Utente 108XXX
Gentili Medicitalia,
a mia madre di60 anni hanno diagnosticato a seguito di colonscopia con prelievo biopsia un adenocarcinoma moderatamente differenziato a circa 7 cm dall'orifizio anale con staging periferico negativo. La TAC non evidenzia metastasi o diffusione.
Come terapia le è stata indicata una chemioradioterapia preadiuvante all'intervento.
Volevo capire meglio se la terapia rientra appieno nei protocolli ed in particolare se il tipo di chemioradioterapia (dosaggio e durata) è standard presso qualunque centro.
Infine non mi è ancora chiaro se la chemioradioterapia è indicativa di una inoperabilità o di una maggiore gravità del tumore.
In parole povere qual è la gravità e la percentuale di sopravvivenza a questa diagnosi?
Grazie a qunati di voi mi daranno un riscontro.
Saluti
[#1] dopo  
Dr. Mirco Bindi
32% attività
8% attualità
16% socialità
MONTALCINO (SI)
Rank MI+ 56
Iscritto dal 2010
La rimozione chirurgica della neoplasia situata a 7 cm dall'ano garantisce il mantenimento dello sfintere anale e quindi la normale canalizzazione dell'intestino. La radioterapia effettuata prima dell'intervento (ed eventualmente dopo la guarigione chirurgica) aumenta la sicurezza contro eventuali recidive. In base al reperto istopatologico e al grado di estensione viene poi valutata la chemioterapia, ma solo se si trovano localizzazioni a distanza.
La combinazione di chemio e radioterapia prima dell' intervento e' un protocollo che in alcuni studi sembra portare maggiori vantaggi.
cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 108XXX

Iscritto dal 2009
Gentile Dott. Bindi,
grazie per il feedback!
Adesso, come di solito accade,abbiamo chiesto un altro consulto e come sempre nascono altri dubbi.
Da una parte ci suggeriscono delle sedute radiochemioterapiche con pillola (Xeloda) e dall'altra radiochemio con chemio per endovena. Che fare?
Ed ancora dalla biopsia fatta non è stato fatta la stadiazione: era necessaria?
Alcuni dicono di sì per prevedere quale terapia attuare.
C'è stata leggerezza nella valutazione?
Spero in un suo gradito feedback.
Saluti
[#3] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
48% attività
4% attualità
16% socialità
FURCI SICULO (ME)
Rank MI+ 68
Iscritto dal 2007
Una neoplasia del retto come giusto approccio (e come già detto dal collega Bindi), può giovarsi di un trattamento radioterapico pre operatorio, finalizzato a ridurre il rischio di recidiva locoregionale ed in alcuni casi a permettere interventi che possano preservare lo sfintere anale al fine di una successiva ricanalizzazione (nel suo caso i 7 cm rendono tutto più facile).
L'aggiunta della chemio radiosensibilizzante, aumenta questi benefici con qualche lieve tossicità in più.

Nel decidere se fare le pillole o l'infusione (nel qual caso si necessita dell'utilizzo di un catetere venoso centrale Port a cath), è necessario valutare le condizioni generali del paziente, l'età, le eventuali comorbidità etc...

La stadiazione è fondamentale, prima della scelta terapeutica. Dopo la chirurgia ad istologico acquisito, si rivaluterà il tutto per ulteriore decisione terapeutica.