Utente 114XXX
Salve. Vorrei una risposta dal dott. Tidu e dal dott. Marilungo. Sono una donna di 51 anni, da pochissimo in menopausa -senza disturbi e con la tiroide a posto per ora- e circa un anno fa ho avuto un episodio di flutter (o fibrillazione) atriale in seguito a una specie di batticuore interminabile che mi ha spaventata e ho preferito recarmi in un pronto soccorso della mia città. Lì appunto il medico mi ha somministrato un farmaco (mi è sembrato di morire) e sono stata in osservazione qualche ora.Fatti accertamenti e controlli, compreso ecocardiodoppler il mio cuore è risultato normale ma mi è stata dato Atenololo 50 (da verificare il dosaggio.Il mio medico di famiglia non ha mai ritenuto di darmi nulla per la pressione (in altri periodi è stata un po' alta la minima) perchè sapendomi una donna un po' ansiosa mi ha detto solo di controllarla col misuratore. Effetivamente raramente superavo nella minima gli 82/85. La massima appena superiore a 130 (a volte). Sentendomi uscita da un periodo particolarmente faticoso (e per me ansioso) mi sentivo spesso stanca e con dolori articolari. Così, dopo circa un anno a 25 (mezza pastiglia di 50) sto prendendo da circa un mese 12.5 (cioè ancora mezza di 50). Misuro la pressione più volte al giorno per vedere se si alza e fin'ora a parte qualche isolato episodio devo dire che ho una pressione nella norma (compresi i battiti) Non so se sto facendo una cavolata,ma avendo assunto un dosaggio basso non credo di incorrere in conseguenze. Forse è il caso che io faccia piuttosto qualcosa per la mia ansia che in passato mi ha anche dato anche qualche episodio di panico. Naturalmente faccio i controlli di prassi. Un cardiologo dell'Avis, dove prima di questo UNICO episodio ero donatrice, mi ha detto che tanto non avrei mai trovato un cardiologo che mi dicesse di non prendere il betabloccante. Ossia nessun medico se ne sarebbe asunta la responsabilità. Siccome non sono una cardiopatica e non ho mai avuto disturbidi di nessun tipo che riguardino il cuore, forse dovrei dempre e solo tacere sul fatto che mio padre, forte fumatore e senza la più vaga idea di controlli e prevenzioni, è morto d'infarto a 57 anni! Mi dia un consiglio per favore. Ringrazio molto per la risposta.

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Dr. Maurizio Cecchini
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gentile Signira, le rispondo io dopo qualche giorno perché i Colleghi dai quali le avrebbe avuto piacere di ricevere delucidazioni, non hanno potuto farlo.
Lei , almeno da quanto scrive, ha presentato una tachicardia sopraventricolare da rientro che è stata brillantemente trattata al PS con l adenosina, che appuntomda quella orribile sensazione che lei descrive come..."mi son sentita morire".
Giustamente le è stata consigliata una terapia con beta bloccanti, che non ha senso ridur di dosaggio, anche perché quello consigliato NON ha alcun effetto collaterale di rilievo in una giovane donna come lei è.
Se lei lo riduce può solo succede che la aritmia ritorni come già è avvenuto. In tal caso prenda in considerazione la possibilità di eseguire uno studio elettrofisiologico per valutare la opportunità di una ablazione della via anomala della quale verosimilmente lei è portatrice .
Si tranquillizzi.
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Cecchini
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