Utente 158XXX
Gentili medici,buonasera.Vorrei chiervi un parere riguardo l operazione di mia madre,60 anni,subita il 30 maggio scorso per sostituzione della valvola mitralica con valvola meccanica,dovuta a stenosi e fibrillazione atriale (febbri reumatiche da piccola).In seguito alla riabilitazione andata bene,ha avuto un ictus ischemico di entità lieve che gli ha causato 2 piccole lesioni riscontrate con la risonanza nell area del linguaggio,fortunatamente non sono lesioni che gli hanno concretamente recato un danno molto importante,hanno scoperto che il tutto è stato dovuto ad una endocardite enterococcica e la terranno almeno un mesetto all ospedale umberto primo di roma,la terapia prevede l assunzione di antibiotici assunti sia per flebo che per bocca..un autentica bomba direi,informandomi ho potuto capire quanto questa sia una complicazione ben rara e ovviamente grave dove particolare rilevanza sta nell attenzione che devono fare il chirurgo con il suo staff durante l operazione.Mia madre ha avuto per 3 giorni la febbre a distanza di 2 settimane dall episodio ischemico , poi le è passata ed ora la vedo in condizioni normali,l esame più importante che gli hanno fatto è stata l eco transesofageo che risale a 4 giorni fa giorno in cui dopo l esame ha iniziato terapia antibiotica , si sono rilevati miglioramenti importanti rispetto all esame fatto quando era da poco ricoverata dove si vedevano numerose vegetazioni di non nota entità.vorrei chiedervi se queste terapie per endocarditi enterococciche provenienti dall intestino,hanno ottime probabilità di risolversi senza poi presentare recidive..vi ringrazio molto

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Dr. Maurizio Cecchini
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Le endocarditi su protesi sono minacciose ma , se il batterio viene individuato e veniamo guidati dall'antibiogramma, hanno solitamente buona prognosi.
Le faccio tuttavia presente che anche nelle sale operatorie piu' sterili i batteri sono presenti e che spesso a causare tali infezioni sono i batteri dello stesso paziente, e non quindi daa contaminazione
Cordialita'
cecchini
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