Utente 216XXX
Salve,

ho 27 anni e dopo un violento colpo ho riportato una frattura al dito mignolo.

Al pronto soccorso mi hanno effettuato più volte una scrupolosa radiografia alla mano.

Referto: "frattura lievemente scomposta alla base della falange prossimale del quinto dito - mano sinistra".

Mi hanno sistemato la mano in una stecca di zimmer, immobilizzando il mignolo parallelamente all'anulare - stecca da mantenere per 25 giorni.

Ora a distanza di quei 25 giorni la mia situazione è questa: il dito è totalmente paralizzato in corrispondenza dell'articolazione interfalangea prossimale, mentre nel resto tutto sommato è abbastanza mobile.

E' impossibile per me distenderlo completamente, e per farvi capire meglio - ha assunto la tipica posizione "Boutonniere deformity".

Ora ho alcune domande: "lievemente scomposta" è il motivo per cui non mi hanno operato? il fatto che sia lievemente scomposta la rende simile ad una frattura composta?

Per quale strano motivo - se ho una frattura che secondo il referto è alla BASE della falange prossimale - io mi ritrovo col dito artritico in corrispondenza dell'articolazione tra le due falangi? Voglio dire - la zona non è differente?

Tecnicamente anche un'articolazione si può fratturare?
E' possibile che non sia stata "vista" una frattura o distorsione nell'articolazione o nella perte di falange adiacente?
Un callo osseo formatosi in 25 giorni può "bloccare" i movimenti dei tendini di un articolazione?

In finale, riuscirò a distendere tra qualche mese il mignolo, o il dito ormai è "calcificato" in quella posizione irrecuperabile e l'unica soluzione è operare?

So benissimo che dovrei farmi innanzitutto una nuova radiografia per avere certezze, ma nell'attesa - un parere mi sarebbe di grande aiuto per capire meglio le delicate dinamiche di una frattura alla mano.

Lavoro e vivo a Roma ma non sono residente qui, quindi avere il parere di un medico mi risulta almeno per adesso molto complicato e dispendioso.

Ringrazio di cuore in anticipo chiunque risponda per la cortese attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

certamente, dopo quasi un mese di stecca, le articolazioni metacarpo-falangea e interfalangea prossimale sono rigide.

Per tale motivo, dopo aver fatto il controllo radiografico, per verificare che il callo osseo è sufficiente, dovrà iniziare la kinesiterapia e recuperare gradualmente il movimento sia attivo che passivo.

Va fatta poi una valutazione clinica di questa presunta deformità "ad asola" della I.F.P. (rigida in flessione), con iperestensione della 3a falange.

Questa, se verificata dallo specialista, potrebbe essere dovuta a una rottura della branca centrale prossimale del tendine estensore.

Deve certamente farsi vedere dai medici che hanno già valutato il suo caso o, se lo ritiene opportuno, da altri specialisti.

Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 216XXX

Iscritto dal 2011
Innanzitutto la ringrazio vivamente per la pronta risposta.

La mia paura è che 25 giorni di immobilizzazione siano stati pochi.
E' possibile che adesso abbia una pseudoartrosi?

Il dorso del dito fratturato è morbido al tatto - come se l'osso sia "sprofondato", a differenza del dorso delle altre dita, dove si sente subito sottopelle la durezza dell'osso.
per chiarirmi la mia situazione è come quella raffigurata in basso:
http://handsurgeon.com/images/finger_fracture2.jpg

Le sembra normale che l'osso non si senta al tatto e che il dito sia bloccato in una posizione innaturale?

[#3] dopo  
Utente 216XXX

Iscritto dal 2011
a questo link una foto del mignolo e della sua posizione attuale.

http://imageshack.us/photo/my-images/215/01mignolosxinrossolapar.jpg/
[#4] dopo  
Utente 216XXX

Iscritto dal 2011
Ancora un'immagine, diversa angolazione:


http://imageshack.us/photo/my-images/143/01mignolosx3.jpg/

[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

non ci è permesso fornire valutazioni relative a immagini.

In ogni caso, visto che lo ha già fatto, le dico che il suo non è un dito ad asola, ma semplicemente un dito con una semi-flessione della interfalangea prossimale, che probabilmente è rigida e quindi va sbloccata.

Le fratture della base della 1a falange, in genere sono ingranate e si saldano senza particolari problemi, ma senza una radiografia di controllo non si può dire di più, nè si può dire se può iniziare la kinesiterapia o meno.

Pertanto deve fare l'Rx.

L'edema dorsale è probabilmente alla base della mancata percezione dell'osso rispetto alle altre dita.

Ha preso contatto con il suo specialista ?
[#6] dopo  
Utente 216XXX

Iscritto dal 2011
la ringrazio di cuore...lei è gentilissimo e sopratutto mi rende più sicuro.

Dato che il mio specialista non ha sede a Roma, mi dovrò rivolgere a pagamento ad un medico generico qui per avere la ricetta con prescrizione RX.


Grazie ancora e se ci sono ulteriori sviluppi non mancherò di farle sapere.
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Deduco che lei vive a Roma ma è residente a Foggia.

E' stato curato a Roma ?

Se si, perchè non torna dallo specialista che ha iniziato il trattamento ?

Sarà lui, poi, a guidarla nell'iter riabilitativo: si tratta, in sostanza, di valutare quanto è solido il callo osseo, per poter stabilire di conseguenza quanto si può forzare con la kinesiterapia, che è l'unica cosa utile in questi casi per prevenire le rigidità articolari.

Buona giornata.
[#8] dopo  
Utente 216XXX

Iscritto dal 2011
No sono stato curato a Milano.

A breve comunque scenderò a Foggia, dove mi rivolgerò al mio specialista.

Grazie ancora!