Utente 514XXX
Buongiorno.
Scrivo per mio figlio (4 mesi) affetto da criptorchidismo bilaterale.
Un'ecografia effettuata in ospedale il giorno dopo il parto ha evidenziato la presenza dei due testicoli (per fortuna di forma e dimensioni nella norma) nella parte inferiore dell'addome, quindi non palpabili.
La settimana successiva abbiamo effettuato una visita chirurgica presso la stessa struttura, come prescritto dai Pediatri del Nido.
Questo è quanto ci ha detto il chirurgo:
- i testicoli non sarebbero scesi spontaneamente nei mesi successivi
- la via da seguire avrebbe dovuto essere quella chirurgica (secondo il chirurgo un'eventuale terapia ormonale sarebbe inefficace)
- la fattibilità di tale via sarebbe comunque tutta da verificare (pare che l'eventuale brevità dei funicoli e altri fattori potrebbero renderla impraticabile)
E quindi ci rimanda ad una visita da effettuarsi verso il 6°-8° mese del bimbo, dopo la valutazione di un urologo.

La Pediatra di base, invece, ci ha suggerito una visita endocrinologica, che abbiamo effettuato qualche giorno fa. Il medico ci ha prescritto esami del sangue (dosaggi ormonali), cariotipo e il test HCG (tre iniezioni di gonasi a giorni alterni e prelievo per testosterone il giorno dopo l'ultima iniezione).
Quando si avranno i risultati degli esami si valutera' una terapia ormonale con l'endocrinologo, terapia che potrebbe non essere risolutiva ma che favorirebbe l'operazione chirurgica.

Ora, quello che mi lascia perplesso, però, è la disparità di pareri fra il chirurgo e l'endocrinologo, non solo... in Internet ho letto (anche in questo sito) che la terapia ormonale è considerata obsoleta e che anzi, farebbe aumentare le probabilità di sviluppare neoplasie all'apparato genitale, già alte di per sé in casi di criptorchidismo.
Infine, si legge anche che l'operazione chirurgica andrebbe effettuata verso i sei mesi, mentre per il primo chirurgo si potrebbe aspettare anche verso il secondo anno di vita del bimbo.

Sono confuso... cosa devo fare? seguire la via ormonale nonostante potrebbe aumentare il rischio di neoplasia? E' poi vero che i rischi aumentano? E l'operazione quando andrebbe effettuata per ridurre al minimo le conseguenze del criptorchidismo (sterilità e neoplasie)?

Grazie sin d'ora per l'attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Carlo Maretti
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Gent.mo,
una delle maggiori complicanze del criptorchidismo è l'infertilità e la torsione del funicolo spermatico ritenuto. L'orientamento circa il recupero della fertilità è quello di intervenire tra il I ed il II anno di vita al fine di avere concrete speranze di recupero di una spermatogenesi quantitativamente normale. Le opzioni terapeutiche prevedono una terapia ormonale e l'orchidopessi (riposizionamento del/i testicoli nella borsa scrotale)tenendo ben presente che la terapia chirurgica ed ormonale non vanno intese come alternative, ma come complementari l'una dell'altra.
Cordialmente
Dott. Carlo Maretti
www.andrologia-online.it
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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cara lettore,

allo stato attuale delle conoscenze si ritiene che un quadro di ritenzione testicolare ( o criptorchidiamo o mancata discesa testicolare) dovrebbe essere risoltao entro i primi due anni di vita.
Non credo che una valutazione ormonale a pochi mesi di vita possa dare indicazioni circa l'evoluzione del fenomeno o circa la necessità-opportunità di terapie.
Credo che l'atteggiamento del primo chirurgo pediatra sia sostanzialmente corretta. Controllare il bambino, valutare la possibilità di una discesa spontanea e, verso i due anni, eventualmente procedere chirurgicamente, intervento delicato ma non particolarmente "invasivo".
cari saluti