Utente 204XXX
Salve. Sono un ragazzo di 20 anni. La prima extrasistole si è presentata un giorno prossimo al Natale, al cinema. Non riuscivo a capire nemmeno cosa fosse successo. Ho sentito come un mancamento, una sensazione di svenimento preceduta da (come) uno scoppio nel petto. Ho pensato mi si fosse bucato il polmone o qualcosa del genere. I pensieri viaggiavano alla velocità della luce e mi sono tranquillizzato solo perché al mio fianco c'era un mio amico neolaureato in medicina che mi ha ascultato il battito dal polso. Una sensazione di morte improvvisa, inspiegabile e tremenda. E' passato un mese, periodo d'esami all'università, e si sono ripresentate molto spesso. Più volte al giorno, anche una ventina al giorno. E aumentavano quando i mettevo a letto e cercavo di prendere sonno. Abito da solo ed è stato bruttissimo pensare che sarei potuto morire da un momento all'altro senza che nessuno possa far nulla per aiutarmi. Le prime notti ho dormito col numero del 118 digitato sul cellulare. Iniziava a divenire debilitante per lo studio che dovevo portare avanti, dunque una notte sono andato al PS e mi hanno tranquillizzato dopo un ECG durato però solo pochi minuti. Dopo gli esami è passato. Oggi sono tornate, ripresentandosi con dolori puntuali al petto. E non solo. Proprio ora sento i vasi pulsarmi nel dito medio e fa male.. pulsazioni che arrivate al picchio provocano dolore che poi diminuisce per poi tornare ad ogni battito. Difficile da spiegare, ma pressapoco è così. Sensazioni di questo genere mi sono già venute. Fumo, almeno 10 sigarette al giorno, bevo caffé sì, uno o due al massimo, tutti prima delle 17. Ho avuto problemi intestinali negli ultimi tempi: appendice cronica, rilassamento del colon rilevati attraverso radiografia (molto accurata e persino dolorosa) e colonscopia (lasciamo stare...). Mio fratello ha la sindrome di Wolff-Parkinson-White, ha 26 anni, rilevata durante un ECG sotto sforzo per giocare a calcetto. Se non l'avesse fatto non l'avrebbe mai scoperto perché no gli ha dato mai problemi. E'stato ricoverato due settimane fa. Un catetere su per l'inguine. L'hanno etichettata "benigna". NOn vi è voluta l'ablazione del fascio fortunatamente. Essendo ereditaria potrei averla anch'io presumo. Allora ho fatto avere l'ECG fatto al PS al mio medico che ha affermato che io non l'avevo. Eppure non mi convince tutto questo. E' difficile convivere con continue sensazioni di morte imminente, dolori a parti del corpo per nulla vicino al torace, dolori toracici. Diventa debilitante, soprattutto per me che per forza di cose sono sempre di corsa a causa dell'università. Ma non do la colpa all'università. Altri mille colleghi seguono il mio stesso corso e non credo abbiano i miei stessi problemi. Non so che fare. Due mesi fa ero arrivato a dire: "non ce la faccio più"!!! E' brutto da dire, ma quando hai un esame imminente, metti gli occhi sul libro e non riesci a finire la riga perché sembra che ti si fermi il cuore e stia per morire, può scappare

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Dr. Fabio Fedi
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Isolate extrasistoli possono essere vissute con angoscia o addirittura (cme nel Suo caso) con il terrore di essere affatti da chissà quale grave cardiopatia, ma Le assicuro che rientrano nella assoluta normalità, ed in genere non vengono neanche percepite.
Se il disturbo dovesse continuare nei prossimi giorni, Le consiglio di praticare un ECG Holter per la prevedibile conferma della benignità degli episodi aritmici.
Nel frattempo, smetta di fumare: i benefici si renderanno evidenti già dopo pochi giorni.
Cordiali saluti