Utente 207XXX
Buongiorno ho 50 anni e da circa 30 lavoro presso una centrale termoelettrica con la mansione di operatore di impianto in turno,a causa di problemi di salute sono stato giudicato inidoneo permanente alla suddetta mansione sia dal medico del servizio sanitario aziendale che dalla medicina del lavoro.L'azienda mi destina ad una nuova mansione(addetto magazzino) che presenta anch'essa rischi per la salute e ad una nuova visita mi viene data un'idoneità con limitazioni(non movimentare carichi >di 3 kg.).Il medico mi avverte che per la letteratura della medicina del lavoro è il massimo di limitazione e facendo ricorso se venissi giudicato non idoneo per la 2° volta rischierei di essere licenziato per giusta causa .Vi chiedo gentilmente se tutto ciò è ammissibile visto che lavoro in un'azienda dove c'è la possibilità di essere impiegato in una mansione più idonea ai miei problemi di salute. Ringrazio per la cortese attenzione.
[#1] dopo  
Dr. Maurizio Golia
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Il caso è complesso. La ditta non ha l'obbligo di ricollocarla ulteriomente in una mansione compatibile. Le suggerisco di rivolgersi ad un Patronato per farsi seguire, in effetti rischia il licenziamento.
[#2] dopo  
Utente 207XXX

Iscritto dal 2011
Intanto la ringrazio per aver risposto in maniera chiara,rimango tuttavia dubbioso sul fatto che si possa licenziare un lavoratore per problemi di salute senza tentare tutte le soluzioni possibili.Le faccio sapere che l'azienda di cui sono dipendente opera su territorio nazionale ed è la 2° produttrice di energia elettrica, siamo nella sola centrale dove lavoro io circa 300 dipendenti e in molti reparti ci sono mansioni che non mettono a rischio la salute capisco che i tempi sono cambiati e le aziende non fanno più sconti a nessuno ma ci sarà un modo per avere riconosciuti i propri diritti senza per forza ricorrere per vie legali.La saluto e spero che la faccenda non si complichi ulteriormente comunque la terrò informata.