Utente 431XXX
Salve da ormai diveri mesi mi è stata riscontrata una cisti sacro coccigea, dopo tre diverse visite chirurgiche in tre diverse strutture sono stato messo in lista d'attesa per un ricovero.
Mi sono state date però diverse soluzioni sul tipo di intervento chirurgico da effettuare, in pratica io ho una cisti pilonidale con tramite fistoloso localizzato nella regione sacrale,
la cisti è infiammata e fistolizzata, è da luogo a continue fuoriuscite di pus.
I primi due chirurghi che mi hanno visitato mi hanno detto che era necessario l'asportazione in toto della cisti è dei tramiti fistolosi, però il primo chirurgo mi ha prospettato un intervento in anestesia generale in regime di ricovero ordinario e che la ferita sarebbe stata richiusa, mentre il secondo chirurgo mi ha parlato di day surgery con pernotto è anestesia locale o spinale in questo caso la ferita sarebbe stata richiusa in modo parziale con dei punti molto larghi.
Il terzo chirurgo invece dopo una visita piuttosto superficiale e sbrigativa mi ha parlato di intervento in day surgery giornaliero per l'asportazione della cisti (non ha parlato di tramiti fistolosi) in anestesia locale, in questo caso la ferita veniva lasciata aperta in modo da quarire da sola.
Inutile dire che adesso sono piuttosto confuso, ovviamente per i tre tipi di intervento che mi sono stati proposti ci sono tempi di recupero diversi più o meno lunghi, e medicazioni più o meno dolorose e fastidiose.
Quale potrebbe essere la migliore soluzione per il mio caso? tenendo conto che vorrei che ci fossero tempi di recupero piuttosto rapidi (non più di tre settimane), e quale di questi interventi riduce al minimo le possibilità che la cisti si riformi?

Grazie per l'attenzione
Distinti saluti
Marco

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[#1] dopo  
Dr. Nicola Armando Belnome
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MESSINA (ME)
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io effettuo sempre il primo intervento con ottimi risultati - purtropporichiede l'anestesia generale ed un adegenza di alcuni giorni
[#2] dopo  
Dr. Andrea Favara
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CANTU' (CO)
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Per quanto riguarda il tipo di anestesia (generale, spinale o locale)ed il regime di degenza (ordinaria, day surgery o ambualtoriale), la scela dipende dalla situazione logistica e dalle preferenze degli operatori, essendo tutte praticabili con uguale risultati;ogni soluzione presenta pro e contro da discutere con i colleghi per decidere insieme.Per quanto riguarda la tecnica chirurgica (ferita aperta o chiusa), questa viene scelta in base alle condizioni locali della malattia ed alla preferenza personale dell'operatore.Anche qui i risultati sono buoni in entrambi i casi anche se la possibilita'di recidive esiste sempre inidipendentemente dalla tecnica utilizzata.Auguri!
[#3] dopo  
Dr. Bruno Pasquotti
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Io preferisco l'escissione della neoformazione in regime di ricovero e in anestesia generale.
Cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Anestesia generale o spinale. Chiusura per prima (riesce nella quasi totalità dei casi) con drenaggio aspirativo. In caso di suppurazione riapertura della ferita e trattamento come per tecnica aperta. Ricovero breve (one day surgery)
[#5] dopo  
Prof. Stefano Arcieri
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ROMA (RM)
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Gentile Signore, già i miei colleghi sono stati ampiamente esaurienti. Sono d'accordo e propendo per l'intervento chirurgico di escissione della cisti pilonidale in anestesia generale con sutura della breccia cutanea e drenaggio aspirativo da tenere per alcuni giorni. Quelle che possono essere le rare e banali "complicanze" post - operatorie, si valuteranno.
Cordialità
[#6] dopo  
Dr. Claudio Bernardi
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Gentile Signore,

effettivamente esiste una certa disparità di trattamenti che forse non è di conforto per il paziente....
Sicuramente la cisti va asportata chirurgicamente, avendo già dato una sintomatologia eclatante come la suppurazione cronica. L'asportazione deve essere ampia, includendo gli eventuali tramiti e tessuti infiammati intorno alla lesione. Se si è sicuri di questo si chiude la ferita secondo i vari piani chirurgici, senza tensione, e questo garantisce un recupero rapido. Il tipo di anestesia ( locale con sedazione o generale ) deve essere in rapporto all'entità dell'intervento chirurgico. Io preferisco se possibile il metodo chiuso anche con eventuali lembi locali in caso di ampie resezioni di tessuto.
Distinti saluti
Dott. Claudio Bernardi
[#7] dopo  
Utente 431XXX

