Utente 140XXX
gentili dottori
buongiorno
Mia zia , esattamente la mia prozia , di 91 anni si è fratturata il femore accidentalmente con una caduta.Il 118 è stato chiamato e successivamente la trasportata in ospedale. Dopo due giorni, ha cominciato a non respirare bene, e i medici dopo vari esami e visite hanno affermato che mia zia ha un 'embolia polmonare di sospetta natura grassosa.quindi è stata trasferita in utic per le cure della patologia.presso questo reparto , i medici hanno detto che prima la si opera meglio è per mia zia.Ieri è arrivato un giovane anestesista che le ha fatto una visita i e ci ha detto che poteva essere operata con un rischio alto con un valore di quattro ( ma non ricordo bene che cosa avesse detto prima del numero).questa mattina ,il primario di ortopedia ha detto che i risultati di riuscita dell'intervento sono intorno al 20%.Nel pomeriggio, è venuto un altro anestesista che fatto una relazione scritta in cui affermava che la zia non poteva essere operata a causa dell'embolia e che qualsiasi tipo di anestesia venisse eseguita comporterebbe l'eventuale decesso della mia parente. e quindi le potevano mettere un tutore rigido per la frattura( il primo anestesista aveva detto che se i valori della coagulazione fossero stati buoni intorno a uno, ma non ricordo bene a che cosa riferito, avrebbero fatto anestesia spinale poichè la generale è troppo pericolosa).
vorrei capire se il primo medico è stato troppo buono con mia zia o che il secondo ha detto cosi poichè hanno paura di operare una paziente a rischio che possa morire sotto i ferri.inoltre i cardiologi ci dicono che se non viene operata presto si avranno piaghe e che il femore vada in necrosi( questo mio padre ha sentito dire dai cardiologi).
Sappiamo che la zia sta molto male e che può morire in qualsiasi momento, ma siamo disorientati sul da farsi: operarala-non operarla-.
Grazie per la disponbilità

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[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buona sera, lei ci chiede una consulenza anestesiologica a distanza senza conoscere la zia e ciò non è possibile. Le posso tuttavia rispondere sulla base della mia pluriennale esperienza di anestesista in ortopedia.
E' ovvio che la zia, 91 anni, forse con altre patologie e con una embolia polmonare recente e forse non risolta abbia una posizione alta nella scala di rischio anestesiologico: la scala ASA.
La decisione se operare o meno dipende da un bilanciamento rischio-beneficio, anche in rapporto col tipo di intervento che deve subire, in relazione al tipo di frattura, e che può essere più o meno rapido e più o meno invasivo anche in rapporto con le perdite di sangue.
Conosco bene il problema e comprendo come possiate essere disorientati. Non ci sono stati medici più o meno buoni o la paura che possa morire sotto i ferri, le condizioni possono anche essere variate in occasione delle diverse consulenze.
L'unica cosa da fare è chiedere una corretta ed univoca informazione, ricevendola da un responsabile senza ascoltare tutti quelli che si accostano al letto della zia. Solo così si potrà prendere una decisione per il meglio e nell'interesse della zia.
Spero di essere stata chiara e di averla aiutata.
Cordiali saluti e se lo desidera ci tenga informati.
[#2] dopo  
Utente 140XXX

Iscritto dal 2009
buon giorno, dottoressa
Stamane, abbiamo parlato con i primari di cardiologia ( dov'è ricoverata) e di ortopedia .Essi dicono che l'intervento si può fare tranquillamente con i rischi di una paziente afftetta da embolia polmonare.Informati di ciò siamo andati a parlare con il responsabile dell'anestesia.
siamo stati accolti molto gentilmente ed era presente anche il primo anestesista che aveva visitato la zia.
questi medici erano molto dispiaciuti della situazione ma a causa dell'intervento di osteo-sintesi con fresaggio del canale midollare femorale era possibile il passaggio di ulteriori emboli che possono determinare le morte della zia per embolia polmonare massiva ( i termini medici li ho trascritti mentre parlavano con noi).Inoltre , il primario ha detto che i colleghi, che sono sempre dei medici, sanno dei rischi di un malato di embolia e come se volessero operare un soggetto con infarto in corso di frattura di femore, dimenticando che prima si cura la patologia più importante e dopo quella secondaria.
pertanto, ci siamo rassegnati a tale situazione.
Ma rimaniamo perplessi : chi ha ragione i cardiologi e gli ortopedici che dicono di farlo o gli anestesisti che parlano di rischio elevato di morte
grazie
[#3] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Non c'è, gentile utente, una ragione o un torto, ma solo valutazioni da punti di vista diversi che non si sono incontrate collegialmente. Mi rendo conto che non è semplice comprendere, ma chi dice che si può "tranquillamente operare" deve anche dire che i rischi sono elevati in caso di embolia polmonare, quindi tanto "tranquilli" non si può stare. Dal suo punto di vista il Primario Anestesista ha evidentemente valutato il rischio troppo elevato per intervenire, ed è l'anestesista il responsabile del "benessere" del paziente durante e subito dopo l'intervento.
Noi non possiamo esprimere pareri oltre ciò, poichè non conosciamo la paziente e le sue condizioni generali, unitamente al quadro ortopedico.
Spero di essere stata chiara e di una qualche utilità a comprendere.
Cordiali saluti e non esiti a chiedere ancora se ci sono ulteriori dubbi.