Utente 217XXX
Buongiorno vorrei avere alcune delucidazioni su ciò che comporta l'uso di hennè in persone affette da favismo (io purtroppo lo sono!).Diversi anni fa ho ricorso a l'uso di henne sia rosso (lawsonia puro),che indingo (henne nero) acquistati in erboristeria che non mi hanno dato alcun effetto collaterale.Poi mi sono affidata alle tinture chimiche (più pratiche da fare ma sicuramente dannose) pentendomene amaramente.Ho detto quindi basta alle tinte a ho fatto uso di recente sia di henne rosso che nero con la sorprendente scoperta (navigando su interner) che i fabici non possono farlo.Ora la mia domanda è questa:è possibile che se l'henne non mi abbia mai dato problemi in passato possa nuocermi in futuro?Si può rischiare per davvero una crisi emolitica con l'henne?Mi scuso per la lunghezza del messaggio e ringrazio anticipatamente per l'attenzione.Cordiali saluti

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Dr. Nicola Verna
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Gentile Paziente,
Un importante ingrediente chimico dell'henné è il 2-idrossi-1,4-naftochinone la cui struttura ed il potenziale ossido-riduttivo è simile all'1,4-naftochinone. Quest'ultimo è un metabolita del naftalene, un potente ossidante per le cellule carenti di G6PD e, quindi, in grado di provocare l'emolisi.
Malgrado le segnalazioni di gravi casi di emolisi da esposizione all'henné riguardano dei neonati con carenza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, attualmente, si consiglia, a scopo prudenziale, di evitare prodotti contenenti tale sostanza a TUTTI gli individui affetti da favismo.
Cordiali saluti,