Utente 214XXX
Buongiorno. lo scorso giugno a mio padre, 72 anni, e' stato diagnosticata neoplasia polmonare. di seguito i referti:

tac torace: tessuto solido a densita' disomogenea che dal corno ilare superiore sx si estende sino a coinvolgere le strutture vascolari e bronchiali dell'ilo omolaterale di verosimile significato evolutivo. concomita la presenza di numerose formazioni nodulari per lo iu' subcentimetriche che interessano entrambi i campi polmonari di verosimile significato secondario. assenza di versamenti pleurici in atto. in sede mediastinica alcune formazioni linfonodali pretracheali e della finestraaorto polmonare delle dimensioni max 13 mm. cavita' cardiache e grossi vasi nei limiti.

esame citologico: carcinoma con pattern di crescita in gettoni solidi morfologicamente di tipo squamoso. si associa fibrosi e infiltrato flogistico cronico.

Il chirurgo toracico che lo ha visitato ha escluso l'intervento in quanto la massa sembra essere di 4-5 cm( non trovo nota nei referti!?) inoltre e' vicina ai grossi vasi.

Consiglia di iniziare chemio nella speranza che la massa possa ridursi e, in tal caso, considerare l'intervento. Al momento abbiamo cominciato primo ciclo di chemio con cisplatino e non ricordo cosaltro.

E' cosi difficile metabolizzare questa malattia e lo e' ancor di piu' quando ti prospettano una non operabilita' del caso.
Sento forte la responsabilita' come figlia di cercare la strada migliore da percorrere. cosa mi consigliate?
ringrazio infinitamente sin d'ora se avrete la cortesia di rispondermi

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[#1] dopo  
Dr. Francesco Inzirillo
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Gentile utente
Il problema principale non è la dimensione nè la vicinanza ai vasi ma bensì la presenza delle altre formazioni nodulari in entrambi i polmoni.
Purtroppo si tratta di una malattia in fase avanzata
[#2] dopo  
Utente 214XXX

Iscritto dal 2011
ringrazio infinitamente per la celerita' della risposta.
sono devastata da quanto Lei mi dice. ma, quindi, con la chemio non c'e' alcuna possibilita' che le formazioni nodulari possano rientrare?
[#3] dopo  
Dr. Paolo Macri'
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non sempre l'intervento è utile.
la non indicazione in casi del genere ad eseguire un intervento è data dal verosimile non possibile miglioramento della curva di sopravvivenza di quel caso o dal non possibile miglioramento della qualità di vita.
i colleghi oncologi valuteranno l'effettiva risposta al trattamento in corso con delle nuove tac al termine dei primi 3-4 cicli e gli stessi radiologi valuteranno il tasso di risposta della neoplasia principale e delle lesioni secondarie linfonodali e a distanza. in casi del genere è meglio ragionare per piccoli obiettivi: di già una temporanea stabilizzazione del quadro potrebbe essere considerato un successo. il nostro consiglio è di navigare a vista e di affrontare le cose poco per volta on perdendo di vista cha una buona qualità di vita del Paziente rimane l'obiettivo principale.
cordiali saluti
PM