Utente 540XXX
Salve a tutti,

Scrissi già tempo fa.
Mi operai ad ottobre 2008 di ernia inguinale dx.
Dopo l'intervento ebbi solo una complicazione al testicolo.
L'anno scorso ho avuto i primi problemi (una fitta appena alzatomi dopo uno starnuto), mi feci visitare ma non risultava recidiva.
Ora nelle ultime settimane ho avuto fitte la mattina appena alzato, se tossivo. Una volta avuta la fitta, poi non avevo problemi. Ho osservato e avevo notato come se ci fosse un rigonfiamento quasi inpercettibile alla vista lungo e sotto la cicatrice.
Invece stamattina appena alzato ho avvertito fitte molto forti mentre tossivo e camminavo e stranamente, il minimo rigonfiamento notato nei giorni precedenti non appariva. Sono arrivato al lavoro camminando con dolori. Ora sto meglio. Quando sto fermo o seduto i dolori sono debolissimi. Però se mi alzo e cammino sento di nuovo dei dolori, sopportabili. Ho il netto timore di uno strozzamento.
Ma che voi sappiate in caso di strozzamento, i dolori si attenuano o sono continui? Quand'è il caso di correre al pronto soccorso?
Grazie

Tony

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[#1] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Un'ernia strozzata avrebbe come conseguenza dei sintomi diversi da quelli descritti. Cio' non toglie che una Visita Chirurgica non sarebbe inopportuna.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 540XXX

Iscritto dal 2008
Grazie dottore per la tempestiva risposta,

domani o dopodomani adrò dal mio medico curante, spero mi sappia dire già qualcosa, altrimenti dovrò prenotare una visita con un chirurgo ospedaliero.

Per tranquillizzarmi, ma i sintomi di un intrappolamento quali sarebbero?

Inoltre c'è differenza tra intrappolamento, strozzamento, incarceramento, intasamento, o sono termini diversi che indicano la stessa cosa?

La ringrazio ancora per la pazienza.

Saluti

Tony
[#3] dopo  
Prof. Marco Catani
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gentile utente,

non posso che condividere i concetti espressi dal collega.

si ci sono delle differenze principalmnte tra intasamento e strozzamento.

sono ambedue complicanze che comportano dolore e sintomi accessori come il vomito e si manifestano con una tumefazione che non si riesce a ridurre con le normali manovre a cui il paziente portatore di ernia è, purtroppo, abituato a svolgere. tali complicanze solitamente comportano un trattamento chirurgico d'urgenza se anche il medico non riesce a riportare la tumefazione all'interno della cavità addominale.

proprio per scongiurare l'evenienza di complicanze e per la certezza che l'ernia non può guarire da sola o con altre terapie che solitamente viene consigliato l'intervento di plastica dell'ernia.

cordiali saluti
[#4] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Quante domande! Legga prima questi due articoli http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/267-ernia-inguinale-diagnosi-trattamento.html e http://www.medicitalia.it/minforma/chirurgia-generale/84-ernia-inguinale-tratta-terapia-oggi.html i quali affrontando l'argomento da due punti di vista leggermente diversi possono certamente dirimere i suoi dubbi e dare una risposta alle sue richieste.
Cordiali saluti
[#5] dopo  
Utente 540XXX

Iscritto dal 2008
Grazie a tutti e due per le risposte.

Torno ora dal pranzo, e devo dire che camminando i dolori sono aumentati, in alcuni momenti zoppicavo e avevo delle fitte abbastanza forti, specie se accelleravo un po' il passo.
Ho anche notato che mentre camminavo o stavo in piedi, se toccavo l'inguine in alto, proprio all'inizio della cicatrice sentivo dolore.
Domani o dopodomani vado dal mio medico curante per vedere che dice.
Però spero di poter camminare, ho paura di avere delle forti fitte.
In alcuni momenti ho il panico di dover correre al pronto soccorso...
E' consigliabile che vada a casa e mi metta a riposo?
Se sto seduto sto abbastanza bene.

Saluti

Tony
[#6] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Nel dubbio il riposo e' senz'altro consigliabile.
Cordiali saluti
[#7] dopo  
Utente 540XXX

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Salve dottore,

scrivo per aggiornare sulla mia situazione in attesa della visita del mio medico di base nel pomeriggio.
Ieri dopo un Paracetamolo e riposo la situazione è migliorata.
Stamani sto abbastanza bene però provo sempre un senso di fastidio appena la mattina mi alzo, come se qualcosa lì sotto si muovesse o cedesse, poi passa. Come se l'ernia "dovesse uscire". Ma è possibile che l'ernia "spinga" sotto la rete?
Secondo me qualcosa non quadra. Forse l'ernia ha sollevato la rete...

Grazie

Saluti

Tony
[#8] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Mi sembra molto improbabile. Piu' facile invece un processo infiammatorio della regione interessata. In ogni caso la Visita Chirurgica fara' chiarezza sull'accaduto.
Cordiali saluti
[#9] dopo  
Utente 540XXX

Iscritto dal 2008
Salve,

il mio medico di base ha dato un'occhiata veloce, ma era dubbioso, mi ha prescritto una visita chirurgica specialistica.
A questo punto aspetto l'esito della visita chirurgica che effettuerò presso un ospedale, per qualsiasi evenienza.
Appena avrò notizie vi aggiornerò sulla mia situazione.

