Utente 509XXX
Gentilissimi Dottori
Sono un ragazzo di 21 anni, ed è già da circa un paio d’anni che mi sono accorto d’avere un problema ad entrambi i testicoli. Durante l’atto sessuale, l’erezioni notturne e l’attività fisica (ciclismo) sia il testicolo destro che il sinistro (mi sarà capitato però solamente 2/3 volte) tendono a risalire gran parte dell’inguine. Tutto questo senza aver mai avvertito alcun tipo di dolore né fastidio se non la preoccupazione di doverli riporre nello scroto manualmente anche nelle situazioni più disparate.
Qualche mese fa iniziai ad avvertire dolori al fianco destro e all’inguine destro (lato che risente maggiormente di questo fenomeno) e preoccupato, andai dal medico di famiglia che mi consigliò
una visita andrologica per il problema ai testicoli,mentre per il dolore all’inguine mi disse che si trattava di una leggera appendicite. L’andrologo a cui mi rivolsi mi diagnosticò dei testicoli in ascensore e i dolori al fianco con un’ernia, dicendomi che non vi era altra alternativa che operare con una certa urgenza. Detto ciò ritenne necessario farmi fare alcuni accertamenti quali: ‘ecodoppler ai testicoli e vasi testicolari(?)’ . Il dottore che ha effettuato tali esami,espostogli il mio problema, si è però mostrato fermamente scettico sulla loro utilità nel mio caso(soprattutto nell’individuazione di un’eventuale ernia) e mi ha anche tranquillizzato dicendomi che i testicoli che risalgono il canale inguinale sono abbastanza comuni, che non si operano ma piuttosto che ci si deve imparare a convivere. Ha anche di gran lunga ridotto le conseguenze di questa patologia(l’ andrologo aveva affermato che non ricorrere chirurgicamente poteva nel tempo aumentare il rischio di tumore o di sterilità mentre l’altro medico aveva solo accennato ad un problema di torsione del testicolo).
Adesso sentendomi abbastanza confuso vi chiedo: chi dei due medici devo ascoltare?Quanto urgente è un’operazione simile? È il caso di sentire il parere di un altro medico? Un’ultima cosa: avevo anche parlato all’andrologo di alcune disfunzioni erettili(perdo facilmente l’erezione o non riesco a raggiungerla completamente), ma lui mi ha risposto che quello era un altro tipo di problema e se volevo approfondirlo dovevo tornare con una confezione di Laversect naturalmente prenotando (e pagando…) un’altra visita. Adesso non vorrei pensare che l’andrologo si stia approfittando della mia ulteriore confusione e mi chiedo soprattutto l’affidabilità di questo medico che evidentemente non ha neanche l’accortezza di fornirsi dei giusti medicinali se manda i suoi pazienti a comprarli…
Certo di una vostra chiara e sincera risposta vi ringrazio anticipatamente .
Distinti Saluti

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Quarto
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NAPOLI (NA)
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caro ragazzo,
ipermotilità testicolare può provocare alcuni problemi sia da un punto di vista della fertilità , che da un punto di vista traumatico tendendo più facilmente a torcersi, oltre a tutti i discorsi sulla prevenzione del tumore
Pertanto vista anche la sua giovane età io concordo con il collega andrologo che la visitò nel proporre l'intervento che è pergiunta molto banale ed eseguibiule anche in daysurgery
cordiali saluti
Dott. Giuseppe Quarto
www.prevenzioneprostata.com
[#2] dopo  
Utente 509XXX

Iscritto dal 2007
Gentilissimo dottore,
La ringrazio per la chiara e confortevole risposta.
Avrei però un'ultima domanda da farLe: sarà il caso di operare anche il lato sinistro vista la poca frequenza con cui accade il fenomeno ?
Dopo l'intervento quanto tempo dovrà passare prima di riprendere l'attività fisica?
Ringraziandola ancora una volta le ricambio i cordiali saluti.
[#3] dopo  
Dr. Patrizio Vicini
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GROTTAFERRATA (RM)
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Caro lettore
concordo con il collega, il testicolo in ascensore determina dell subtorsioni con successiva sofferenza testicolare.
Le consiglio pertanto di effettuare l'intervento di fissazione testicolare bilateralmente, in genere il recupero è rapido.
Cordiali saluti

