Utente 301XXX
Gentili dottori,

vengo da una settimana di ricovero a causa di una trombosi venosa profonda della vena succlavia e ascellare dx.
I medici che mi hanno avuto in cura mi hanno detto che, al momento, non è possibile stabilire con certezza la causa scatenante della mia trombosi.
Verosimilmente hanno ipotizzato che si tratti di una sindrome dell'egresso toracico, a giudicare dalla TAC che ho effettuato.

Il valore di omocisteina del mio sangue (34.1) è più alto del normale, ma l'ematologo non ha ritenuto che possa giustificare una trombosi come la mia.
Ora ho quindi iniziato la terapia con Coumadin 5mg, e verrò agganciato ad un centro anticoagulante al più presto.

Mi è stato consigliato di fare tra 3 mesi una risonanza magnetica del torace con liquido di contrasto, e farmi successivamente visitare da un chirurgo vascolare per valutare il da farsi.

Vi chiedo se ritenete sia il caso di fare ulteriori accertamenti in tempi più brevi e, se si, quali.

Sinceri ringraziamenti per il vostro aiuto.

Marco
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Dr. Edoardo Croce
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Escludendo l'intervento chirurgico che ormai si fa solo in casi particolarissimi, la cosa migliore da fare è, a guarigione completata, affidarsi ad un buon centro di fisioterapia che metta in atto un programma di esercizi studiati apposta per aumentare lo spazio fra 1° costa e clavicola. Ottimo anche il nuoto. Sicuramente le avranno fatto uno studio radiografico approfondito della colonna cervicale allo scopo di scoprire eventuali megapofisi o coste soprannumerarie che sono, anch'esse causa di trombosi venosa ascellare; in caso negativo, se lo faccia fare. La terapia anticoagulante va proseguita per parecchi mesi ma la soluzione si trova nella modifica delle condizioni anatomiche che hanno provocato la patologia (esercizio fisico appropriato, intenso e perdurante parecchi mesi). Auguri