Utente 203XXX
Ho ritenuto di inserire il quesito nella categoria “Medicina non convenzionale” dopo avere letto con attenzione un articolo nel quale il Dr. Riccardo Ferrero Leone descrive la CFS: la sindrome da affaticamento cronico.
Vorrei sapere se il quadro che descrivo é compatibile con tale patologia.
Mio padre ha 62 anni,in passato si é sottoposto a gravosi ritmi di lavoro,non ha mai presentato alcuna patologia depressiva,né patologie fisiche degne di nota se non quelle che mi accingo ad elencare.
L'esordio risale a circa dieci anni fa quando, a seguito di una gastrite divenuta poi ulcera, si attesta una riduzione anche se di lieve entità delle energie fisiche percepite da mio padre. In seguito compaiono difficoltà di memoria, le energie fisiche si riducono, in particolare attività che prima non risultavano per nulla faticose generano ora stanchezza invalidante. Il sonno viene ora definito come “non ristoratore” ed insorgono difficoltà nell’iniziare la giornata;occorre infatti alzarsi dal letto lentamente ed affrontare con lentezza le azioni eseguite al risveglio al fine di evitare giramenti di testa e sensazione di “stranezza”.
In questi anni il medico di famiglia ha prescritto più volte esami del sangue e delle urine, sempre negativi e non ha rilevato alcuna patologia. Mio padre ha sostenuto allora un trattamento di “nutripuntura”,che si prefiggeva di indurre gli effetti dell’agopuntura attraverso l’utilizzo di integratori. Per alcuni mesi ha ottenuto risultati percepiti come rilevanti pur senza riacquistare le energie precedenti all’esordio del malessere. Le stesse cure, nel tempo, hanno prodotto risultati sempre meno evidenti sino alla totale inefficacia.
Due anni fa guai fisici di natura articolare prima, odontoiatrica poi , hanno inciso sul riposo notturno,spesso ridotto ad una o due ore per notte e peggiorato il malessere, definendone le condizioni attuali. Ora ad un’ulteriore perdita di memoria si é raggiunta l' impossibilità pressoché totale a camminare; anche una breve passeggiata risulta impraticabile ed anche attività come la spesa al supermercato sono diventate impossibili. Mio padre percepisce, tentando di camminare, che le gambe diventano dure, legnose, il respiro diventa faticoso ed insistere in tali attività causa di giorno pallori, senso di pesantezza, più acuta allo stomaco e di notte produce risvegli e difficoltà di respirazione.
L’assunzione di melatonina e tisane ha parzialmente migliorato la durata del riposo notturno tuttavia la stanchezza rimane invalidante e cronica, come descritto in precedenza.Il neurologo consultato ultimamente ha prescritto alcuni esami(CTK, Ecocardio, emg) risultati negativi e come diagnosi il trattamento con Seroxat 20 mg in caso di esito negativo dell'EMG.
Questo é il quadro.
E’dunque possibile ricondurre la sintomatologia ad una sindrome da affaticamento cronico?Quali sono le possibili strategie cliniche per risolvere una situazione divenuta estremamente invalidante?
Ringrazio sin da ora per l'aiuto.
[#1] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Gentile Utente,

presumo che tutti gli specialisti consultati ivi compreso il neurologo abbiano escluso patologie di natura organica ben definite; se possiamo escludere anche un interessamento psichico secondario all'evento occorso dieci anni or sono, si può sospettare una sindrome da affaticamento cronico.
Per quanto riguarda le possibilità terapeutiche rinnovo la validità di quanto già scritto nell'articolo che ha consultato come un tentativo da fare.
http://www.medicitalia.it/minforma/medicine-non-convenzionali/361-cfs-sindrome-affaticamento-cronico.html

Cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 203XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per la risposta. Patologie organiche non sono state rilevate. Tuttavia il neurologo ha diagnosticato che, se l' EMG fosse stato negativo, l'unica causa possibile sarebbe una depressione.
Lei dottore riceve solo a Roma?

[#3] dopo  
Dr. Riccardo Ferrero Leone
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Attenzione, anche se una depressione può accompagnarsi ad un quadro clinico in parte simile alla cfs prognosi e terapia sono totalmente diverse; se avesse ragione il neurologo (depressione) una terapia ben fatta potrebbe risolvere il problema.
Per la cfs le cose non stanno così.
Si, esercito solo a Roma.

Cordialmente.