Utente 217XXX
Gentili dottori,
premetto di aver effettuato un trattamento con ciclofosfamide agli inizi degli anni 90 e averlo successivamente ripetuto alla fine dello stesso decennio. La somma totale della ciclofosfamide è stata di circa 18 grammi. Il medicinale in oggetto era "ENDOXAN" della baxter. Non avendo mai effettuato uno spermiogramma, quello che vengo a sottoporvi porta come commento "campione centrifugato assenza di spermatozoi".
Lo spermiogramma è stato effettuato secondo la procedura WHO 2010 in laboratorio aggiornato.
Il refertante mi ha consigliato visita andrologica e ripetizione dell'esame tra 30 gg.
Il quesito che vi pongo è il seguente: se, come risulta da referto, è presente una azoospermia secondaria (con ogni probabilità) a trattamento con ciclofosfamide, è comunque presente in letteratura una anche parziale reversibilità della stessa? O è possibile trovare spermatozoi tramite agoaspirato?
Essendo a conoscenza che in medicina le risposte certe non esistono, vi sarei grato di un un Vs. parere.

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[#1] dopo  
Dr. Enrico Conti
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Gentilissimo lettore, purtroppo l'eventualità di una azoospermia secondaria a trattamento con un agente alchilante (appunto la ciclofosfamide è uno di questi) non è affatto remota. Anche la patologia che l'ha costretta alla chemioterapia può avere una parte di responsabilità: di cosa si trattava? In ogni caso, per un migliore inquadramento della situazione effettui anche il dosaggio delle gonadotropine FSH e LH, prima di recarsi a visita presso un andrologo. Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
La ringrazio per la tempestiva nonchè precisa risposta.
La patologia primaria era una vasculite (granulomatosi di wegener) con conseguente interessamento multisistemico. Come terapia mi era stata somministrato il protocollo "classico" consistente in 3 boli di cortisone da 1g e 750 mg di endoxan. Questo ripetuto a cadenza mensile per i primi 12 mesi, (dal quarto mese si era sospeso il cortisone) e per i successivi 12 a cadenza prima trimestrale e poi quadrimestrale,a bassi dosaggi (spesso la ciclofosfamide non superava i 350 mg) con conseguente miglioramento del quadro clinico. Purtroppo dopo 5 anni una violenta recidiva della vasculite ha costretto i sanitari a effettuare un ulteriore trattamento con endoxan a dosi massicce, fino ad arrivare al dosaggio complessivo indicato nel precedente post.
Approfitto per chiederLe se la azoospermia si confermasse anche dagli esami successivi, se avrebbe senso effettuare un agoaspirato testicolare, domanda che non vuole sicuramente avere risposte certe, bensi solo un'indicazione di massima, magari confortata da quanto riportato in letteratura.
[#3] dopo  
Dr. Enrico Conti
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Premesso che una vasculite sistemica può "di per sè" danneggiare i tubuli seminiferi, una azoospermia persistente ad oltre 10 anni dalla fine del trattamento chemioterapico (peraltro assai prolungato..) ha purtroppo buon titolo per essere considerata permanente. Il dosaggio del FSH ematico, particolare da allegare all'andrologo che la visiterà, è utile per capire se c'è una speranza di un recupero intratesticolare di spermatozoi (TESE). Ancora cordiali saluti
[#4] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
Ringraziandola ulteriormente per la precisa ed esauriente risposta, effettuerò gli esami da lei consigliati prima di recarmi a visita andrologica.

Cordiali saluti
[#5] dopo  
Dr. Enrico Conti
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Se lo desidera, ci tenga aggiornati. cordiali saluti ancora
[#6] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
Ho ritirato gli esami con i seguenti risultati:

FSH: 14,67 (valori normali 1.5 - 12.4)

LH Plasmatico Basale: 14.31 (valori normali 1.7 - 8.6)

Con questi valori c'è una concreta possibilita di recupero intratesticolare di spermatozoi?

