Utente 184XXX
Buon giorno.
Ho 58 anni, di sesso maschile, fumatore saltuario (non più di 2-3 sigarette al giorno, ma non sempre). Da alcuni anni sono in cura per ipertensione arteriosa di grado moderato. Assumo Norvasc 5mg/die. Devo aggiungere che sono molto ansioso. Ciò che mi preoccupa è il fatto che l'automisurazione dà risultati sorprendenti. Nella prima misurazione la sistolica è quasi sempre un po' alta (145-150 in media), e 85 la diastolica. Effettuando una seconda misurazione, anche subito dopo, scende a 135 - 80. Nella terza e successive misurazioni, anche ripetute dopo alcuni minuti, i valori si stabilizzano e sono normalissimi (mediamente 115/75). Anche la frequenza cardiaca durante la prima misurazione è un po' alta, intorno ai 90, per poi scendere intorno ai 70.
Il medico di base rileva valori alti alla prima misurazione e border-line alla successiva. Ha provato a cambiare farmaco (tenormin 50mg), ma la pressione, con questo betabloccante, mi si era abbassata troppo e soprattutto la frequenza cardiaca era scesa a 40, tanto che ho dovuto sospendere il trattamento per tornare al Norvasc. Ho provato anche a prendere del lexotan, che in effetti diminuisce il divario tra la prima misurazione e le successive, ma non posso certo assumere benzodiazepine all'infinito.
L'ecocolordoppler cardiaco rivela una lieve ipertrofia del ventricolo sx, ma il mio medico non sembra dare molta importanza a tale referto.
Tuttavia una così notevole differenza tra la prima misurazione e le successive non mi lascia tranquillo. Non corro dei rischi a causa di improvvise impennate della pressione in seguito a episodi di ansia?

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
l'andamento dei suoi valori pressori è tipico delle persone ansiose, con elevati, ma non troppo a dire il vero, valori iniziali e poi con una apparente remissione degli stessi. Utile un Holter pressorio per una valutazione giornaliera e per una eventuale modifica terapeutica.
Saluti