Dott. Patrizio Vicini
www.patriziovicini.it
[#4] dopo  
Utente 509XXX

Iscritto dal 2007
Dott.Vicini
Lei parla di una fissazione testicolare, mentre il mio andrologo parlava di chiudere semplicemente il condotto inguinale facendo tralaltro due interventi,a distanza di mesi, prima sul lato destro e poi sul sinistro. E' lo stesso tipo d'intervento di cui parlava Lei o sono differenti?
E se sono differenti quali dei due mi converrebbe fare?
La ringrazio per la precedente risposta.
Diatinti Saluti
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
quadri clinici complessi come il suo non possono essere risolti e compresi veramente tramite una semplice e-mail e richiedono sempre una attenta valutazione clinica diretta prima di capire il problema e poi impostare le necessarie strategie terapeutiche. Nel suo caso potrebbe esserci anche un ernia da correggere . Comunque a questo punto solo il suo andrologo che l'ha valutata in diretta può dire l'ultima parola. Se ritiene comunque di avere dubbi sull'indicazione ricevuta l'altro consiglio è quello di consultare eventualmente anche un andrologo esperto in patologia della riproduzione umana.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org

[#6] dopo  
Prof. Giovanni Martino
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Gentile utente,
volendo restare molto nel generico (ma nel Forum troverà molti riferimenti a questo argomento specifico), Le ricordo, tanto per completezza di informazione, di cosa realmente si intende per sindrome di "ipermobilità testicolare" o "del testicolo in ascensore".
Nella sindrome suddetta, il testicolo (o i testicoli) risale in maniera abnorme verso l'alto in direzione del canale inguinale. Questa risalita può avvenire casualmente, dopo i più svariati stimoli o in determinate condizioni o posizioni (esposizione al freddo, alla guida della moto o dell'auto, durante il sonno, durante l'attività sportiva, durante l'atto sessuale). Le cause sono da scrivere almeno grossolanamente a tre condizioni:
1) particolare lassità o mancanza dei normali meccanismi anatomici di fissaggio del testicolo nello scroto.
2) un funicolo spermatico (il funicolo sospende il testicolo nello scroto) particolarmente breve.
3) Una ipertrofia (aumento di sviluppo) del muscolo cremastere che, già di norma, provvede al corretto movimento del testicolo nello scroto.
A parte il fastidio, che può divenire però notevole, il vero rischio è che muovendosi bruscamente, il testicolo vada incontro ad una sub-torsione o ad una torsione vera e propria. In questo caso il pericolo di perdere l'organo interessato è notevole, a meno di non riconoscere tempestivamente la complicanza ed intervenire chirurgicamente d'urgenza entro un paio d'ore al massimo.
E' chiaro che occorre valutare numero degli episodi di risalita, modalità, risoluzione, dolore, fastidio etc etc.
Che l’orchidopessi (intervento diverso dal semplice fissaggio del testicolo) debba considerarsi un intervento banale...beh proprio non direi.
Mettiamo da parte i rischi generici connessi con qualsiasi tipo di intervento chirurgico, e vi comprendo anche quelli anestesiologici. E veniamo invece ai rischi specifici dell'intervento cui Lei dovrebbe essere sottoposto. L'intervento è ovviamente molto delicato. I danni sono essenzialmente dovuti ad eccessiva manipolazione e trazione sul funicolo spermatico (orchite ischemica e atrofia testicolare). Per manovre errate durante l'intervento si rischiano orchiti ed epididimiti. Spesso l'ancoraggio del testicolo è eseguito in modo errato o non idoneo e quindi è inevitabile la nuova risalita dell'organo nel periodo post-operatorio. Spesso seguono fastidiose nevralgie (talvolta dolorose) oppure zone cutanee di parestesia o anestesia dovute al mancato rispetto delle strutture nervose decorrenti nel canale inguinale. Ematomi ed idroceli insorgono spesso nel post operatorio, specie se il Chirurgo non assicura una buona emostasi e talvolta un drenaggio.
E' poi indispensabile sempre, la valutazione del Suo stato di fertilità prima dell'intervento. A mio modo di vedere, quando la patologia è bilaterale, è corretto procedere in due tempi, prima da un lato e poi a distanza di qualche mese dall'altro. A chi rivolgersi? Beh è semplice. Primo inqudramento ovvio con un Andrologo. Se occorre intervenire e l'Andrologo non è "anche" un Chirurgo, sarà il caso di ricorrere ad un figura professionale di Chirurgo Generale, o Chirurgo Andrologo, o Urologo.
Sono certo che il Suo Chirurgo Le potrà dare tutte le ulteriori informazioni del caso e soprattutto tutte le rassicurazioni necessarie per affrontare l'intervento in condizioni ottimali.
Affettuosi auguri per tutto e un cordialissimo saluto.
Prof. Giovanni MARTINO
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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MILANO (MI)
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Iscritto dal 2006
Caro lettore ,
che dire altro! A questo punto attendiamo sue nuove.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
www.andrologiamedica.org