Utente 112XXX
Salve,
vorrei chiedervi alcune informazioni, non so se è la sezione adatta nel caso spero rigiriate questo post alla sezione a cui appartiene.

Vorrei sapere per quanto tempo un ente è tenuto a mantenere i vetrini di un istologico, e se il patologo è obbligato a scrivere sull'istologico se la lesione (nel mio caso nevi) sono stati escissi totalmente.

Vi chiedo questo poiché io ho fatto richiesta di una escissione completa di nevi, ma sull'istologico non è specificato se l'escissione è completa.
Il chirurgo mi ha detto che il patologo è obbligato solo ad indicare eventuale escissione parziale e se non scrive niente è sottinteso che tale escissione è completa. E' vero???

Grazie

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[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti
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Spett.le Utente,

relativamente alla conservazione dei vetrini istologici, il periodo di conservazione è stabilito in 5 anni, mentre per le inclusioni in paraffina è stabilito per 20 anni.
La base normativa di ciò è nel parere del Consiglio Superiore di Sanità, che appresso riporto per esteso.

"Ministero della Sanità
CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’ SESSIONE XXXIX SEZIONE III
Seduta del 14 ottobre 1987
IL CONSIGLIO SUPERIORE DI SANITA’ SEZIONE III
Vista la relazione della Direzione Generale Ospedali concernente il periodo di conservazione dei preparati citologici ed istologici negativi e positivi e delle inclusioni in paraffina;
Udita la Commissione relatrice (proff. Candia, Pontieri, Polizzi, Pistolesi; esperto: Marinozzi, relatore: Pontieri);
Premesso:
che la Direzione Generale Ospedali nella sua relazione rileva che esiste una discrepanza fra l’art. 9 del D.P.C.M. del 20.2.84 che fissa a cinque anni il periodo minimo di conservazione dei vetrini citologici ed istologici e delle inclusioni in paraffina (fatti salvi i disposti di specifiche disposizioni di legge), e la successiva circolare del 19.12.1986 n.61 relativa al periodo di conservazione della documentazione sanitaria presso le istituzioni pubbliche e private di ricovero e cura nella quale si stabilisce un periodo minimo di 20 anni per la "restante documentazione diagnostica" in analogia a quanto stabilito per le radiografie;
Rilevato:
che il Consiglio Superiore di Sanità si deve esprimere in ordine ai seguenti punti:
se quel particolare materiale diagnostico costituito dai vetrini citologici ed istologici e dalle inclusioni in paraffina possa essere legittimamente incluso nell’ambito della "restante documentazione diagnostica" contemplata nella circolare citata;
se, di conseguenza, le direttive espresse nella circolare n.61 relative al periodo di conservazione della restante documentazione diagnostica possano estendersi alle disposizioni contenute nel D.P.C.M. del 20.2.84 e sostituirle completamente;
ESPRIME PARERE che soltanto il materiale diagnostico istologico (costituito dal preparato e dalla relativa inclusione), indipendentemente dalla positività o negatività del referto, venga considerato parte integrante della "restante documentazione diagnostica" di cui alla circolare del 19.12.86 n.61, relativa al periodo di conservazione della documentazione sanitaria presso le istituzioni pubbliche e private di ricovero e cura e quindi conservate per venti anni;
R I T I E N E inoltre, che le direttive espresse nella circolare n.61 siano estese alle disposizioni contenute nel D.P.C.M. del 10.2.84 soltanto per i preparati istologici e le relative inclusioni fermo restando in ogni caso che i preparati citologici vadano conservati per un periodo di cinque anni.
IL SEGRETARIO DELLA SEZIONE IL SEGRETARIO GENERALE
IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE".

Per quanto attiene alla seconda parte del quesito, ritengo che un referto istologico esauriente debba riportare che la lesione è stata completamente escissa.
Per tale aspetto, tuttavia, sottopongo il Suo quesito agli specialisti in Dermatologia.

Distinti Saluti.
[#2] dopo  
Dr. Luigi Laino
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Sebbene il collega abbia ragione, e' possibile non vedere la frase "la lesione risulta completamente escissa" dando per scontato che lo sia. Anche il suo dermatologo ha ragione.

Saluti
[#3] dopo  
112520

dal 2012
Gentili dottori,
vi ringrazio per le risposte, mi scuso per il ritardo ma nel mezzo sono intercorse le vacanze e quindi non ho potuto riportare altri sviluppi.

Il problema è il seguente, ho pagato fior di soldi per una escissione di due nevi (definiti dermici all'epiluminescenza dal dermatologo) dal volto chiedendo in modo categorico, come clausola per l'escissione, che tali nevi fossero tolti in toto.

Mi è stata proposta la tecnica detta "shaving", io ho ribadito che volevo l'escissione totale, altrimenti non volevo toglierli, il chirurgo (non dermatologo ma chirurgo oncologo) mi ha garantito l'escissione totale dicendo che non avrebbe tagliato il nevo sul piano cutaneo con il laser ma lo avrebbe tolto prima chirurgicamente tutto e poi avrebbe usato il laser solo per cicatrizzare per un lavoro estetico migliore.

Mi sono fidata ma alla consegna del referto, mi arriva un istologico che conferma la benignità dei nevi (risultato istologico: nevi intradermici) ma non riposta, a differenza dei miei altri istologici, alcuna frase riguardo i margini o la totalità dell'escissione.

Il dottor Laino mi ha gentilmente spiegato che tale specifica si può omettere e mi tranquillizza con questo, però vista la mia richiesta ben precisa ho deciso di far rivalutare i vetrini altrove.
Ho ritirato i vetrini, il risultato istologico credo sia lo stesso "nevi prevalentemente intradermici con qualche elemento giunzionale" ma mi si riporta anche che è stato impossibile valutare i margini di escissione.
Il patologo mi ha spiegato che i vetrini erano rovinatissimi, riposti tecnicamente male, quindi per loro è impossibile dire altro.

Ora mi chiedo, è normale che dei vetrini che a detta del dott.Mascotti debbano essere conservati per 5 anni dopo solo qualche mese sono non più valutabili correttamente??

Vorrei sapere quali sono i miei diritti legali in tutto ciò.
A quanto ho capito la legge non obbliga a scrivere se la lesione è tolta totalmente (ma lo impone il buon senso)....ma obbliga a segnalare qualora fosse tolta parzialmente???

Vorrei inoltre chiedere al dott. Laino, se il nevo non fosse stato tolto in toto cosa rischio? E' possibile una degenerazione in negativo all'interno della cute quindi che non si veda? Se il nevo non è stato tolto in toto ricrescerà?
Ho familiarità diretta di melanoma.

Vorrei chiarire il perché di questa mia "rabbia" nonostante la benignità della lesione: quando si spendono tanti soldi e si fa una richiesta ben precisa credo sia giusto professionale e corretto esaudirla, inoltre capisco che si possa omettere una frase, però lo trovo poco preciso e professionale, io non ometto nel mio lavoro, certe cose non devono essere sottintese devono essere chiarite, scritte con firma in calce, in modo tale che ognuno possa prendersi la responsabilità delle proprie affermazioni.

Grazie mille.