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  1. #1
    Utente donna
    Iscritto dal
    2007

    Il dentista mi ha detto che è un granuloma dovuto al fatto forse che un canale non era stato

    Gentili dottori vi scrivo per avere un consiglio circa la mia situazione: ho 26 anni e circa 5 anni fa mi è stata fatta una devitalizzazione al primo molare superiore destro. Premetto che il dentista che mi aveva in cura allora mi aveva detto che non era riuscito a pulirmi bene uno dei canali perché uncinato e dopo alcuni tentativi senza successo per provare a pulirlo mi ha chiuso il dente. Da circa 1 mese ho iniziato a sentire dei fastidi a questo dente durante la masticazione e mi sembra in coincidenza del ciclo mestruale così sono andata da un nuovo dentista che mi ha fatto fare una radiografia il risultato è stato che ho una tenue rarefazione periapicale. Il dentista mi ha detto che è un granuloma dovuto al fatto forse che un canale non era stato pulito correttamente e quindi mi ha detto che le strade erano due: o riaprire e provare a ridevitalizzare il dente o l’estrazione. Mi ha quindi riaperto il dente ma non è riuscito a ripulirmi i canali perché il “cemento” usato per chiuderli in precedenza era troppo duro e non riusciva a romperlo e mi ha detto che se avesse usato la fresa c’era il rischio di rompere il dente e quindi l’estrazione immediata. Mi ha quindi richiuso il tutto. Il suo consiglio è stato quindi di fare delle radiografie annuali per tenere sotto controllo il granuloma visto che non ho male per ora ma solo dei sporadici fastidi e quindi che non è il caso di perdere un dente che per ora non mi da grossi problemi. Io però sono preoccupata, che cosa può succedere se lascio le cose come stanno, non c’è un altro sistema d’agire evitando l’estrazione? Ho paura che col passare del tempo la situazione si aggravi. Questo dente poi nell’attaccatura con la gengiva è leggermente pigmentato di rosso, il dentista mi ha detto che è una conseguenza della devitalizzazione, è vero? Attendendo una vostra risposta vi ringrazio anticipatamente.



  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 231 Odontoiatra
    Risponde dal
    2007
    La soluzione attendista del collega non è del tutto sbagliata.piuttosto che rischiare di perdere un dente quasi asintomatico, si preferisce tenerlo sotto osservazione costante. Per le future conseguenze, a parte un possibile ma non certa riacutizzazione dell'infezione cronica con dolore ed ascesso o fistola, non c'è ne sono. La terapia d'elezione in questo caso è soltanto l'apicectomia della radice interessata. La macchia rossa, detta così potrebbe essere tutto e niente, bisognerebbe visionarla, può procurarci una immagine?
    A presto



  3. #3
    Indice di partecipazione al sito: 307 Medico
    Perfezionato in:
    Gnatologia clinica
    Odontoiatria e odontostomatologia
    Ortodonzia
    Chirurgia odontostomatologica

    Risponde dal
    2006
    La rarefazione apicale è indice di una "battaglia" che si sta combattendo fra i batteri e le difese dell'organismo.
    I batteri sono annidati un una zona dell'organismo non raggiungibile dalle forse "di difesa", ovvero dentro il dente, e si continuano a riprodurre.

    La rarefazione apicale è una mancanza di osso che si crea per far spazio ai "cadaveri" di questa battaglia.
    E' quello che noi vediamo in radiografia.

    Quando le sorti della battaglia, che l'organismo NON POTRA' VINCERE, sono in equilibrio, abbiamo il granuloma; quando stanno vincendo i batteri abbiamo l'ascesso.
    E' una semplificazione questo che sto raccontando, ma penso che comunichi bene l'idea.

    Occorre vincere la guerra, o "sterilizzando" il dente (ri-devitalizzazione, ad esempio) per impedire ai batteri di continuare a riprodursi, oppure eliminare il dente.

    Cosa può succedere se si "attende":
    Le le va bene nulla; il problema resta asintomatico senza nessuna conseguenza.

    Però può succedere anche questo:
    1) il dente si "trasforma in ascesso" all'improvviso, con dolori fortissimi; tipicamente succede il 15 agosto o il 31 dicembre, date favorevolissime per qualche strana congiunzione astrale.
    2) i batteri (il pus) possono diffondersi anche lontano dal punto di origine se l'infezione fistolizza (si fa strada) non all'esterno in bocca, ma all'interno in un vaso sanguigno; batteri che corrono per il corpo non sono una evenienza salutare.
    3) il focolaio di infiammazione cronico mette a dura prova il sistema immunitario; se è proprio sfortunata, ma tanto, può compromettere il sistema renale o le valvole cardiache.
    A questo riguardo, senza fare del terrorismo, tenga conto che ci sono milioni di granulomi o ascessi nelle bocche degli italiani in questo preciso momento; più o meno una decina di questi entreranno in dialisi a causa di problemi ai denti trascurati.
    Una percentuale bassissima, sicuramente.
    Ma per quella decina di poca consolazione.

    Ora, cara paziente, ha gli elementi per scegliere se essere attendista, decidere eventualmente il tempo ragionevole di attesa, o affrontare il problema una volta per tutte.

    Un cordiale saluto



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