Utente 197XXX
Buongiorno.
Ho 23 anni ed ho subìto un intervento per ernia crurale sinistra poco più di un anno fa, con l'utilizzo della retina contenitiva.
Dopo qualche tempo ho iniziato ad avvertire dei dolori nella zona interessata dall'operazione. Mi è stato diagnosticato un possibile "intrappolamento di nervi" e all'altezza della retina è rimasto un granuloma.
Dopo una serie di infiltrazioni consigliate dal mio medico ora mi ritrovo con lo stesso fastidio/dolore nella medesima zona esteso fino al testicolo sinistro.
Chiesto consulto ad un altro chirurgo il quale mi dice che si dovrebbe ri-operare per "staccare" il nervo "incriminato" però l'operazione potrebbe causare danni al testicolo appunto sinistro essendo un operazione più delicata.
Ora..io non so sinceramente come comportarmi e sono anche confuso, chiedo scusa se i termini che ho utilizzato non sono quelli giusti, ma veramente sono molto confuso riguardo a questa situazione.
Sarei molto grato se potessi avere altre delucidazioni e magari qualche consiglio che riesca a chiarirmi le idee.
Grazie in anticipo.

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[#1] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Difficile darle un parere a distanza. Io pero' prima di rioperare ci penserei bene: forse e' ancora possibile fare qualcosa con terapie antinfiammatorie, infiltrazioni locali o magari fisioterapie mirate.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 197XXX

Iscritto dal 2011
Quindi a quale tipo di specialista dovrei rivolgermi?
[#3] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Direi per prima cosa al Chirurgo. Se quest'ultimo lo dovesse ritenere utile puo' anche poi sentire il parere di un Fisiatra.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Vincenzo Cifarelli
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La nevralgia a distanza dall'intervento di ernioplastica con rete,effettivamente fa pensare ad una sofferenza dovuta ad esuberanza di tessuto cicatriziale sul materiale protesico che "pressa " sulle fibre nervose dei rami inguinali del genitofemorale o dell'ileoinguinale , che passano nel funicolo spermatico, localizzato nel canale inguinale dal testicolo sx.
Le reti in genere utilizzate sono in polipropilene,un materiale che anche nel corso degli anni, non viene mai assorbito,ma colonizzato dai fibroblasti.
Ritengo che se a distanza di un anno la sintomatologia persiste ,non esistono farmaci che la risolvano,ma solo una revisione chirurgica ,anche se delicata potrebbe essere la soluzione ottimale.
Molto spesso in questi interventi puo' non essere facile liberare un nervo senza lederlo,ma l'esperienza difficilmente porta a lesioni del deferente.
Il paziente deve essere dettagliatamente informato di tali complicanze.
Spesso la sezione nervosa provoca una parestesia localizzata in sede anche persistente.
auguri e mi faccia sapere delle sue scelte.
[#5] dopo  
Utente 197XXX

Iscritto dal 2011

Spesso la sezione nervosa provoca una parestesia localizzata in sede anche persistente.

Ovvero in termini che riesca a capire meglio?

Un altra domanda:

Nel caso invece lasciassi tutto com'è e tenessi il fastidio, porta conseguenze o dovrei solo rassegnarmi ad, appunto, sapere che terrò il fastidio e basta?

Grazie
[#6] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Il Collega voleva dirle che probabilmente la zona va incontro ad un fenomeno (parestesia) che consiste in una alterata sensibilita'.
Convivere con un disturbo non e' mai consigliabile. Quanto meno, per prima cosa, dovrebbe essere certo della diagnosi: solo cosi' potra' conoscere eventuali possibili evoluzioni e decidere di conseguenza.
Cordiali saluti
[#7] dopo  
Utente 197XXX

Iscritto dal 2011
il fatto è che mi dicono o cose diverse o che non è nulla..ed io non ci capisco piu niente! se sapessi da chi andare per capire cosa ho ci andrei subito!
[#8] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Come gia' le ho scritto la scorsa settimana a mio modesto parere dovrebbe per prima cosa rivolgersi ad un Chirurgo. Il Collega stesso potrebbe quindi valutare se possa tornare utile una ulteriore consulenza, probabilmente di tipo Fisiatrico,
Cordiali saluti
[#9] dopo  
Dr. Vincenzo Cifarelli
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Gentile Signore ,la valutazione sulla scelta terapeutica in tale tipo di patologia ,puo' essere stabilita solo dopo un contatto tra il chirurgo ed paziente.Per me il fisiatra,in tali situazioni ,puo' essere consultato, ma non ritengo possa risolverle il problema.
Se la sua sintomatologia persiste ed è causa di sofferenza,consiglio l'intervento.
Nessun chirurgo le puo' dare la certezza assoluta di intervento senza complcanze,e la mancanza di sensibilita' o la riduzione della stessa in sede inguinale ,sulla ferita,da me descritta precedentemente, puo' essere una di quelle.
Ringrazio inoltre il collega Spina di essere intervenuto ed aver chiarito i dubbi del paziente .