Utente 205XXX
Salve,
oggi ho scoperto che mio fratello è affetto da mononucleosi.
Nei giorni scorsi credevamo fosse soltanto una febbre, ma non passando nonostante gli antibiotici gli sono stati fatti ulteriori accertamenti, confermando appunto con le analisi del sangue il sospetto di mononucleosi.
Premetto che vivo nella stessa casa di mio fratello, camere diverse, ma stesso bagno, usiamo le stesse posate e bicchieri (ovviamente dopo averli lavati). Quant'è alto il rischio che io abbia contratto la mononucleosi? C'è qualche test che posso fare per sapere con certezza se sono stato contagiato?
Aggiungo inoltre che sono stato operato per carcinoma papillifero alla tiroide, tiroidectomia totale, ad aprile ed ora assumo ogni giorno eutirox 125. Questo può aumentare il rischio di contrarre la malattia? Eventualmente venissi contagiato, potrebbero sorgere problemi o complicazioni dovuti al mio recente tumore e alla mia quotidiana assunzione di eutirox?
Grazie anticipatamente per le risposte
[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli
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Gentile Utente,

La trasmissione avviene tramite la saliva; solitamente ci vuole un contatto più diretto, come avviene nel bacio tra due fidanzati; a volte, ma meno frequentante, attraverso le goccioline di Flugge, cioè quelle goccioline di saliva che tutti noi buttiamo fuori dalla bocca mentre parliamo.
Comunque, non deve farsene un problema se dovesse essere contagiato di mononucleosi da suo fratello; si tratta di una malattia benigna e non vi è alcuna interferenza con la sua terapia ormonale sostitutiva.

Buona giornata
[#2] dopo  
212828

Cancellato nel 2013
Gent.mo utente,
la mononucleosi infettiva è una malattia contagiosa ad eziologia virale, il virus di Epstein – Barr. L'esordio è brusco e si manifesta con febbre, angina, infoadenopatie, splenomegalia, leucocitosi e presenza di mononucleati in circolo. E’ pressocchè presente in tutto il mondo e colpisce soggetti di ogni età ma predilige i soggetti giovani adulti di 15-25 anni.
Nelle aree industrializzate l’incidenza è massima nei soggetti di 14-18 anni e anticorpi anti –EBV sono dimostrabili nella maggior parte degli adulti.
Dopo la guarigione, comunque, il virus persiste a lungo nell’organismo e viene eliminato ininterrottamente in grandi quantità con la saliva, per oltre un anno. L’eliminazione può proseguire, saltuariamente, anche per tutta la vita.
Oltre al bacio, come giustamente segnalato, è possibile il contagio indiretto attraverso oggetti (piatti e posate) e attraverso il sangue.
E’ una malattia ad esito favorevole avendosi la guarigione in 2-4 settimane. La convalescenza invece si dimostra piuttosto prolungata. La terapia è sintomatica. Gli antivirali non sembrano avere efficacia.
Gli esami di laboratorio consistono nella ricerca nel sangue di IgM anti-capside virale(anti-EB-VCA IgM) che permette la diagnosi di infezione acuta con una sensibilità del 100%, mentra la negatività di IgG anti-capside virale(anti-EB-VCA IgG)esclude l'infezione, anche pregressa.
Per quanto attiene alle misure profilattiche si deve tener sempre presente che le secrezioni nasali ed orofaringee devono essere considerate infettanti.
Inoltre gli affetti da mononucleosi infettiva devono astenersi dalle donazioni di sangue per almeno sei mesi dall’inizio della malattia.
[#3] dopo  
Utente 205XXX

Iscritto dal 2011
Grazie mille per le chiare e illuminanti risposte. Volevo però chiedere una cosa al Dr. Balsamo: queste esami di laboratorio possono farsi anche prima della comparsa dei sintomi?
Vorrei prenotare una vacanza per fine agosto, inizio settembre e quindi vorrei sapere prima se sono stato cotagiato...
[#4] dopo  
212828

Cancellato nel 2013
Gent.mo utente,
la ricerca degli anticorpi IgM anti-capside virale (anti-Eb-VCA IgM) e degli anticorpi IgG anti capside virale (anti-EB-VCA IgG) compaiono all'esordio della malattia persistendo i primi per 1-2 mesi mentre i secondi persistono per tutta la vita. Anche gli anticorpi contro l'antigene nucleare (anti-EBNA) compaiono qualche mese dopo l'esordio della sintomatologia e possono essere evidenziati per tutta la vita.
Quindi le metodiche in uso permettono di evidenziarli a partire dal termine della prima settimana di malattia.
Tenga presente che il periodo di incubazione non è ancora stato accertato con sicurezza, si calcola di circa 30-60 giorni negli adulti e più breve, 15-20, nei bambini, per cui la negatività degli anti-EB-VCA IgG le permetterebbe, al momento, di escludere una pregressa infezione evidenziando, di conseguenza, la suscettibilità. (?)
Il riscontro di globuli bianchi aumentati, una diminuzione relativa dei neutrofili, uno spiccato aumento dei monociti e dei linfociti sono tutti riscontrabili a malattia già iniziata.
Ritengo che la risposta più esaudiente le sia stata fornita dal collega, Dott. Corcelli, circa la benignità della malattia e l'eventuale trattamento sintomatico della febbre. L'uso di corticosteroidi trova impiego, per il loro effetto antiflogistico solo in caso di voluminose tumefazioni linfoghiandolari, febbre molto elevata, essudato faringo-tonsillare spiccato.
Al momento le mie conoscenze si interrompono qui, per cui le auguro in bocca al lupo e buona serata.
[#5] dopo  
Utente 205XXX

Iscritto dal 2011
Grazie ancora per le pronte ed esaurienti risposte