Utente 215XXX
Gentili Dottori,

sono un ragazzo di 28 anni, per fortuna godo di buona salute e non ho problemi al riguardo. Sono alto 183 cm e peso 74 kg, pratico sport pressoché regolarmente, penso di fare uno stile di vita abbastanza corretto, seguo una dieta equilibrata e non fumo.

Da qualche anno convivo con problemi di disfunzione erettile, e credo che questo fatto mi abbia tolto interesse per il sesso e per il "correre dietro alle donne", diciamo. Da 3 mesi tuttavia ho una relazione stabile (dopo circa 2 anni e mezzo che non ne avevo una) con una ragazza con la quale dal punto di vista sessuale non mi manca davvero nulla. Tra noi non ci sono tabù né vergogne, viviamo il sesso in maniera estremamente libera e facciamo anche pratiche non convenzionali, quindi in teoria gli stimoli non dovrebbero affatto mancare.

Con la mia attuale ragazza credo di aver fatto dei buoni passi in avanti per il mio problema: se ci masturbiamo a vicenda riesco a mantenere abbastanza bene l'erezione e raggiungere l'orgasmo per mano sua. Ma durante l'atto sessuale, anche in posizioni che per me dovrebbero essere molto comode quali ad esempio posizione della "pecorina" (perdonatemi la volgarità ma non so come esprimermi), ho enormi difficoltà e dopo pochi minuti perdo del tutto l'erezione e, spesso, non riesco a riprenderla e concludere il rapporto.

La mia ragazza non mi fa pesare in alcun modo questa cosa, dal punto di vista sessuale riusciamo ad appagarci appieno masturbandoci e praticandoci del sesso orale a vicenda, ma mi ha consigliato di rivolgermi a uno specialista perché è una situazione che a me crea un enorme disagio e non riesco a capire se sia un problema di natura psicologica o fisica. Il problema si presenta solo durante l'atto vero e proprio, quando mi muovo non riesco a provare piacere, come se la cosa non mi stimolasse, e perdo l'erezione, senza mai riuscire a concludere il rapporto.

Secondo Voi cosa potrei fare? Quanto ho scritto può essere sufficiente almeno per darmi qualche parere o qualche dritta al riguardo? O forse è il caso di rivolgermi di persona ad un Vostro collega?

Vi ringrazio per l'attenzione e vi porgo i miei più cordiali saluti.

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Dr. Giorgio Cavallini
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PADOVA (PD)
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Caro signore,
prima cosa si faccia vedere da collega, che una diagnosi dal vivo va fatta: che possono essderci cause ormonali, prostatitiche (rare quelle circolatorie alla sua età) ovvero psicogene. Poi: perchè se un maschio ha mal di denti vola dal dentista, mentre se ha difficoltà erettili ci mette un sacco a farsi visitare? Media 13-18 mesi: non scherzo. Scusi il predicozzo.
[#2] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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NAPOLI (NA)
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Caro Utente,perdurando il problema da vario tempo,credo che,a questo punto,solo una diagnosi andrologica possa dare una spiegazione ad una sintomatologia in cui l'aspetto comportamentale e' evidente con la presenza di un'ansia da prestazione penalizzante.Consulti un esperto andrologo e ne segua i consigli strategici.Cordialità
[#3] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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CATANIA (CT)
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Gentile Ragazzo,
mi associo ai coleghi andrologi nella risposta.
La valutazione andrologica mi sembra d'obbligo, sia per placare l'ansia ed evitare voli pindarici disfunzionali con la fantasia, che per ricevere una diagnosi certa.
Le suggerisco inoltre, una consulenza presso uno psicologo-psicoterapeuta perfezionato in sessuologia clinica, per conoscere le "cause atre" da quelle organiche, del suo disagio sessuale e dei cattivi apprendimenti che condizionano la sua sessualità e vita relazionale.
Cari saluti