Utente 222XXX
In presenza di un forame ovale pervio di quasi 10 mm (con shunt dx-sx) confermato anche da un transcranico, mi è stato detto di effettuare altri esami e nel frattempo prendete tutti i giorni una cardioaspririna. Siccome mi si prospetta la possibilità di dover fare l'intervento per chiudere il PFO, pongo due domande. 1) Visto che ho trovato indicazioni discordanti sull'utilità o meno di chiudere il PFO, voi cosa ne dite? Sembra addirittura che in certi casi i pazienti sottoposti alla chiusura del PFO andassero incontro ad una percentuale di ictus ischemici superiori a chi non facesse nulla. 2) Il fatto di non aver mai avuto problemi come nel mio caso e all'eventualità di prendere la cardioaspirina a vita, in che misura mi metterebbe "al sicuro" da trombi, ischemie, ...? Voglio dire: l'assunzione della cardioaspirina in che percentuale migliora le possibilità di non incorrere in eventi pericolosi? Grazie anticipatamente.

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Dr. Maurizio Cecchini
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L' aspirina a piccoli dosaggi agisce come antiaggregante piastrinico e cio' riduce (ma non annulla...) il rischio di tromboembolie. Un difetto del diametro che lei riporta ha indicazione ad un trattamento percutaneo di chiusura. Ovviamente, anche in tal caso la anttiaggregazione va proseguita a vita.
Il non chiudere il forame che el e' stato diagnosticato significa aumentar eil rischio tromboembolico e di embolie paradosse, tipicamente in corso di particolari situazioni (defecazione, immersioni in apnea,etc).
Cordialmente
cecchini
www.cecchinicuore.org