Utente 223XXX
Salve, sono un ragazzo con meno di 30 anni e sono stato ricoverato per una trombosi venosa interna alla gamba destra.Ho accusato il primo sintomo di mattina mentre mi accingevo ad andare al lavoro.2 giorni prima avevo svolto ciclismo ma non avevo accusato nessun dolore, ma ho continuato a svolgere la mia vita con tranquillità, passeggiando e lavorando, ed ogni mattina avevo lo stesso problema che scompariva col passare delle ore, premettendo che tutto questo l'ho per una settimana.Con l'inizio della nuova settimana ho accusato dei dolori piu' forti che si espandevano anche al dietro coscia e dopo aver consultato il mio medico e fatto prelievi di sangue ed un ecodoppler, sotto suo consiglio, è venuto fuori che avevo una flebite, i valori sballati erano i D-Dimeri(oltre il doppio della norma), ma non ho fatto in tempo a prendere le cure giuste poichè un malore maggiore alla gamba e mancanza di respiro mi hanno portato al ricovero.
Qui hanno cominciato a curarmi con due leparina al dì, sospesa dopo 5 giorni di ricovero, ed una compressa di Coumadin che ancora assumo, con il giusto dosaggio.Dopo 8 giorni di ricovero ei 2 settimane di convalescenza, mi sono deciso a voler consultare uno specialista per levarmi la soddisfazione di alcuni quesiti, e quindi vorrei sapere se: potrò continuare a fare il lavoro che svolgo(9 ore in piedi in continuo movimento)?Potrò continuare a svolgere attività fisica(corsa, ciclismo,calcetto)?Farò ancora questa cura a vita o la interromperò?La domanda che faccio a voi è questa: a quale specialista posso rivolgermi?Poi davvero una TV è di fattore ereditario?I miglioramenti comunque ci sono, ma con lentezza e continuo ad assumere il Coumadin in quantità prestabilite dal centro in cui sono in cura, ma mi spaventa doverlo prendere a vita, come mi hanno informato, poichè ci possa essere anche questa possibilità.
Vi ringrazio per la VS. attenzione. GRAZIE
[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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E' necessario che Lei sia seguito da un ChirurgO Vascolare avvalendosi nel contempo delle competenze di un Ematologo per quanto concerne eventuali problematiche coagulative su base genetica o acquisita.
Credo che allo stato attuale sia prematuro fare previsioni sulla durata del trattamento ed eventuali esiti.
[#2] dopo  
Utente 223XXX

Iscritto dal 2011
La soluzione migliore quindi sia quella di avere un colloquio con un chirurgo vascolare e presentare tutta la mia cartella clinica ed allo stesso tempo visitare anche un ematologo per valutare se ho problemi di coagulazione.
Grazie mille
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Esatto.
[#4] dopo  
Dr. Valerio Piscitelli
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la durata della terapia con coumadin, mantenendo un INR tra 2 e 3, è in genere di un anno. ma l'esistenza di uno stato trombofilico, congenito o acquisito, può modificare tale durata. Associata alla terapia anticoagulante può essere utile una calza elastica terapeutica. Eviterei il calcetto per la possibilità di incorrere in traumi da contatto. il chirurgo vascolare può seguire l'evoluzione delle sindrome post trombotica, in collaborazione con l'ematologo per la valutazione dello stato emocoagulativo. cordiali saluti
[#5] dopo  
Utente 223XXX

Iscritto dal 2011
Salve, mi hanno consigliato di rivolgermi ad un centro di ematologia e coagulazione, ma prima di tutto ciò devo terminare la cura già cominciata, da quasi un mese. Devo prima di tutto interrompere la cura e poi effettuare tutti gli esami completi che mi danno un quadro completo sul perchè di questa assurda situazione.
Ma esattamente vorrei sapere; Quando potrò cominciare a lavorare?
Quando potrò ricominciare a fare ciclismo?
E svolgendo queste attivita' dovrò fare attenzione oppure sarò tornato come prima?
Naturalmente la calza elastica non è un problema, la indosso tranquillamente.
Grazie a voi
[#6] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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E' purtroppo prematuro poter dare una risposta attendibile, per di più a distanza, alle domande che ci pone.
In linea di massima potrà riprendere l'attività lavorativa facendo uso assiduo della calza elastica, mentre per il ciclismo farei molte riserve, rappresentando oltretutto una di quelle attività sportive non particolarmente indicate per chi ha problemi venosi, a prescindere dalla fase acuta di una TVP, nella quale è del tutto controindicata.
Tenga presente infine che la terapia anticoagulante espone ad un rischio emorragico aumentato in caso di traumi, anche minimi, che dovessero occorrere durante le pratiche sportive, motivo per il quale potrebbe essere in tal senso indicata una generica limitazione delle stesse.