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Metastasi cerebrali da carcinoma mammario

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  1. #1
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011

    Metastasi cerebrali da carcinoma mammario

    Gentili Dottori,
    avrei bisogno di un vostro consulto in merito alla situazione abbastanza grave di mia madre che attualmente ha 56 anni.
    Nel 2001 le era stato riscontrato un Carcinoma duttale prevalentemente in situ, componente infiltrante 25% ( ER 20% PGR 30% Ki-67 28% c-erbB2 non determinato) -grado III –mastectomia dx radicale – n. totale linfonodi metastatici 7/40 – stadio neoplasia : pT3 pN1b( 6/34) Mx.
    Dopo i cicli di chemioterapia nei dieci anni successivi ha goduto di ottima salute, finchè a luglio di quest'anno a seguito di vomito e vertigini è stata eseguita tac che ha evidenziato due metastasi cerebrali da carcinoma mammario, vi riporto di seguito l'esito della risonanza magnetica:
    voluminosa lesione espansiva emisferica cerebellare dx; la lesione è caratterizzata da una componente solida periferica che mostra un netto enhancement medialmente alla quale si apprezza un componente con swegnale semilcistico e orletto di enhancement a cercine; le caratteristiche della lesione sono compatibili con secondarismi.
    Il IV ventricolo è compresso e dislocato in avanti e verso sx; non si riconoscono altre immagini di alterato segnale o di impregnazione patologica nel cervelletto.
    In sede pontina dx si riconosce una lesione ipointensa in t1 e iperintensa in t2 che assume doble enhancement a cercine; anche tale lesione è compatibile con secondarismo.
    In sede sovratentoriale il sistema ventricolare è normale per sede , dimensione e morfologia; numerose piccole immagini di alterato segnale iperintense in t2 compatibili con aree di sofferenza parenchimale su base ischemico cronica interessano diffusamente la sostanza bianca di entrambi gli emisferi alla giunzione cortico –sottocorticale ; in entrambi gli emisferi dopo contrasto non si riconoscono immagini di impregnazione patologicaa ; normali le dimensioni dei solchi e delle scissure cerebrali.

    Questo invece l'esito della PET:presenza di lesione secondaria cerebellare destra, associata a reperto di non univoca interpretazione in regione pontina omolaterale ma che resta sospetto in senso ripetitivo. Assenza di altre lesioni metabolicamente attive.

    10 giorni fa è stata sottoposta ad intervento chirurgico per la rimozione della metastasi del cervelletto (siamo in attesa di esame istologico);
    Due giorni fa è stata invece sottoposta a radiochirurgia stereotassica per la metastasi in sede pontina ma il chirurgo ci ha riferito che non sono riusciti ad aspirare (??) nulla e che domani andrà ripetuto l'intervento e in caso di esito negativo si dovrà optare per intervento chirurgico o per sola radioterapia.

    Vorrei sapere se la strada che stiamo seguendo è la più corretta e quali potrebbero essere i passi e le terapie più idonee successive.
    Vorrei anche capire le apettative di sopravvivenza (l'oncologo mi parlava di 2/3 anni) soprattutto per essere pronti ad affrontare anche psicologicamante la malattia.
    Scusatemi se sono stato prolisso e grazie comunque per la disponibilità
    cordiali saluti








  2. #2
    Indice di partecipazione al sito: 481 Medico specialista in: Oncologia medica

    Risponde dal
    2007
    Purtroppo la comparsa di metastasi in organi dleicati abbassa notevolmente la prognosi.
    Credo che dopo l'intervento debba essere ristadiata di nuovo e valutata di concerto con l'oncologo se fare o meno terapie sistemiche in aggiunta ai trattamenti locoregionali (probabile rt cerebrale)


    Cordiali Saluti
    Dr. Alessandro D'Angelo
    (email: dangelo@oncologiataormina.it)

  3. #3
    Utente uomo
    Iscritto dal
    2011
    Egregio Dr. D'Angelo,
    la ringrazio tanto per avermi risposto.
    In effetti tra una decina di giorni verrà sottoposta a radiochirurgia e successivamente (anche se ancora non conosco nè le tempistiche nè le modalità) si procederà con radioterapia, in base alla risposta delle lesione credo si valuteranno eventuali terapie sistemiche.
    Ovviamente il nostro scopo è e sarà quello di contenere quanto più possibile l'evoluzione della malattia e cercare di assicurare una qualità di vita il più possibile accettabile.

    La ringrazio ancora per la disponibilità.

    Cordiali saluti



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