Utente 212XXX
Gentile dottore,

Il mio ragazzo (meno di trent'anni) ha ormai da circa 9 mesi (praticamente da quando siamo insieme) un problema di disfunzione erettile (rapporti completi, solo due volte). Come succede a molti uomini, riesce ad avere un'erezione piuttosto rigida, penetra, ma dopo pochi minuti perde l'erezione. Parallelamente ha, credo da anni, il problema di dover urinare spesso. Per la DE è stato da un medico generico ma non ha ancora eseguito le analisi del testosterone e non vuole recarsi in terapia cognitiva come gli è stato suggerito. Io sono molto tesa, come è normale immaginare, e vorrei sapere come devo fare a convincerlo a proseguire nella ricerca della diagnosi e di una soluzione. Il problema di urinare spesso potrebbe essere collegato?

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettrice,

non faccia collegamenti tra sintomi difficili da collegare e capire, soprattutto da questa sede.

Comunque ora potrebbe essere utile convincere il suo fidanzato a sentire un esperto urologo od andrologo e con lui iniziare un percorso diagnostico preciso per chiarire prima il suo problema urologico dell' "urinare spesso" e poi il problema sessuale.

Nel frattempo, se desidera poi avere più informazioni dettagliate su queste tematiche da riferire sempre al suo ragazzo, le consiglio infine di consultare anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/184-erezione-fare.html .

Un cordiale saluto.

[#2] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile Signora,
mi associo al dr.Beretta nella risposta.
La prima tappa è la diagnosi andrologica, sia per comprendere le eventuali cause organiche correlate al de., che per placare il dilagare dell'ansia correlata alla disfunzione, poi l'eventuale terapia si stabilisce di conseguenza, se singola , di coppia, farmacologica o combinata.
Il d.e., genera nelle partners dolore, confusione emozionale, insoddisfazione e frustrazione conseguente, oltre che dubbi sulla propria capacità seduttiva.
Inviti, con calma, il suo fidanzato, agli accertamenti del caso, vedrà che ritroverete l'empatia sessuale smarrita.
cari saluti
[#3] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Gentile signora,

in qualità di psicoterapeuta (cognitivo-comportamentale) posso dire che situazioni come quelle che Lei descrive sono molto frequenti.
Spesso è la partner, alquanto seccata, che porta in terapia il compagno con la richiesta di soluzione del problema. Il punto che non sempre il "problema" è l'uomo, ma più spesso la coppia. Ad esempio quali strategie state cercando di attuare insieme?
Qui però mi pare manchi anche una diagnosi accurata che soltanto un andrologo prima ed eventualmente uno psicologo poi potranno fare. Ad esempio il fatto di urinare spesso potrebbe anche essere un sintomo d'ansia, ma da qui non è possibile saperlo.

Inoltre dubito che magicamente verrà ritrovata l'armonia tra di voi, ma sarà necessario costruire insieme la relazione anche dal punto di vista sessuale e lavorare verso un obiettivo di coppia congiunto: il piacere sessuale.
Pertanto, io vi consiglierei una psicoterapia in cui siate coinvolti entrambi, anche per capire il rifiuto del Suo compagno a proseguire nella ricerca di una soluzione.

Lei che idea ha in merito?
[#4] dopo  
Utente 212XXX

Iscritto dal 2011
Io sono pronta a fare tutto, non mi sentirei certo offesa all'idea di una psicoterapia di coppia.

Lui da molta attenzione al suo lavoro, che prende la maggior parte del suo tempo. Nonostante sia piu' giovane di me e' gia' molto conosciuto nella sua professione. Ha sempre avuto la fama di un un ragazzo molto tranquillo e posato, anche quando era all'universita'. Con me e' innamoratissimo, mi dice sempre che mi ama, mi sostiene e ci tiene a farmi divertire e dice sempre che il suo dovere e' prendersi cura di me.
Puo' quindi capire quanto in realta' io sia angosciata e confusa, perche' da un lato ho tanta tenerezza, ma dall'altro il sesso non c'e, o c'e a meta'.
[#5] dopo  
Utente 212XXX

Iscritto dal 2011
Il risultato e' che, dopo aver tentato di convincerlo, ma invano, o meglio dopo aver ricevuto promesse vaghe, adesso sono buona, zitta e paziente. Questa e' una caratteristica del mio carattere che puo' facilmente diventare un difetto.A lavoro non riesco a concentrarmi, non riesco a cercarne uno nuovo, insomma, la vita quotidiana e' diventata una tortura perche' non faccio che pensare alla disfunzione erettile che ci sta uccidendo. Aggiungo che viviamo all'estero, lui e' del luogo. La mia famiglia e miei amici sono lontani.
Viviamo l'intimita' quando possibile, ma purtroppo non ci sono miglioramenti.
[#6] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Gentile signora,

ogni coppia ha un proprio equilibrio, anche per quanto riguarda la sessualità.
Se per Lei la questione è fonte di sofferenza, vale la pena esortare il Suo compagno a risolvere il problema.

Probabilmente per il Suo compagno il problema non è prioritario oppure ha scelto di accantonarlo momentaneamente, oppure di investire nella relazione su altri aspetti ("da un lato ho tanta tenerezza, ma dall'altro il sesso non c'e, o c'e a meta'") che però non risolvono il problema.

Saluti,
[#7] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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CATANIA (CT)
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Cara Signora,,quando il disagio diventera' prioritario e centrale rispetto alla vostra relazione,speriamo che suo marito si decida a chiedere aiuto. Cari saluti e speriamo bene
[#8] dopo  
Utente 212XXX

Iscritto dal 2011
Grazie a tutti per le risposte.
Complice probabilmente la maggiore rilassatezza di ieri, finalmente è andato tutto bene, dall'inizio alla fine. Dopo 9 mesi. Sono possibili tali episodi in persone con un problema fisico tipo fuga venosa o no?
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettrice,

è intuibile anche da lei che se fossimo in presenza di una "fuga venosa" significativa non sarebbero possibili "tali episodi".

Un cordiale saluto.