Grazie in anticipo.
[#7] dopo  
Dr. Enrico Conti
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Questi valori sono indicativi di un danno del tessuto testicolare persistente, del tutto coerente con la azoospermia riscontrata. Una TESE tradizionale potrebbe essere inutile e deludente. C'è lo spazio invece per una MICRO-TESE (cioè biopsia del testicolo a scopo di recupero di spermatozoi effettuata con l'ausilio di un microscopio operatore che consente di recuperare spermatidi o spermatozoi anche quando ce ne sono pochissimi, utili per una fecondazione tipo ICSI). La MICRO-TESE non è un intervento alla portata di tutti i centri andrologici, può esporre al rischio di perdere altro tessuto gonadico, insomma è una opzione che và meditata assieme alle altre possibili alternative da proporre alle coppie con problemi di fertilità. Cordiali saluti e a risentirci.
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,

oltre alle corrette indicazioni ricevute dal collega Conti che mi ha preceduto, se desidera poi avere più informazioni su questo particolare problema riproduttivo, le consiglio di consultare, se non fatto, anche l’articolo pubblicato sul nostro sito e visibile all'indirizzo:

http://www.medicitalia.it/minforma/andrologia/195-azoospermia-spermatozoi.html .

Un cordiale saluto.
[#9] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
Carissimi Dottori,

grazie per le risposte e gli approfondimenti.
Se possibile vorrei sapere che tipo di intervento è nello specifico la MICRO TESE.
Si esegue in anestesia totale o locale?
Quali sono i possibili danni che puo provocare e che conseguenza essi potrebbero portare?
Che possibilità ci sono, di recuperare spermatozoi con un intervento di questo tipo essendo stato sottoposto negli anni passati a ciclofosfamide?

Ogni altra aggiunta, considerazione, o indicazione sull'intervento è da me ben gradita, per questo vi ringrazio con anticipo della disponibilità.

Cordiali saluti.
[#10] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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Gentile lettore,

la microTESE solitamente viene effettuata in anestesia generale; essendo un intervento mediante invasivo, riserva teoricamente tutti i potenziali rischi di un intervento un po' invasivo, cioè dolore post-operatorio, ematoma locale, infezione, come già la TESE semplice.

inoltre, è opportuno ricordare anche che è possibile e quindi non si può escludere una lieve flessione del testosterone circolante a diversi mesi dall'intervento, che però si osserva in un quota ridotta di pazienti (ma sempre in base al contesto clinico di partenza), perciò mai precludersi questa via di recupero di spermatozoi.


Cordialità
[#11] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
Mi può specificare le conseguenze della possibile "lieve flessione del testosterone"?
Grazie
[#12] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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mi riferisco ad una semplice riduzione dopo alcuni mesi...che ripeto è l'eccezione piuttosto che la norma

cordialità
[#13] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
Professore, la ringrazio, avevo capito che è una riduzione e che è rara.
Ma vorrei sapere che cosa comporta a livello fisico questa riduzione qualora si verificasse.

Grazie.
[#14] dopo  
Prof. Giovanni Maria Colpi
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gentile lettore, la riduzione sotto la soglia inferiore di testosterone, può causare deficit dell'erezione, scarsa voglia di rapporti, una marcia in meno nel quotidiano e ridotto tono minerale osseo con più probabile rischio di osteoporosi.


il testosterone ha molteplici funzioni..

Ripeto: eventuale riduzione che può anche non essere avvertita a livello clinico.


cordialità
[#15] dopo  
Utente 217XXX

Iscritto dal 2011
Molte grazie, gentilissimo.

Cordialità a Lei.
[#16] dopo  
Dr. Enrico Conti
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Sarebbe interessante sapere se alla luce delle informazioni che ha potuto desumere attraverso questo portale, ha tratto elementi utili per le Sue decisioni (che a suo tempo sarebbe gradito conoscere). Ancora cari saluti
[#17] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

anch'io sono curioso e, se lo desidera, ci tenga comunque informati sugli eventuali e futuri sviluppi del suo problema clinico.

Ancora un cordiale saluto.