Utente 130XXX
Egregi Dottori,
scrivo in merito ad una diagnosi di neoplasia polmonare maligna fatta a mio padre, 62 anni. Si tratta di un nodulo di 3 cm situato nell'apice superiore del polmone sx che purtroppo ha dato metastasi nella zona di pleura circostante il nodulo con conseguente versamento pleurico. Si è arrivati a questa diagnosi in seguito a TAC (che comunque ha escluso lesioni nel resto nel corpo), esame citopatologico del liquido pleurico (risultato negativo a cellule tumorali), PET (che ha confermato l'esclusione di lesioni extratoraciche) e videotoracoscopia (accompagnata da biopsia e talcaggio) che ha appurato l'interessamento della pleura parietale in prossimità del nodulo. Nonostante quindi il tumore risulti confinato in una zona circoscritta è stato definito di IV stadio (metastasi alla pleura), quindi NON operabile e trattabile solo con chemioterapia (di tipologia da definire in quanto il risultato dell'esame istologico sul campione prelevato non è ancora pronto). Secondo i medici la prognosi è di 2-3 anni (glaciali dati statistici), ma io non voglio perdere il mio papà e non posso arrendermi... Quindi sono ormai diverse settimane che cerco di studiare un po' di letteratura disponibile in rete e relativa a casi analoghi a quello di mio padre; in effetti ho trovato conferma del fatto che molti medici preferiscono non operare per non incorrere in ulteriori "complicazioni", ma ci sono anche alcuni casi in cui il medico non esclude a priori l'intervento e prende in considerazione l'intervento chirurgico di asportazione dell'intero tumore (quindi con PLEURECTOMIA) come arma ulteriore da utilizzare in alternativa (oppure in seguito) alla chemioterapia.
Le mia domanda quindi è: quali sono queste "complicazioni" per le quali si tende a non eseguire l'intervento chirurgico? La giovane età di mio padre e le sue ottime condizioni generali di salute non potrebbero aiutarlo a sopportare tale intervento e le sue eventuali complicazioni? Se la vostra risposta fosse positiva, conoscete dei centri in Italia favorevoli a questo tipo di intervento (eventualmente anche in seconda istanza dopo avere constatato la risposta alla chemio). Ovviamente il mio obiettivo è quello di arrivare a sapere se esistono possibilità di GUARIGIONE anche se minime e/o rischiose.
Pertanto contando sulla grande e nota componente di umanità che contraddistingue i medici iscritti a questo sito, mi rivolgo a voi nel tentativo di ricevere un parere, un consiglio... una speranza anche se piccola per il mio papà....
Nel ringraziarvi per la disponibilità, invio
Distinti saluti
[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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tuttop aprte del atipo istologico; microcitoma (seppur strano per la sede) nessuna indicazione chirurgica. Altro sicuramente terapia medica da preferire e poi si vede.
[#2] dopo  
Utente 130XXX

Iscritto dal 2009
Egregio Dott. D'Angelo,
La ringrazio tantissimo per la risposta. La diagnosi istopatologica è metastasi pleurica di adenocarcinoma compatibile con primitività polmonare; immunofenotipo della popolazione neoplastica: positivo per TTF-1, negativo per calretina.
Per darle un'indicazione più precisa dell'estensione della lesione riporto l'esito della PET:
PET 20.06.2011
Le immagini documentano la presenza di patologico accumulo dell'analogo radiomarcato del glucosio in corrispondenza della nota lesione polmonare del segmento apicale-posteriore del lobo superiore di sinistra, che appare coinvolgere la pleura (vedi immagini assiali #284-317; SUV bw max=26), di multipli ispessimenti della pleura costale del lobo superiore di sinistra (imm. assiali #294-336) e della regione paravertebrale relativa al lobo inferiore, di alcuni linfonodi in sede para-aortica e sub-aortica (imm. assiale #333), dell'origine del bronco lobare superiore di sinistra (imm. assiale #330), di probabile pertinenza linfonodale, della pleura diaframmatica (imm. assiale #516).
Concomita veramento pleurico sinistro.
E' inoltre osservabile focale accumulo dell'indicatore a livello dell'arco postero-laterale della IV costa di destra (imm. assiale #330), come probabile esito del trauma toracico riferito in anamnesi.
Non si rilevano anomalie di distribuzione del radiofarmaco a carico dei rimanenti organi e apparati.
CONCLUSIONI: l'indagine PET total body indica la presenza di lesione ad elevato metabolismo glucidico in sede pleuro-polmonare sinistra.

Altre informazioni utili sono l'assenza di mutazioni del gene K-ras e EGFR.

Mio papà ha da poco cominciato una cura chemioterapica a base di CARBOPLATINO + TAXOLO + AVASTIN con l'obiettivo di ridurre/contenere la malattia. Tuttavia il medico oncologico che segue mio papà sostiene che non esiste alcuna possibilità di guarigione e che se la cura dovesse avere esito positivo si può soltanto estendere l'aspettativa di vita ad 1 o 2 anni....
Mi aiuti dottore, sono disperato... è possibile che non ci sia nemmeno una piccolissima possibilità di guarire? Mi domando: se la chemioterapia è in grado di ridurre l'estensione perchè mai questa riduzione non può essere tale da rendere in futuro la lesione resecabile? Non esiste proprio la possibilità di una remissione completa della metastasi pleuriche? Quale è la sua opinione in merito alla cura proposta?

In attesa di un suo gentile riscontro la ringrazio e le porgo distinti saluti.