Iscritto dal 2005
Ringrazio tutti per le risposte , a questo punto credo di capire che sia più indicato l'intervento in anestesia generale.Non mi è chiaro però perchè in generale viene proposto l'intervento a tecnica aperta che costringe il paziente a frequenti medicazioni e tempi di recupero lunghi (circa 2 mesi), quando con l'intervento a tecnica chiusa che se non ho capito male può anche non essere eseguito in anestesia generale il paziente non è costretto a dolorose medicazioni e il tempo di recupero è molto più rapido circa 2-3 settimane.

Grazie
[#8] dopo  
Dr. Nicola Armando Belnome
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Confermo che il metodo "chiuso" è quello da privilegiare - il metodo "aperto" rimane una soluzione in caso di fallimento post-operatorio

Nicola Belnome
[#9] dopo  
Dr. Claudio Bernardi
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Gentile signore,

la metodica chiusa è più impegnativa per il chirurgo ( che invece di lasciare tutto aperto deve chiudere bene una ferita a volte anche ampia!) ma sicuramente è migliore per il paziente che non deve essere sottoposto ad un postoperatorio lungo e doloroso.
Dr. Bernardi Claudio
[#10] dopo  
Dr. Valter Degli Effetti
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Gentile signore,
non esiste una diretta consequenzialità tra tecnica di anestesia e tecnica chirurgica impiegata. Ovvero sia con l'anestesia locale che con quella generale può essere utilizzata tanto la tecnica "aperta" che quella "chiusa". La tecnica impiegata dipende dalla specifica situazione e dalla preferenza del chirurgo.
Personalmente, ritengo più idonea l'anestesia locale adiuvata da una sedazione. Infatti, generalmente , la anestesia locale è sufficiente a controllare il dolore di questo tipo di intervento. Solo in una breve fase di questa chirurgia la locale potrebbe non essere sufficiente, e proprio in questo momento si interviene con la sedazione che consente al chirurgo di lavorare con serenità ed al paziente di non sentire il dolore.
Per quel che riguarda la tecnica chirurgica, ritengo migliore quella chiusa, soprattutto nell'interesse del paziente e dei tempi di recupero.
Infatti, la tecnica "aperta", prevede numerose,e poco piacevoli medicazioni, La tecnica "chiusa", nella stragrande maggioranza dei casi no. Tuttavia, esiste una seppur limitata percentuale di casi, in cui la tecnica "chiusa" va incontro a complicazioni che conducono a dover trattare la ferita con le medesime medicazioni della tecnica "aperta". Detto questo mi sembra evidente il perché la tecnica "chiusa" sia da preferire.
Rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti, le invio i miei cordiali saluti
[#11] dopo  
Prof. Massimo Schiavone
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La sua è a quanto descrive una cisti complessa con svariati tragitti fistolosi. Il tipo di anestesia per la quale io opterei se fossi un paziente è lA GENERALE. lA TECNICA DA ADOTTARE DIPENDE DALLA SITUAZIONE ANATOMICA CHE RISCONTRERA' IL CHIRURGO OPERATORE. Certamente il metodo chiuso è più vantaggioso per il paziente. Le tecniche aperte o semichiuse sono altrettanto valide e forse, se il caso viene medicato scrupolosamente dallo stesso chirurgo operatore evitano di più le recidive
[#12] dopo  
Utente 431XXX

Iscritto dal 2005
Rieccomi qui,avendo finalmente risolto il problema mi sento in dovere di ringraziare di cuore di nuovo tutti i medici che hanno risposto è aiutato a capire qual'era la migliore soluzione per il mio problema.
Ringrazio in particolar modo il dott. Stefano Arcieri che ha eseguito l'intervento presso il Policlinico Umberto I di Roma, come purtroppo previsto la fistola presentava diversi tramiti fistolosi è quindi l'asportazione e stata ampia ed ha richietsto molti punti di sutura, sicuramente il Dott. Arcieri vi descriverà l'intervento molto meglio di me.
Cmq con mia soddisfazione è andato tutto bene è non ho avuto nessun problema,l'intervento è sato eseguito in anestesia spinale-epidurale, senza problemi.
Ci tengo a ringraziare inoltre tutto il personale medico ed infermieri del IV Padiglione del Policlinico Umberto I dove sono stato ricoverato.

Grazie

Distinti saluti

Marco.F