Utente 208XXX
Signori Dottori, domani affronterò un drugtest in quanto sono abilitato alla guida di carrelli elevatori, anche se mi capita di usarlo occasionalmente avendo cambiato mansione. Da quanto letto nei post precedenti sicuramente risulterò positivo al thc, in quanto ho fumato marjuana 5 giorni fà. sono un fumatore occasionale,non ho mai sentito il bisogno di fumare ma lo ritengo piacevole come bere una birra al bar. Le mie domande sono le seguente: per quanto tempo si protraggono gli effetti della droga in oggetto sulle capacità cognitive? possono essere paragonabili alla durata degli alcolici?
Avevo pensato di portarmi un boccettino nascosto contenete l'urina di un altro, ma poi ho cambiato idea, non mi sono mai tirato indietro davanti alle mie responsabilità.
Confidno nella Vostra risposta.
Cordiali saluti,
Utente 208017
[#1] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Gli effetti cognitivi persistono anche dopo la fine dell'effetto euforizzante, specialmente nel caso di un uso costante, poiché parte della sostanza si accumula nel tessuto grasso e ne è poi gradualmente rilasciata.

Non tutti però sono ugualmente sensibili a tali effetti, per cui si va dall'effetto sfumato alla psicosi.
Questo, a parità di sensibilità, dipende anche dal tipo di preparato, sostanzialmente alla quantità del thc presente, e dall'effetto controbilanciante di altre sostanze presenti nella pianta.
[#2] dopo  
Utente 208XXX

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Egregio dottor Pacini,

grazie della Sua tempestiva ed esauriente risposta per quanto riguarda la prima domanda riguardante gli effetti a lungo termine. Se potesse rispondere anche alla seconda domada, che ora proverò ad essporre meglio, le sarei molto grato.

vorrei sapere se gli effeti delle bevande alcoliche, assunte abbondantemente durante una serata, che portano inevitabilmente ad un'alterazione delle prorpie capacità mentali e fisiche, possono essere paragonabili, peggiori o minori agli effetti della cannabis nei giorni seguenti l'assunzione.

Il drugtest non sono riuscito a farlo, non sono stato convocato entro il turno di lavoro, e nessuno mi ha invitato a rimanere. Come spesso accade nella mia azienda chi organizza si perde in un bicchier d'urina!

Perdonate la battuta, ma sono un pò frustrato a rinviare l'inevitabile.

Spero in una Sua risposta appena le sarà possibile.

Buona giornata,

Utente 208017.
[#3] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Non è che sia chiaro. Ogni intossicazione ha le sue caratteristiche ? Quindi "paragonabile" in che senso ? Perché "maggiore" o "minore" non si capisce a cosa si riferisca di preciso.
[#4] dopo  
Utente 208XXX

Iscritto dal 2011
Eminente Dottor Pacini,

Arrivo al punto senza giri di parole, forse la Sua etica non le permetterà di rispondermi, o forse perchè la cannabis è illegale mentre l'alcol è monopolio di stao.

Quale delle due sontanze è più dannosa alla psiche e all'organismo, anche se assunta in quantità moderata?

L'alcol influisce nei giorni seguenti l'assunzione sulle capacità cognitive? se si per quanto.

Il lavoratore abilitato a svolgere determinate mansioni, viene controllato se fa uso di sostanza stupefacenti, e l'esame delle urine è retroattivo di giorni se non settimane per la cannabis, mentre altre sostanze pochi giorni, ma non mi sembra che il test comprenda anche l'alcol. Se viene assunta una sostanza legale che compromette la sicurezza del lavoratore e dei colleghi, non è comunque sbagliato e da denunciare?

Il mio drugtest ha dato esito negativo dopo 6 giorni dallo spinello di marjuana che ho fumato, forse il preparato non aveva un alto contenuto di thc, forse dipende dal fatto che non sono un fumatore abituale,o magari il test era difettoso.

Sono contento di non essere stao etichettato come drogato, anche perchè non mi sento tale.

Cordiali saluti,

Utente 208017

[#5] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

Appunto però, è quel che volevo dire: perché dobbiamo porci il problema di quale di queste due (e non di altre due) sia più dannosa così in generale.
Ogni sostanza ha i suoi tipi di danno, i suoi indici di rischio, le categorie di persone che sono predisposte a riportare danno di un certo tipo, e così via.
Quindi è una domanda che così posta non ha risposta.
La legalità c'entra, nel senso che le sostanze socialmente regolamentate, proprio perché gli Stati se possono ne traggono un lucro, sono socialmente accettate per un rapporto tra il consumo e i danni, che va letto percentualmente e non in senso assoluto.
"Drogato" è colui che è sotto l'effetto temporaneo di una sostanza che ne peggiori o ne renda instabili le funzioni di contatto con la realtà. Per effetti "cognitivi" si intendono concentrazione, memoria, comprensione del significato pratico dei segnali e delle parole, e così via. Invece il contatto con la realtà è una cosa diversa.
L'alcol e la cannabis hanno un effetto transitorio, ma l'effetto non si esaurisce con la scomparsa della sostanza dell'organismo, dipende da quali processi ha innescato o da quali "buchi" ha lasciato.

I controlli a quanto mi risulta sono eseguiti anche per l'alcol (non dosando l'alcol, che dura poche ore). I controlli però non vogliono identificare chi faccia uso, ma chi lo faccia fuori controllo, almeno quelli programmati. Oppure chi lo faccia in concomitanza con impegni che per contratto richiedono invece di non essere sotto l'effetto (anche se lo fa in maniera controllata rispetto a sé).
[#6] dopo  
Utente 208XXX

Iscritto dal 2011
Dottor Pacini grazie del tempo cha mi ha dedicato,

Certo che è un bel msitero il perchè in molti vogliono perdere il contatto con la realtà con sostanze legali o illegali, un pò in tutte le epoche direi, forse fa parte della natura umana che è bella perchè varia.

Grazie ancora della Sua cortesia,

Saluti,

Utente 208017



[#7] dopo  
Dr. Matteo Pacini
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Gentile utente,

L'uomo per sua natura è curioso, vuole accedere ad altri piaceri, avere un sentimento di "verità" e "illuminazione", essere intraprendente e andare oltre i propri limiti, oppure lenire il dolore e l'ansia.

Questi sono i motivi per cui le persone assumono droghe legali e illegali.