Utente 218XXX
Gentili Medici,
sono un ragazzo di 24 anni che circa 5 anni fa è stato operato al testicolo sx per varicocele di 3 grado che non ha piu recidivato ( conferma con ecodoppler effettuato circa 2 settimane fa ).A gennaio di quest'anno ho avuto dolore e pesantezza al perineo e dopo una visita urologica mi è stata diagnosticata una congestione prostatica curata con mittoval, levoxacin ed estratto di serenoa repens. Ovviamente dopo due mesi di terapia tutto è ritornato alla normalità, tranne una cosa: la sensibilità. Inizialmente credevo fosse un problema psicologico ma poi col tempo mi sono accorto che non è cosi. In pratica non ho molta sensibilità sul glande e anche quando tiro giu il prepuzio, nonostante arrechi stiramento del frenulo ( cosa che prima mi faceva sobbalzare dal dolore se tiravo troppo ) non sento piu niente. Inoltre a cio si è aggiunta quasi contemporaneamente una ipoestesia perineale che comprende parte dell'ano. Proprio questo problema mi tormenta poichè ho difficoltà ad avere l'erezione ( anche se riesco ad averla dopo stimolazione manuale ) e sopratutto non riesco ad avere più l'erezione con stimoli visivi, non ho erezioni mattutine forti anche se non sono sparite, e non riesco ad avere un buon getto eiaculatorio. Questi segni clinici, a mio modesto parere, mi riportano ad un possibile interessamento del nervo pudendo anche perchè non riesco a mantenere contratto il muscolo che permette l'elevazione totale del pene che dopo circa 5-6 secondi scema. E' possibile che l'infiammazione prostatica abbia interessato anche rami del nervo pudendo? E sopratutto è possibile che a distanza di 7 mesi non si sia risolto spontaneamente nonostante non abbia piu la prostatite? Credete sia utile valutare i potenziali evocati sacrali? Potrebbe inoltre influire sul problema il fatto che ultimamente soffro spesso di lombalgia? Vi ringrazio anticipatamente. Distinti Saluti

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Dr. Ernesto Fina
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E' opportuno un approfondimento neurologico anche perchè la sintomatologia iniziale poteva già essere stata provocata da un interessamento di tronchi nervosi della regione.Sarà poi il neurologo a porre l'indicazione per l'esecuzione di indagini appropriate.