Utente 209XXX
Salve dottori,
negli ultimi mesi, dopo la fine di una relazione sentimentale di un anno e mezzo, ho riscontrato il verificarsi di questo problema.
Nei rapporti che ho avuto recentemente mi ritrovo ad eiaculare nel giro di pochissimi secondi dalla penetrazione, dopo circa 4-5 spinte.
In realtà avevo notato con una certa preoccupazione una drastica riduzione delle mie performance anche nel periodo conclusivo della passata relazione (e di una precedente) ma mai fino a questo punto.

Purtroppo non ho potuto verificare se avere un secondo amplesso pochi minuti dopo il primo determinasse un allungarsi dei tempi. In ogni caso non lo avrei interpretato come un milgioramento ma di sicuro avrebbe fatto meglio alla mia autostima.

Conseguentemente a questi eventi ho sviluppato una sorta di paura ad approcciare le donne per paura di altre "brutte figure" (con ragazze conosciute da poco è un po difficile per me sentirmi tranquillo se succede ogni volta).

Vorrei capire cosa posso fare in proposito e se questo può avere un legame col mio ridotto desiderio sessuale e la scarsissima voglia di uscire di casa che ormai si protrae da quasi un anno.

Credo non abbiate problemi se posto questo quesito contemporaneamente su andrologia, psichiatria e psicologia.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore ,

nessun problema per noi andrologi; sull'argomento poi è stato scritto molto comunque, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su questa frequente disfunzione sessuale, le consiglio di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/194-rapporto-finisce-eiaculazione-precoce.html .

Un cordiale saluto.
[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Utente,
mi associo al Dr.Beretta nella risposta.
La prima è una diagnosi andrologica dell'e.p., che investighi la possibile presenza di cause organiche correlate alla disfunzione.
Poi, a diagnosi avvenuta, una consulenza psico-sessuologica, che investighi le cause altre correlate all'e.p.
L'eiaculazione precoce, è una disfunzione sessuale della fase dell'orgasmo, che se non trattata, compromette erezione e nel tempo, desiderio sessuale.
Vi sono svariati tipi di e.p., anteportas, intrapostas( fuori o dentro l'ambiente vaginale), primaria, secondaria, assoluta, situazionale.
Sarebbe opportuno conoscere lo IELT( tempo di latenza eiaculatoria intravaginale) e le emozioni associate alla sfera della sessualità e della sua dimensione di coppia.
La deflessione del tono dell'umore e la scarsa autostima sono una logica conseguenza.
cari saluti
[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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Gentile Utente,

secondo Lei questo stato "depressivo" e il "ridotto desiderio sessuale e la scarsissima voglia di uscire di casa che ormai si protrae da quasi un anno" è conseguenza del disagio sessuale che sta vivendo oppure è legato alla crisi e rottura con la Sua ex?

[#4] dopo  
Utente 209XXX

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Salve ancora, spero che il ritardo (ironia della sorte) col quale vi rispondo non renda meno visibile il mio consulto o lo faccia risultare meno necessario ai vostri occhi!

Andiamo per ordine:
-Dr. Beretta: grazie della risposta! Avevo già letto la pagina da lei linkata ed il mio consulto è stato richiesto anche sulla base di ciò che ho appreso dalle informazioni contenute in quel documento.
Volevo chiederle se un andrologo avesse la facoltà di prescrivere eventuali trattamenti farmacologici "temporanei" per questo disturbo o se fosse necessario rivolgersi ad un medico psichiatra dopo un'eventuale test negativo riguardante le casue organiche cui fa riferimento anche la Dottoressa Randone.
Passo subito a questa domanda perché nella mia situazione attuale di single questa disfunzione ha, come può immaginare, forti ripercussioni sulla capacità di mantenere dei rapporti più o meno duraturi con degli eventuali partner sessuali.

-Dr.ssa Randone: ho avuto altri episodi negli anni precedenti, vedi primissima volta, momenti di grande tensione a livello di coppia, personali o di studio e a volte momenti del tutto inspiegabili.

Mai però si era verificato in maniera così netta, provocando in me tanta preoccupazione. Per quanto riguarda lo IELT, credo che "4-5 spinte" sia abbastanza esplicativo di per se. Volevo aggiungere che altri tipi di stimolazione (sia praticati dalle eventuali compagne che da me stesso) non danno lo stesso problema.

Se fosse così gentile da farmi qualche esempio di emozioni associate alla sfera della sessualità potrò essere più chiaro nel descrivere le mie sensazioni a riguardo.

Dr.ssa Pileci: per quanto riguarda il ridotto desiderio sessuale sono sicuro che l'origine sia da cercare nella rottura con la mia ex, della quale mi sento tuttora innamorato, ma che il recente accentuarsi della e.p. ha aggravato.

In questo momento, se penso ad un eventuale concretizzazione di alcuni rapporti interpersonali su un piano sessuale, provo paura per quanto riguarda l'atto sessuale in se.
Mi spaventa non sapere più quale sia la mia capacità di soddisfare una donna e la mia autostima ne risente tantissimo. Non sono mai stato granchè fiero di me stesso, dalla pubertà in poi, ed un po di sollievo l'ho ottenuto in qualche modo tra le coperte.

