Utente 182XXX
Salve, chiedo il vostro aiuto per mio padre, 75 anni, iperteso da 20 anni, (assumeva: zestril 5mmgr, Atenol 100 e Norvasc 5 mmgr), con aldosterionismo primitivo, che a Set'10 ha subito un intervento di cistectomia radicale con confezionamento di neovescica, e da nov'10 a feb'11 ha fatto una chemioterapia endovenosa. Dopo l intervento i valori della pressione erano sempre nella norma. Pochi giorni fa' ha fatto una TAC addome di controllo con liquido di contrasto e, essendo un soggetto allergico (aspirina), ha seguito la profilassi antiallergica assumendo 3 compresse di cortisone, il giorno seguente e' svenuto e ha avuto difficoltà a rinvenire anche se ci ha detto che ci sentiva. Il pronto soccorso ha parlato di bradicardia (freq. 47) e l hanno ricoverato in cardiologia facendo delle flebo per stimolare l aumento del battito che ora e' arrivato a 57-60. Ma gli hanno eliminato l Atenol 100 ( per loro unica causa del malore ) e gli fanno flebo di potassio che ha molto basso, ma la sua pressione ora e' 200/110 e lui ovviamente ha tremori alla mano sinistra e se la "sente negli occhi" e nelle gambe. Cosa sarebbe giusto fare? Il cortisone assunto per fare la TAC potrebbe aver influito? Come si può controllare la pressione? Grazie mille. Saluti.

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[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
i cortisonici danno luogo ad aumento della pressione arteriosa, il cui controllo può essere effettuato aumentando, almeno inizialmente, il dosaggio dei farmaci già in atto. In caso di mancata risposta, si può considerare l'aggiunta di ulteriori farmaci. Ovviamente, per la complessità della situazione, essa va monitorata dal curante o da un cardiologo di riferimento "in loco".
Saluti
[#2] dopo  
Utente 182XXX

Iscritto dal 2010
La ringrazio Dott. Martino, anche per la tempestività nella risposta. Ma temo di non essermi spiegata correttamente, la pressione prima della tac era nella norma e dopo un giorno dalla tac ha avuto uno svenimento con bradicardia. La pressione e' diventata così alta 200/110 ha seguito della sospensione della sua vecchia terapia che gli stanno cambiando, e avendo letto spesso i vostri consulti, so che il cambio della terapia può comportare un iniziale aumento. Le chiedo quindi se comunque questi bruschi aumenti di pressione, essendo lui monitorato in ospedale attraverso un dispositivo 24h su 24h possono essere controllati tempestivamente per scongiurare i piu' brutti effetti. Un'ultima domanda: e' possibile avere la pressione alta e la bradicardia? La ringrazio anche per la pazienza. Buona giornata e buon lavoro. Saluti.
[#3] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
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Certamente il monitoraggio continuo permette di intervenire tempestivamente in caso di crisi ipertensiva. Anche se non frequentemente, l'associazione bradicardia-ipertensione è osservabile in ambito medico.