Utente 204XXX
Buonasera,
sono un ragazzo di 24 anni, alto 180 cm e del peso di 75 kg. Attualmente pratico nuoto a livello non agonistico, tre volte la settimana. Il problema è il seguente: a volte mi capita sotto sforzo che il cuore batta a frequenze altissime e non sono in grado neanche di contare i battiti al minuto. Non si è mai verificato quando nuoto, mentre invece si verifica quando compio sforzi improvvisi, il più delle volte mentre gioco a calcio (o altri sport con palla come basket). Oltre al battito velocissimo, le gambe non riescono più a tenermi in piedi, mi manca l'aria e ho un dolore al petto. Non posso fare altro che sedermi a terra e aspettare che passi (dura da 1 minuto a 3-4 minuti).
Questo fenomeno si presenta ormai da circa 10 anni, in cui ho alternato periodi di attività fisica (con conseguenti episodi di tachicardia) a periodi di completa inattività per evitare il ripetersi degli episodi.
Quando si sono verificati per la prima volta, praticavo pallamano a livello agonistico che ho interrotto proprio per questo motivo. Mi sono sottoposto durante questo periodo alle visite di controllo obbligatorie che sono sempre risultate regolari.
In questi anni mi sono rivolto due volte a due diversi specialisti che mi hanno fatto fare gli esami del caso: elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo (con bicicletta), ecografia, holter per 24 ore. Durante questi esami non si è verificato nessun episodio di tachicardia e tutti gli esami (ripetuti due volte a distanza di anni) hanno dato esiti nella norma. Tutto perfettamente funzionante.
Ho controllato anche gli ormoni e mi è stata diagnosticata una tiroidite di hashimoto. Tuttavia al momento la mia tiroide è perfettamente funzionante (sono sotto controllo dell'endocrinologo) e gli ormoni sono tutti nella norma (non assumo alcun farmaco).
Aggiungo che non assumo alcool, droghe e fumo.

È possibile che gli esami precedenti non siano in grado di rilevare il problema ed è necessario ricorrere ad altri esami?
Oppure è fisiologico e quindi mi devo rassegnare a non poter compiere determinati sforzi? In tal caso il ripetersi di questo fenomeno può comportare danni all'organismo?

Grazie per le eventuali risposte!

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
in realtà se non si riesce a registrare le sue crisi di tachicardia con un ECG, è impossibile procedere ad una vera diagnosi di tali aritmie. E' presumibile che esse siano benigne, soprattutto se non vi sono in famiglia casi del genere.
Allo stato non può far nulla se non sottoporsi routinariamente a controlli cardiologici.
Saluti