La rottura del rapporto con la mia ex ha avuto nei primi tempi, in prossimità dell'autunno/inverno, l'effetto di farmi sucire di più di casa, frequentare di nuovo molte persone ed intrecciare nuovi rapporti. Successivamente però questo comportamento è regredito ed ho ripreso a non uscire di casa come è successo in altri periodi della mia vita (tutti in qualche modo estivi). Si aggiunge il fatto che dopo alcuni icnontri "fortuiti" con la mia ex si è accresciuto il senso di disgusto che provo verso me stesso e la mia incapacità totale di reagire a questa perdita, magari trovare una soluzione o chissà cos'altro.

Discorso simile ma più complicato vale per l'umore pessimo, l'isofferenza nei confronti degli altri, la totale perdita di sicurezza nei confronti di qualsiasi situazione e apatia.
Più si avvicina l'estate più mi isolo dagli altri, dormo di giorno e veglio la notte, trovo impossibile concentrarmi su lettura, studio o qualsivoglia attività che duri più di pochi minuti, rischiando di mandare tutto per aria perchè "non ce la faccio più" (preciso che per scrivere tutto questo sto impiegando un'infinità di tempo ed ho pensato parecchie volte di chiudere la pagina e rimandare a chissà quando) fino ad arrivare al periodo di agosto in cui divento sensibilmente paranoico e diffidente nei confronti di chiunque.
Se a tutto questo aggiungiamo vari ideazioni autolesioniste e qualche pugno che mi tiro di tanto in tanto nei momenti di maggiore sconforto, penso che la situaizone sia già un pelo più chiara.
[#5] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile signore,una consulenza online,contiene in se'limiti e regole non puo' essere sostitutiva di un dialogo terapeutico de visu. L'e p ,non si manifesta con altri tipi di stimolazioni,solo l'ambiente vaginale velociZza i tempi eiaculatori. Cari saluti
[#6] dopo  
Utente 209XXX

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Grazie ancora Dr.ssa Randone,
suppongo lei ritenga io necessiti di contattare uno psicologo. Cosa pensa dovrei cercare di esporre ad un suo collega per chiarire meglio i miei problemi?

Mi spiego meglio. scrivendo l'ultimo messaggio mi sono reso conto di avere molti aspetti comportamentali da reinterpretare e vorrei capire quali andrebbero affrontati con maggiore priorità.

Se possibile, potrebbe darmi qualche indicazione su quale specialista contattare? Ho letto la pagina relativa alla scelta dello psicologo ma sinceramente non mi ha aiutato molto nell'interpretare quali potrebbe essere il tipo di terapia della quale necessito.

Recentemente ho letto un libro, "When I say no, i feel guilty" del Ph.D. Manuel J. Smith incentrato sull'insegnamento di un approccio assertivo per affrontare in maniera attiva eventuali manipolazioni o situazioni che solitamente avrei subito in maniera passiva senza far valere i miei bisogni.
Tutto sommato ho tratto un sensibile giovamento dalle tecniche insegnate nel libro anche se ho potuto mettere poco in pratica le stesse a causa della scarsità di rapporti con persone al di fuori del mio nucleo familiare (nucleo familiare con il quale ho, comunque, un pessimo rapporto e con il quale tendo a ridurre al minimo il contatto.
Tuttavia non sono sicuro che un training cognitivo comportamentale sia la terapia adatta al mio caso, nella sua complessita.

Spero di essere stato sufficientemente comprensibile e aspetto con ansia (ahahaha) una sua risposta.
Sentiti saluti.
[#7] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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A diagnosi avvenuta e solo allora,l'approccio terapeutico, potrebbe essere:
psicoterapia,
terapia di coppia ad orientamento sessuologico, trattamento integrato( farmacoterapia e terapia mansionale),
farmaco on de mand( cioè al bisogno);
queste ultime due vanno concordate con l'andrologo di riferimento.
Ottimale e risolutivo, sarebbe però un lavoro mirato e caleidoscopico, adatto alla sua storia clinica e sessuale.
Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.
Può orientarsi verso uno psicologo-psicoterapeuta perfezionato in sessuologia clinica.
Saluti
[#8] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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Gentile Utente,

fermo restando che un controllo dal medico potrà rassicurarLa, mi permetta di farLa riflettere su alcune questioni che vanno oltre il disturbo da Lei lamentato.

Molti degli elementi che lei utilizza per descriversi fanno pensare a un modo "depressivo" di stare nella vita (ovvero a guardare la realtà e la vita in maniera un po' pessimista), che probabilmente ha radici lontane e che esulano dalla sessualità o che forse qui trovano un palcoscenico su cui esprimersi. E non è un caso che proprio nella vita sessuale ci siano emozioni quali paura, vergogna, ansia, disgusto per se stesso: questi vissuti non solo non fanno bene alla sessualità, ma Le stanno appesantendo la vita.
Dal Suo racconto sembra che un certo timore l'abbia sempre accompagnata dall'adolescenza in poi.
La paura ad approcciare, ad esempio. Va bene, possono fare paura alcune situazioni, ma poi questa paura finisce per paralizzarLa in casa. Le paure al contrario debbono essere attraversate. E la curiosità? E l'eccitamento della conquista e della scoperta? E la gioia? Che fine fanno tutte queste emozioni che connotano la vita e danno un po' di colore alla tela che stiamo dipingendo?
Per dirla in altri termini: Lei si è focalizzato su aspetti negativi che coprono tutto il resto. E anche le strategie che mette in atto sono orientate nella stessa direzione.

Cosa fare? Come uscirne?

Io ritengo, alla luce di queste ipotesi, che una psicoterapia sia il trattamento da preferire per uscire e districarsi .

Saluti,