Utente 405XXX
Egr, Dottori
mio padre, 62 anni, nel settembre 2005 viene sottoposto a pneumonectomia dx per adenocarcinoma polmonare stadio 1b. nel nov 2006 sottoposto a rcst gamma knife a verona per mts cerebrale e nel gennaio 2007 a toracostomia per revisione del cavo pleurico dovuta a fistola del moncone bronchiale e infezione da aspergillo, tuttora domata ( ultimi tamponi degli ultimi tre mesi sterili).
quotidianamente necessita di medicazioni di zaffatura del cavo pleurico che provvedo io stesso a fare. le sue condizioni di salute sono accettabili tanto che continua a lavorare e condurre una vita normale.
dal 09/07/07 alla Tac si evidenziava a livello posterobasale del lobo polmonare inf sx un formazione nodulare di 11.1 mm da riferire a lesione ripetitiva". a distanza di 4 mesi( novembre 2007) la formazione risulta aumentata di 5 mm e risulta positiva alla Pet con SUV di 3.7.
ricoverato nel reparto di chirurgia toracica la settimana scorsa è stato dimesso per eseguire in altra struttura un esame della funzionalità cardio polmonare (VO2 MAX) che nonostante l'apertura toracica è risultato accetabile (valore teorico capacità polmonare 53%)
a tutt'oggi è in attesa di ricovero, ma il direttore del reparto non ha ancora preso una decisione chiara in merito alle priorità di intervento da dare alle 2 patologie (lesione e fistola bronchiale) e sembra aver timore di affrontare il problema della chiusura della fistola tanto è vero che è già la seconda volta che fissa un appuntamento solo per informarci dei rischi a cui si andrebbe incontro eseguendo una tale operazione, tentando, a mio parere, di farci desistere dalla scelta di intervento ( a suo parere, il paziente ha raggiuto un equilibrio che non vale la pena di andare a modificare).
Io nn credo che sia la strada giusta da prendere pure perchè il paziente non potrebbe in ogni caso subire una terapia farmacologica con un cavo toracico aperto e dunque si vedrebbe preclusa una chance di cura...
in ogni caso, GRADIREI CONOSCERE I LORO PARERI A RIGUARDO DELLA SCELTA DI INTERVENTO E DELLE PRIORITA' DA ASSEGNARE AL TRATTAMENTO DELLE PATOLOGIE (NODULO E FISTOLA)
Vi ringrazio anticipatamente dei consulti che mi fornirete.
[#1] dopo  
Dr. Gian Luca Natali
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Gentile Utente,
La malattia di Suo Padre è in fase di progressione, ma Lui si è adattato e riesce a condurre una vita accettabile. La metastasi polmonare sinistra potrebbe essere asportata anche se con un rischio chirurgico elevato (per la vita), ma questo non necessariamente porterà a guarigione. La radicalita oncologica in tali condizioni è improbabile.
La chiusura della fistola è un fatto funzionale di secondaria importanza, che comunque richiede un intervento impegnativo per il Paziente e che necessita di un lungo post-operatorio. Spesso la plastica di chiusura può non riuscire specie in Pazienti con neoplasia in fase attiva e l'intervento potrebbe risolversi in un "nulla di fatto".
Capisco le perplessità del direttore del reparto che ha in cura Suo Padre e le condivido.

Cordiali saluti.

Dr. G.L. Natali
[#2] dopo  
Dr. Alberto Emiliano Baccarini
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Concordo con il collega e ne condivido le perplessità.
[#3] dopo  
Utente 405XXX

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Egr. dottori,
lunedi scorso mio padre è stato sottoposto ad intervento di resezione del nodulo in questione e forse per domani 29/11 sarà anche dimesso...
siamo in attesa dell'esame istologico e poi si provvederà forse a chiudere la fistola...
il professore avrebbe voluto procedere alla chiusura della fistola e alla resezione del bronco in un solo intervento, facendo un taglio in verticale all'altezza del mediastino, ma dalla tac si rileva poco spazio per passare a causa del naturale spostamento del cuore verso destra e quindi ha desistito...
mi premerebbe sapere se è possibile chiudere la fistola in breve termine o bisogna aspettare un bel po di tempo...
grazie anticipatamente
[#4] dopo  
Utente 405XXX

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errata corrige:
alla chiusura della fistola e alla resezione del bronco
non resezione del bronco ma RESEZIONE DEL NODULO
[#5] dopo  
Dr. Gian Luca Natali
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Gentile Utente,
L'intervento di chiusura della fistola bronchiale sarà possibile appena le condizioni cliniche del Paziente lo consentiranno (di solito non prima di un mese dalla dimissione per il precedente intervento). E' comunque una decisione da prendere dopo aver considerato l'esame istologico definitivo.

Cordiali saluti
Dr. G.L. Natali
[#6] dopo  
Utente 405XXX

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Egr. dott.
nel novembre 2007 mio padre ha subito una nodulectomia sx il cui esame istologico ha deposto per lesione secondaria da AdenoCa grado G2.
Stamattina doveva subire l'intervento di chiusura della fistola ma dopo l'anestesia, i medici dicono che il paziente ha subito una specie di edema polmonare (ricordo che mio padre è affetto da ipertrofia ventricolare sx) e tutto si è concluso in un nulla di fatto.
adesso i medici sono un po titubanti per l'effettuazione dell'operazione in futuro, nonostante le ottime condizioni di salute del paziente...
è plausibile lasciare il paziente con una fistola in queste condizioni o cercare di trovare una terapia adatta per migliorare le condizioni necessarie all'intervento? se no, è possibile che in un paziente con toracostomia vengono effettuate delle chemio o terapie antineoplastiche alternative?

Ringrazio anticipatamente
[#7] dopo  
Dr. Gian Luca Natali
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Gentile Utente,
se un Paziente ha un'ipertrofia ventricolare sinistra che ha portato a un edema polmonare ed ha una fistola bronco-pleuro-cutanea secondaria a resezione polmonare per un tumore che allo stato attuale è al 4° stadio, non può essere considerato in buone condizioni di salute e pertanto deve essere sottoposto a chirurgia solo nei casi in cui questa è inevitabile. Capisco pertanto la perplessità dei Colleghi nel sottoporlo all'intervento di chiusura della fistola.

Cordiali saluti