Utente 130XXX
Spettabile Staff, buongiorno.
Mio padre 78 anni (iperteso controllato e in attesa di biopsia prostatica per verifica natura di un nodulo) è stato dimesso il mese scorso dopo un episodio di fibrillazione atriale (il terzo in quattro anni), risolta con cardioversione farmacologica. Attualmente assume 1 cp Amiodar da 200 mg/die e 1 cp di Cardioaspirin, oltre agli abituali farmaci per ipertensione e ipertrofia prostatica.

Alla dimissione avendo rilevato il cardiologo che vi è stato un peggioramento della sua stenosi aortica, da moderata a moderato-severa (60 grad max) gli ha dato indicazione per una coronarografia e per un intervento chirurgico di sotituzione valvolare, considerando il suo buono stato di salute.

Altro cardiologo da noi consultato ci dice che per quanto riguarda l'intervento possiamo attendere controllando annualmente l'evoluzione della stenosi e intervenire allorquando la stessa diventi severa.

Il dubbio è su cosa sia meglio fare.

Mi permetto di chiedere inoltre se è normale conseguenza del mix di farmaci che ora assume mio padre che la mattina si senta un po' "rintronato e rallentato", sensazioni che scompaiono dopo qualche ora.

Aggiungo che attualmente mio padre conduce vita autonoma senza particolari problemi, svolgendo le mansioni di casa (è vedovo da sette anni), lavorando l'orto, facendo vita sociale (talvolta andando anche a ballare).

Forse questo ci fa un po' pensare all'opportunità o meno di sottoporlo ad un intervento di tale portata, vedendo che sta ancora bene.

Grazie.
Cordialità.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Vincenzo Martino
40% attività
0% attualità
16% socialità
NAPOLI (NA)
Rank MI+ 56
Iscritto dal 2008
Gentile utente,
l'indicazione chirurgica è resa evidente dall'esame ecocardiografico, sui tempi, sarebbe necessario sentire anche il parere di un cardiochirurgo, anche se, in generale, è preferibile, una volta deciso di sottoporsi all'intervento, presentarsi nelle "migliori" condizioni possibile.
Saluti