Utente 219XXX
buona sera sono francesco scrivo per mio padre affetto da carcinoma prostatico con metastasi ossee a carico del femore, che si e fratturato e del bacino(arree osteoaddensanti a carico delle branche ischio-pubiche). 26 aprile biopsia prostata positiva al tumore e psa a 41,successiva scintigrafia che evidenzia quello che ho appena descritto e tac totalbody che da esito negativo.a questo punto il 14 maggio inizia eligard fiale ogni tre mesi, casodex e zometa ogni 28 giorni. psa subito schizzato a 96 per poi scendere progressivamente fino a 5. fin qua sembra che stia reagendo bene. il problema e la metastasi al femore,dove avrebbe bisogno di una protesi ma che l ortopedico dice di non poter inserire per la metastasi al bacino che si dovrebbe prima ridurre. a questo punto come ridurla se l oncologo non vuole fare la chemioterapia affermando che se il tumore principale risponde bene alla terapia iniziata dovrebbe rispondere egualmente anche la metastasi, trattandosi della stessa neoplasia............ora alle ultime rx sembra che la frattura si sia calcificata, mentre persistono le arree osteolitiche a carico della diafisi femorale e quelle osteoaddensanti a carico del bacino.a questo punto mi chiedo quale delle due e piu a rischio frattura?? e solo ZOMETA puo aiutare le ossa a ricalcificarsi?? scusate se sono stato troppo lungo, ma mio padre a solo 58 anni e sono molto angosciato........GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI SPERANDO CHE POSSIATE DARMI UNA MANO!!!!!!!
[#1] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo
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conviene tenere la carta della chemioterapia quando servirà (passaggio della patologia da ormonosensibile ad ormonorefrattaria); in atto si devono mettere in atto tutti i presidi necessari a ridimensionare la malattia e già lo state facendo.