Ancora grazie e saluti

Tony
[#10] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Visto che il suo Medico di Famiglia e' arrivato alla stessa conclusione che io le sto suggerendo gia' da martedi' scorso e' chiaro che questa soluzione mi trova pienamente daccordo.
Cordiali saluti
[#11] dopo  
Prof. Marco Catani
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credo che sia la cosa più giusta da fare.

a presto


cordiali saluti
[#12] dopo  
Utente 540XXX

Iscritto dal 2008
Salve a tutti,

sono di nuovo qui dopo l'esito della visita chirurgica effettuata presso il centro di chirurgia erniaria dell'Umberto I di Roma.
Purtroppo ho una recidiva.
Stavolta niente clinica (dove sono riusciti, in un sol colpo, a farmi venire l'ipotrofia e la recidiva).
Ho avuto un'ottima impressione, tanto che addirittura ci siamo messi a parlare delle varie tecniche operatorie rispetto al mio caso e le linee guida europee.
Il prof. dopo la visita, ha detto, che la mia ernia si può rioperare anteriormente, poichè ha ceduto solo la parte bassa della rete (la punta della protesi Trabucco per capirci). Quindi si andrebbe a riparare quella parte con aggiunta di un'altra rete ed eventualmente un tappo.
Mi ha detto che il mio intervento non è più complesso delle primitive e uscirei lo stesso giorno.
Io pensavo che si dovesse intervenire con un accesso preperitoneale come da linee guida. Lui, invece interverrebbe ancora dalla parte anteriore aggiungendo una rete nella parte che ha ceduto ed eventualmente un "tappo" nel canale.

I mei dubbi sono:

- Con questo tipo d'intervento aumenta il rischio di recidive rispetto alla via posteriore?

- Qual'è la statistica di recidive sui secondi interventi di questo tipo? (io ho letto il 20% da qualche parte e mi sono allarmato molto).

- Avendo il testicolo ipotrofico, a causa del primo intervento, ci sono rischi per l'atrofia con questo nuovo intervento?

- Non era meglio l'intervento in laparoscopia?

Grazie in anticipo per le risposte.

Tony
[#13] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Al momento non ho disponibili le statistiche che lei chiede, spero che qualche altro Collega possa essere in merito piu' informato di me. Ad ogni modo i numeri lasciano spesso il tempo che trovano: quali sono le statistiche che interessano a lei? Quelle "mondiali", quelle del Paese dove risiede, quelle del centro chirurgico al quale si e' rivolto, o quelle personali del Chirurgo che lo operera'? A volte i pazienti mi hanno detto: "Dottore, sappiamo dalla letteratura che l'intervento che devo fare io ha il 5% di insuccessi; ma i casi che ha operato lei come sono andati?" E la domanda, in tutta sincerita', e' piu' che pertinente! Cosa puo' interesare al paziente che nel mondo ci sono 95 pazienti operati con successo quando lui si trova, dico per dire, nel centro dove ne hanno operati 5 che sono andati tutti male? Detto cio', anche se non conosco il Collega specifico di cui lei parla, posso dire con certezza che al Policlinico Umberto I ci sono Colleghi estremamente esperti su questa patologia e sulle sue recidive, quindi presumo che possa affidarsi a loro con buone aspettative di successo. Questo non esclude comunque che un caso delicato come il suo merita probabilmente anche un secondo parere, da raccogliersi magari in un altro grande ospedale.
Cordiali saluti
[#14] dopo  
Utente 540XXX

Iscritto dal 2008
Salve,

la ringrazio per la cortese risposta. Mi sono rivolto all'Umberto I proprio al centro di eccellenza delle ernie, e so che hanno indici di non-recidiva molto buoni, più bassi della media.
Non so se posso dire i nome del prof. che mi ha visitato, ma, dicono è un vero esperto.
I miei timori e dubbi sono piuttosto sulla mia situazione pregressa. In particolare il problema del testicolo ipotrofico che rischia un danno ulteriore.
Io su questo testicolo, dopo il primo intervento, ho avuto sempre dolori e fastidi vari e non vorrei che diventi atrofico.
I miei dubbi più forti sono:

- i rischi di atrofia sono bassi, medi o alti?
- nel mio caso non conviene forse allora aspettare? visto che i miei fastidi non sono costanti, o bisogna per forza operare?
- lei consigia un secondo parere, a Roma dove potrei rivolgermi per altri esperti in questa patologia?

Grazie ancora

Tony



[#15] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Le aspettative di qualsiasi azione medica debbono necessariamente tenere conto della situazione di partenza: l'importante e' essere convinti che, affidandosi ad un determinato Ospedale, il risultato sara' il migliore possibile e che difficilmente si sarebbe potuto ottenere di meglio. E questo mi pare che al Policlinico Umberto I sia un elemento assodato.
Per quanto riguarda la richiesta di un eventuale secondo parere, anche in merito alla sua perplessita' se non convenga aspettare, credo che a Roma abbia soltanto l'imbarazzo della scelta...
Cordiali saluti
[#16] dopo  
Utente 540XXX

Iscritto dal 2008
La domanda che più mi fa pensare è:

ma i rischi di strozzamento/incarceramento sono più alti nel mio caso se aspetto?

Grazie ancora

Tony
[#17] dopo  
Dr. Stefano Spina
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Se c'e' una recidiva dell'ernia il rischio di complicanze aumenta ovviamente con il passare del tempo.
Cordiali saluti