo sul viso. lei cosa mi consiglia sinceramente?
[#19] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Da quel che riferisce sembra che sia sulla buona strada per migliorare e speriamo risolvere definitivamente il problema ed io dò molta importanza alla correzione dello stile di vita che lei giustamente sta seguendo; per qunato riguarda la terpia antibiotica le linee guida indicano soprattutto per la prevenzione delle recidive una maggiore efficacia delle terapie a lungo termine rispetto a quelle a breve termine che comunque hanno un loro razionale ed una loro efficacia.
Le infezioni delle vie urogenitali non hanno nessuna attinenza con la disfunzione erettile al massimo possono causare una transitoria eiaculazione precoce per cui la problematica disfunzione erettile andrebbe ricercata eventualmente in "conflitti" inconsci della coppia e non "colpevolizzando" la presunta trasmissione della infezione.
[#20] dopo  
Utente 190XXX

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la ringrazio ancora per le sue risposte anche se dottore devo fare delle osservazioni riguardo a quello che dice sulle disfunzioni erettili dovute a prostatite. ho letto vari articoli su internet a decine direi dove un calo di erezione viene ritenuto un sintomo della prostatite, adesso nn voglio dire che deve essere per forza cosi ma molti suoi colleghi che rispondono su internet e che trattano tale argomento sono dell'avviso che le prostatiti possano causare deficit erettivo. per quanto riguarda la terapia lunga secondo lei quella che ho fatto per 32 giorni a base di levofloxacina 500 una volta al di è da ritenere lunga o breve per questo tipo di infezioni? grazie e buon lavoro
[#21] dopo  
Dr. Gino Alessandro Scalese
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Sulle cause della disfunzione erettile in effetti ci sono numerose argomentazioni in quanto è un campo molto complesso ma quello che si può sicuramente affermare è che non è sufficiente una singola causa a determinarlo.

Una terapia di 32 giorni è una terpia a lungo termine che comunque a discrezione del medico può essere fatta a cicli con frequenza, dosaggio, tipo di farmaco, tempo di trattamento variabili da caso a caso.