Utente 226XXX
Gentilissimi dottori,

soffro da sempre di disfunzione erettile che in questi ultimi anni si è aggravata tanto è vero che pur con l'uso massiccio di inibitori della PDE5 non riesco talvolta a mantenere l'erezione.

Ho fatto 2 volte l'eco-color doppler il cui esito in entrambe le volte è stato "normale".

Tuttavia sono riuscito ad ottenere un'erezione solo con l'esame fatto con 20 mcg di PGE1 (e solo massaggiandomi il pene) mentre con 10 mcg di PGE1 ho ottenuto solo una tumescenza.

Il mio pene è di dimensioni piuttosto generose in erezione (17-18 cm) ma ha una forma piuttosto irregolare. Innanzitutto in erezione punta verso il basso e poi ha una sezione più stretta alla base e più ampia in prossimita' del glande.

Ho letto che quando il rapporto lunghezza /circoferenza è superiore a 1,32 la causa della DE possa essere su base "geometrica".

Ecco, la sezione alla base del mio pene in erezione è di circa 4 cm quindi vi è il sospetto che la geometria del mio pene possa essere la causa o la concausa delle mie dificolta' erettili che ho da sempre soprattutto durante il rapporto sessuale piuttosto che durante la masturbazione.

Ho letto anche che il problema possa essere risolto in maniera chirurgica aumentando la circonferenza del pene.

Qual'è la percentuale di successo di questi interventi? Che effetti collaterali ci sono? Non esistono terapie meno invasive per correggere una DE su base geometrica?

Grazie per le eventuali risposte.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
la descrizione del suo problema erettivo sembra confermare la diagnosi che si è già fatto da solo. Il suo problema erettivo sembra essere dovuto ad un particolare rapporto tra lunghezza e circonferenza del pene. Segnalazioni relativamente recenti hanno dimostrato che maggiore è il valore di questo rapporto, maggiore è la pressione richiesta per raggiungere una valida rigidità peniena; ne consegue che un pene con una ridotta circonferenza e molto "lungo" è sfavorito , cioè richiede molta pressione all'interno dei corpi cavernosi per il raggiungimento una buona rigidità , rispetto alla condizione opposta di un pene "largo" e poco "lungo.
Questo tipo di disturbo erettivo, "su base geometrica" è stato definito come una difficoltà ad avere una validà rigidità in presenza anche di una normale vascolarizzazione del pene sia a livello arterioso che venoso. Detto questo devo aggiungere che il suo particolare problema clinico necessita comunque a questo punto di una più attenta ed approfondita valutazione clinica attraverso anche indagini vascolari particolari come la cavernosografia dinamica. Infine per concludere devo ricordare che uno dei maggiori esperti in questo tipo di deficit erettivo è il collega Pescatori che frequentemente partecipa alle varie discussioni nei forum del sito. A lui eventuali altre delucidazioni.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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Caro lettore,

da secoli, in quasi tutti i dialetti, esistono proverbi o battute su uomini con pene molto lungo e grosso ma che non è mai molto rigido.
La teoria "Geometrica" di cui è un profondo assertore il caro amico Pescatori non è che un modo, a mio modesto parere, di etichettare un fenomeno legato alla fatto che in certe situazioni il Meccanismo di Veno Occlusione Cavernosa non riesce a consentire una adeguata erezione.
Non mi risultano dati "certi" o come si dice oggi "basati sull'evidenza"
che dimostrino una migliore erezione semplicemente "modellando" la conformazione del pene.
Altre soluzioni chirurgiche si sono dimostrate sufficientemente adeguate.
cari saluti
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
sentirei , prima di chiudere "affrettatamente" la questione, anche il parere del collega Pescatori.
[#4] dopo  
Dr. Giuseppe Benedetto
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sono daccordo sarebbe meglio sentire il collega Pescatori