Utente 142XXX
Egredi Medici,

Mio nonno, di anni 95, ha avuto all'età di 90 anni una diagnosi di stenosi ed insufficienza aortica: l'insufficienza era di grado lieve-moderato e tale si è mantenuta, mentre la stenosi è ora divenuta serrata: la superficie pervia è di 0.7. Mi è stato detto dal geriatra che lo segue che se finora era sufficiente il trattamento farmacologico, a questo punto CI SAREBBE l'indicazione all'intervento chirurgico di sostituzione. CI SAREBBE perché un intervento chirurgico, e di tale portata, in un paziente della sua età non è da prendere in considerazione. Preciso che il mio amato nonno, non ha altre patologie in atto rilevanti a parte questa valvulopatia aortica con lo scompenso cardiaco che ne deriva (sì, d'accordo, un po' di gastrite, di osteoporosi, null'altro). Ha sempre goduto di ottima salute.

Volevo un consiglio. Ritenete anche voi che l'intervento sia assolutamente da escludere? Ho letto della recente possibilità di un intervento mini-invasivo non a cuore aperto. Potrebbe eventualmente questo fare al caso?

Grazie mille sin d'ora per le Vostre preziosissime risposte.

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[#1] dopo  
171326

Cancellato nel 2012
Gentile utente,
l'indicazione all'intervento nei pazienti anziani dipende dall'aspettativa di vita, oltre che dall'età. Per cui un'attenta valutazione può essere fatta solo dal medico-cardiologo curante. L'intervento non è escluso a priori (sebbene il rischio sia più alto che nei meno anziani). Le procedure mini-invasive possono rappresentare una soluzione accettabile, ma l'impianto della valvola percutanea è vincolato all'anatomia della valvola aortica e delle strutture circostanti, per cui anche questa opportunità va valutata de visu da un operatore esperto in materia.
[#2] dopo  
Utente 142XXX

Iscritto dal 2010
Bene, mi rallegra quanto lei mi dice, dott. Castaldi, se l'ho ben inteso: e cioè che l'intervento non è escluso a priori, ma va fatta un'attenta valutazione sulle aspettative di vite.


Inserisco qui le conclusioni dell'ultimo ecocardiogramma transtoracico:

Valvola aortica calcifica con lembi immobili realizzanti stenosi aortica serrata (AVA 0.7, gradienti 81, 50), e rigurgito lieve (vena contracta 3.9 mm); radice aortica nei limiti; ventricolo sinistro con ipertrofia di grado moderato, diametri conservati, funzione di pompa sistolica conservata; mitrale con lembi indenni, rigurgito di grado trascurabile; atrio di sinistra con diametri moderatamenti dilatati; ventricolo destro con diametri conservati, cinetica nei limiti, rigurgito lieve con moderato aumento delle pressioni polmonari (PAPS 50 mmHg).

Ecco, aggiungendo questo ulteriore elemento, alla luce anche delle risultanze dell'ecocardiogramma, Chi legge e avrà la bontà di rispondermi come lo valuta l'intervento? Consigliabile? Fattibile? Sconsagliabile? Assolutamente da escludere?

Seconda e ultima cosa: sino ad ora il nonno è stato seguito x la fibrillazione atriale e lo scompenso da un cardiologo di fiducia. Ritenete che però potrebbe forse, x la valutazione dell'opportunità o meno di un intervento di sostizione valvolare, essere più adatta la figura di un cardiochirurgo - magari il medesimo che se si decidesse in tal senso poi lo opererebbe - anziché quella del cardiologo?

Grazie, grazie mille davvero. I Vostri consigli sono rugiada preziosissima per noi utenti.
[#3] dopo  
171326

Cancellato nel 2012
Di solito il caso viene discusso insieme tra cardiologo, cardiochirurgo e se necessario altri specialisti.
L'indicazione all'intervento c'è, se questo è fattibile va deciso dai medici che seguono il paziente. Purtroppo su questo non posso aiutarla molto. I numeri per l'intervento ci sono, ma non si possono dare opinioni o peggio decisioni senza guardare in faccia il paziente.
Anche l'ipotesi della valvola percutanea potrebbe essere presa in considerazione, ma solo dopo che il cardiochirurgo e l'anestesista hanno quantificato il rischio operatorio.
[#4] dopo  
Dr. Guglielmo Mario Actis Dato
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Gentile signore la decisione per eseguire una TAVI (veda il minforma su questo argomento) ovvero la valvola percutanea richiede diversi esami preliminari per stabilire se vi siano o meno le indicazioni.
Nel nostro centro nei pazienti di età maggiore di 85 anni facciamo sempre una valutazione per TAVI che poi non porta necessariamente a indicazione in tale senso.
Personalmente ritengo che se il paziente non è fortemente sintomatico in relazione alla bella età alla quale è gia arrivato, se fosse mio nonno non lo farei toccare...
Comunque se desidera un consulto per TAVI le consiglio di rivolgersi alla Cardiochirurgia di Mestre o Padova o ancora a Verona dove sono attivi dei programmi in tale senso.
[#5] dopo  
Dr. Guglielmo Mario Actis Dato
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