Utente 500XXX
Buongiorno a tutti. Vorrei esporre il mio problema per avere sia informazioni mediche riguardo a ciò che ancora potrei fare per migliorare o almeno non aggravare il problema e avere delle informazioni relativamente alla richiesta di malattia professionale all'INAIL. Racconto il mio trauma: lavoro in un ente pubblico con mansioni di Agente di Polizia e nell'anno 2000, durante il mio turno di servizio, a causa dello scoppio di un petardo, ho avuto un malore, come uno stordimento, una mancanza di stabilità: il tutto una cosa momentanea, e quindi ho continuato il mio lavoro. Pochi giorni dopo, mi sono recato dal medico di famiglia in quanto avvertivo sensazioni strane: un pò di nausea, debolezza, ovattamento dell'orecchio, sintomi quasi mmentanei, ma che creavano disturbo. Il medico effettua la diagnosi di tachicardia parossistica e mi assegna giorni di riposo, dicendomi che si trattavano dei sintomi frequenti causati anche dallo stress del lavoro, per cui non dovevo preoccuparmi. Ogni tanto avvertivo sempre gli stessi sintomi, tra cui anche una diminuizione dell'udito all'orecchio sx, ma pensando che fossero dovuti allo stress, prendevo qualche medicinale e mi tenevo i sintomi. nel mese di dicembre, mentre ero al lavoro, vengo colta di punto in bianc da una vertigine accompagnata da nausea e vomito: vengo accompagnata presso la Guardia medica lì vicino, dove trovo un medico specialista in otorino, e se non ricordo male mi aveva fatto una puntura di plasil e assegnato giorni di cura con diagnosi di sindrome vertiginosa di n.d.d..: comunque, si diceva niente di preoccupante. i sintomi di nausea momentanea, ovattamento dell'orecchio e cefalea continuavano, ma pensando che effettivamente fosse dovuto allo stress del lavoro a cui ero sottoposto, la vita continuava. Finchè un giorno del mese di aprile anno 2001, mentre stavo tranquillamente seduta a tavola, vengo colta da una vertigine accompagnata da nausea e vomiti in modo eccessivo e da ovattamento totale dell'orecchio: se dovessi descrivere il momento, pensavo che fosse arrivata la mia fine! in quanto non riuscivo a stare in piedi, a tenere gli occhi aperti, senza nessuna stabilità e con vomiti che non cessavano neppure con il plasil. Il medico chiamato in quel momento mi ricovera d'urgenza in ospedale e da lì si sono iniziati tutti gli esami specifici: consulenza neurologica: nei limiti della norma e consulenza otorino, RMN encefalo con e senza contrasto, ABR, ENG, ESAME AUDIMETRICO, ecc. Risultato: ho perso l'udito all'orecchio sx!! e a seguito di tutti gli esami effettuati in strutture pubbliche, la diagnosi è la seguente: anacusia au sx e iporeflettività del labirinto. Su suggerimento del medico otorino che mi seguiva ( io non pensavo minimamente a tutele varie , in quanto ero abbastanza preoccupata per tutto ciò che mi era successo e per la diversa situazione che non riuscivo ed ancora oggi non riesco facilmente ad accettare) comunico al datore di lavoro ciò che mi era successo e chiedo il riconoscimento della causa di servizio. Dopo varie lettere tra me e il datore di lavoro, effettuo la visita al C.M.O., e nell'anno 2005, mi viene riconosciuta la causa di servizio dal Comitato di Verifica per le cause di servizio, con ascrizione della menomazione alla tabella A, cat. 8, misura massima. Il datore di lavoro prende atto del parere del Comitato e mi liquida l'equo indennizzo: una miseria a fronte del danno subito. Comunque, i sintomi di vertigine e nausea, saltuariamente e con distanze varie ( a volte con effetti momentanei e talvolta di durata maggiore) sono sempre presenti: l'otorino che mi ha in cura, mi ha consigliato degli esercizi vestibolari e medicinali tipo plasil, vertiser,ecc, in quanto ritiene che non esista una cura definitiva del problema. questa situazione chiaramente mi comporta assenze dal lavoro, oltre che compromissione della vita quotidiana, in quanto è sempre presente la paura che da un momento all'altro mi venga la vertigine e debba subire tutti gli effetti consecutivi, oltre al fatto che non sono ancora riuscita ad adattarmi a sentire da un solo orecchio, il che mi causa parecchi problemi. Mi scuso per la premessa iniziale del fatto successo, ma importante per giungere alla domanda che vorrei porre: innanzitutto se esiste una cura definitiva, o almeno migliorativa della situazione.
Inoltre, considerato che il datore di lavoro a suo tempo, nonostante la mia denuncia del fatto successo e dimostrabile con il riconoscimento della causa di servizio, non ha denunciato il fatto all'INAIL e ritenendo la sottoscritta che il mio caso possa essere inquadrato nelle MALATTIE PROFESSIONALI tutelate dall'INAIL, posso, a distanza di più anni provvedere a fare io stessa la denuncia? al fine di ottenere quanto meno le varie tutele e il danno biologico, che certo non mi ridà ciò che ho perso. Ringrazio tutti per la pazienza di leggere queste mie note, e resto in attesa di superiori e autorevoli pareri su tutto quanto detto. ringrazio e saluto. Luciano
[#1] dopo  
2386

Cancellato nel 2011
Buon giorno, il suo caso, se può essere inquadrato come postumo di infortunio lavorativo piuttosto che malattia professionale, in quanto causato da evento acuto. Avrebbe dovuto recarsi al pronto soccorso dove le avrebbero rilasciato il primo certificato di infortunio da consegnare al datore di lavoro e quindi avviare la pratica di infortunio. Considerato che risale al 2000 non c'é molto da fare se non una causa al datore di lavoro perché non ha provveduto a denunciare l'infortunio ma rimane difficile da dimostrare in quanto lei non ha di fatto informato la sua direzione dell'evento acuto (scoppio di petardo). In ogni caso le é stato riconosciuto la causa di servizio!
Spero di esserele stato di aiuto quanto meno nel chiarire la situazione.
Non saprei dirle se potrà guarire del tutto o meno: dovrebbe interpellare un otorino che sicuramenet saprà darle indicazioni più precise delle mie.
Cordialmente
[#2] dopo  
Dr. Vincenzo Marcelli
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Impeccabili le considerazioni del collega Ravalli.
Quanto alla situazione clinica, il quadro clinco e strumentale non è molto chiaro. Ossia, quanto durano le vertigini, se sono precedute da ronzio o ovattamento uditivo a sinistra, con che frequenza si succedono, ecc. Un trauma acustico potrebbe aver determinato, oltre alla anacusia, una sofferenza idropica (cattiva regolazione dei liquidi endolabirintici) ricorrente per la quale francamente si può iniziare una terapia medica. Nel caso fallisse, un trattamento chirurgico (distruzione chimica del labirinto mediante iniezione di antiobiotio tossico nell'orecchio) potrebbe essere estremamemente efficace.
Ci tenga informati.
PS: A Cagliari lavora il dr Giuseppe Agus, grande esperto di disturbi dell'equilibrio e carissimo amico.
[#3] dopo  
Utente 500XXX

Iscritto dal 2007
Ringrazio tantissimo per le risposte sia il Dr. Ravalli che il Dr. _Marcelli e mi scuso per non aver risposto subito, ma ho avuto problemi con il mio computer. Seguirò il consiglio del Dr. Marcelli e mi farò vedere dal Dr. Giuseppe Agus, poi comunicherò gli esiti.